(OT) guerra al peer to peer

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Freestate
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Messaggio da Freestate »

la firma di Courtney Love è solo la squallida provocazione di un personaggio che ha, da tempo, mostrato il suo vero volto di psicotica shizoide. E te lo dice uno che l'ha conosciuta personalmente. Che non la si citi ad esempio, anche perché le majors che tanto disprezza l'hanno riempita di miliardi per tre album. Si dirà: e se glieli danno, perché non dovrebbe accettarli? Giusto, ma che poi non venga a fare la morale alle majors. Quella frase, caro Frank dj, è un insulto all'intelligenza. Non alle majors.

L'atteggiamento degli artisti sul download selvaggio è cambiato negli anni. Ed è cambiato moltissimo. C'è gente come i Metallica che, da subito, non hanno avuto paura di alienarsi le simpatie di molti fans dicendo forte e chiaro che chi scarica sistematicamente musica senza poi acquistare il cd originale è un criminale. Poi ci sono quelli che si sono ravveduti, come Peter Gabriel. Che, pur rimanendo fortemente critico sulla politica della discografia mondiale, ha dichiarato la sua assoluta contrarietà al download illegale. E la lista potrebbe continuare a lungo.

Per quanto riguarda la riduzione dei prezzi questa non è altro che una legge base dell'economia. Ad una minor richiesta corrisponde un minor prezzo.

Mi rendo conto che chi vive in provincia ha serie difficoltà nel procurarsi ad un prezzo accettabile le ultime novità, o quel particolare titolo. Ma la rete non offre solo mp3 o p2p. Ci sono una miriade di siti (specialmente US e UK) che vendono cataloghi sterminati a prezzi decisamente concorrenziali. Certo, c'è bisogno di carta di credito. E questo può rappresentare un problema. Ma anche molti fornitissimi negozi nostrani vendono per corrispondenza (e si paga in contrassegno al ricevimento della merce). Quindi, il rivenditore mafiosetto che fa il duro perché non ha concorrenza nel raggio di 100Km può essere bellamente aggirato. Basta volerlo.

Il maggior problema è, come nota Frank DJ, la pirateria organizzata. Quella dei cd di successo venduti a 5€ sui marciapiedi. Un problema tutto Italiano, ignobile che in un paese civile, o presunto tale, si tolleri questo mercato parallelo gestito da organizzazioni criminali. Questa pratica diffusa ha fatto perdere il valore "percepito" di un prodotto originale al giovane consumatore. Credo siamo in molti, qui dentro, ad apprezzare anche l'odore di un booklet di un cd vero (penso solo a quello di Ok Computer) o alla bellezza di un determinato packaging. Oggi, per molti giovanissimi, l'oggetto cd è come un chewing gum. Si compra a 5€, lo si ascolta per un pò. E poi lo si getta. O lo si dimentica sul cruscotto di una macchina (o lo si piazza dietro per evitare l'autovelox come da leggenda metropolitana). E questo è un fatto per me grave. Anche più grave, sul medio-lungo termine, del mancato percepimento delle royalties da parte dell'artista e del mancato guadagno delle discografiche.

Continuo a pensare che il prezzo del cd sia un falso problema. Dipende dal valore che date a quel pezzo di plastica e, ovviamente, alle emozioni che vi procura ascoltandolo.

Nessuno dice che le majors siano immuni da colpe. Anzi. Ma comincia a stancarmi questo tiro al bersaglio ad aziende che hanno tagliato negli ultimi 5 anni il 35% della forza lavoro solo in Italia. Parliamo di migliaia di persone. E non certo dei grandi manager. Quelli (nella discografia come nel mercato delle acque minerali o dei ciclomotori) anche se li cacciano sempre in piedi cadono.

un saluto

freestate
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saturnz70
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Messaggio da saturnz70 »

Frì, scusami ma, col bene che ti voglio, te lo devo da dì, se uno fa fatica a tirare la fine del mese, hai voglia a percepì... un CD originale sempre troppo costa(va)... ora, va detto, va decisamente meglio...

Mi rendo conto poi che il problema del taglio del personale è grave, ma coinvolge un po' tutte le multinazionali del mondo, non solo le discografiche... pensa che in quella dove lavoro io hanno cancellato il reparto tecnico di Roma praticamente da un giorno all'altro, manager compresi. Ovviamente hanno avuto un bel paracadute... sicuramente il vantaggio di lavorare per una multinazionale dà almeno questa garanzia... cosa dovremmo dire allora di quei lavoratori che non possono nemmeno usufruire di buonuscita o di mobilità o cassa-integrazione?

La questione è globale e non si limita al solo mercato del disco.

Siamo un po' tutti possibili bersagli... è ovvio che magari uno sente più "sue" le problematiche del settore in cui è coinvolto personalmente no?

In fondo non mi pare che si spari solo sulle discografiche... diciamo che, visto il posto in cui siamo, spesso inevitabilmente se ne parla... se no di cosa parliamo? :wink:
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FrankDj
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Messaggio da FrankDj »

Certo: se, coerentemente, volessi pubblicare la mia musica, e fossi contro un certo sistema, mi autoprodurrei.
E se fossi un musicista in un certo ambito lo farei, perchè sarei convinto del mio prodotto (e potrei trovare sicuramente dei "no, grazie" nel caso mi rivolgessi a qualche major).
I soldi fanno comodo a chiunque. Chiunque.
La frase che sta nella mia firma è lì, mi piace, riflette il mio pensiero: che poi l'abbia detta la Love, vabbè....lei non mi fa impazzire: ha il fare della "selvaggia" ma ha più soldi di noi tutti. E' finta. Ma è una regola del music business.

Il valore-CD: ho parlato, nel mio intervento, appunto di "paletti" contro il download di massa e soprattutto contro la vera pirateria. Ora c'è questo, più avanti la cosa si perfezionerà e diverrà più ostica, già lo immagino (/iamo). Ossia sarà più difficile scaricare musica/films da internet (e sarà la cosa che arriverà prima), come sarà più difficile fare pirateria (in ordine di arrivo, questra cosa arriverà molto più avanti, parer mio).

E' difficile fare "centro" con la pirateria organizzata.
Forse perchè a qualcuno va bene così.
Altrimenti non avremmo i soliti abusivi all'uscita di un concerto, che vendono gadgets non originali, ad esempio (eppure ho preso la maglietta dei Kraftwerk non originale all'uscita del Palladium a Colonia: pagata 10 EUR, contro quella originale che costava 25, venduta dentro - e comunque mi sarebbe piaciuto prendere l'originale più che il tarocco).
Altrimenti non avremmo i soliti extracomunitari che vendono CD contraffatti in malo modo (vedasi ad esempio quanti ce ne sono in una passeggiata-tipo in Viale Indipendenza a Bologna: partendo da Piazza Maggiore, ne troviamo 3 dopo 150 metri sulla sinistra, son sempre lì).

Sulla pirateria ci vuole buona volontà: qualcuno l'ha avuta, altri non ne vogliono avere.

>Frank<
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

Caro Zio,

la FIAT ha ridotto il personale del 25% negli ultimi 5 anni. Ma l'ha fatto per la contingenza negativa e perché la crisi del mercato automobilistico l'ha portata ad un drastico ridimensionamento della forza lavoro.

Ma il mercato dell'auto non è in mano alla pirateria.
Quello della musica sì.

direi che c'è una bella differenza, anzi una differenza ENORME nel vedersi licenziare per oggettiva crisi e vedersi licenziare perché i cd li vendono in mezzo alla strada fottendosene delle regole, tra il compiacimento generale di chi pensa che "poveri extracomunitari.. in fondo devono anche loro vivere, che fanno sennò? Vanno a rubare..." . Una delle forme di pietismo più spregevoli che io conosca.

Il 30% del mercato è in mano ai falsari. Sono loro i market leader della musica. Una percentuale che ci manda dritti tra i primi 10 Paesi al mondo come contraffattori di prodotto musicale(Taiwan, Cina, Filippine, Russia etc. etc. sono in classifica.. ma non v'è traccia di altro paese dell'europa continentale almeno fino alla posizione numero 40 dove si affaccia la Grecia).

Caro Frank,

da persona intelligente vedo che hai capito il punto, quando parli di autoproduzione. Ma quando dici che la frase della Love riflette il tuo pensiero che significa? Che le discografiche sono delle organizzazioni criminali? E se non ci fosse stata la CBS? Avremmo mai ascoltato Dylan o Springsteen? O I Clash? Criminali pure loro?

Un saluto

freestate
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Messaggio da curem »

la firma di Courtney Love è solo la squallida provocazione di un personaggio che ha, da tempo, mostrato il suo vero volto di psicotica shizoide. E te lo dice uno che l'ha conosciuta personalmente. Che non la si citi ad esempio, anche perché le majors che tanto disprezza l'hanno riempita di miliardi per tre album. Si dirà: e se glieli danno, perché non dovrebbe accettarli? Giusto, ma che poi non venga a fare la morale alle majors. Quella frase, caro Frank dj, è un insulto all'intelligenza. Non alle majors.

D'accordissimo con Free riguardo alla frase detta da Courtney Love: sappiamo tutti qual'è il personaggio Love e dichiarazioni di questo tipo sono solo provocatorie!
Vi faccio un esempio: il Dottor PRINCE ha recentemente dichiarato che avrebbe messo la sua musica solo su internet per poi fare dietro-front e firmare per la SONY. Le cosidette major riempiono di soldi i vari artisti come nel caso dei GNR che hanno ricevuto milioni per registrare il nuovo Chinese Democracy che invece ancora non ha forma.
Diciamo che nella dichiarazione di Courtney c'è molta ipocrisia.

Io comunque farei un discorso generale riguardo al peer2peer che a mio avviso rappresenta un'arma a doppio taglio che vede protagonisti major, artisti e pubblico.
Il discorso andrebbe analizzato da tutte e tre le prospettive in modo tale da avere una visione più completa del "problema".

MAJOR: le case discografiche dal loro punto di vista hanno tutto il diritto di protestare per la vendita selvaggia che quotidianamente avviene a prezzi popolari di prodotti confezionati sul mercato ad una cifra decisamente più alta. Chiaramente qui c'è da fare una domanda alla quale solo uno del settore come Free potrebbe rispondere in quanto addetto ai lavori: quanto guadagnano le major sulla vendita di ogni cd? Ovvero, quante speculazione c'è sul prezzo del cd da parte delle etichette?
La loro protesta risulta in ogni caso comprensibile e giustificata.

ARTISTI: sono diversi gli artisti che hanno preso posizione su questo tema e anche in questo caso ci sono diverse sfumature che vanno analizzate.
Ad esempio, gli artisti hanno il diritto di lamentarsi vedendo il loro lavoro (frutto di fatica, ispirazione e quant'altro) in preda al mercato nero che in molti casi raggiunge cifre pari (se non superiori) alle vendite dell'artista. Tutto questo chiaramente comporta un introito minore da parte dell'artista che giustamente rivendica quanto dovutogli.
A seguire a ruota le Major che vedono sfumare anche il loro introito.
Ma,come dicevo in precedenza, c'è anche l'altra faccia della medaglia che va considerata.
Per molti artisti o gruppi emergenti (per esempio noi HALO EFFECT) lo scarico dei brani dalla rete rappresenta un'ottima opportunità per farsi conoscere in attesa che magari qualche etichetta mostri interesse. Questo per molti artisti è vitale.
Per la poca esperienza che ho avuto è molto difficile poter arrivare ad una casa discografica che presti solamente la sua attenzione (molti neanche ti rispondono!!!) così come risucire ad avere l'opportunità di poter suonare in giro per l'italia.
Considerando tutto questo, per molti artisti il download corrisponde ad una opportunità. Non ci vedo nulla di male in questo.

Pubblico: Questo è l'aspetto forse più importante di tutta la vicenda...il pubblico, cioè coloro che rappresentano il vero mercato discografico.
La possibilità offerta da internet del peer2peer è una risorsa importante che a mio avviso va usata con intelligenza! E questo il nocciolo della questione....e vengo ora al punto.
Io sono notoriamente uno dei più incalliti "scarriconi" di mp3 da quando l'uomo invento il pc e ho la fortuna di poter conoscere e approfondire artisti che altriemnti non avrei potuto ascoltare.
La scena che a me personalmente interessa è praticamente irrintracciabile sul terriotorio italiano se non via spedizione o via internet, cosa che non aggevola la diffusione della musica.
Aggiungo anche che molti gruppi che ho scaricato non mi sono piaciuti e quindi grazie al peer2peer ho risparmiato parecchi soldi.
Il discorso dovrebbe essere questo: scarico un paio di pezzi o l'intero cd e se mi piace me lo compro! Questo a mio avviso è il buon utilizzo del peer2peer.
Se fossi una casa discografica non ci sputerei sopra così: molti dei cd venduti a nero o scaricati creano un'interesse che permette a molti artisti di avere un buon seguito nelle loro esibizioni live.

Considerazioni finali:
Personalmente - parlando da "pubblico" - sono favorevole al peer2peer purchè se ne faccia l'utilizzo giusto!
Per un artista emergente come noi ne sarei ben felice e contento se scaricassero i miei brani: lo scarico genera interesse e questo per noi è importantissimo.
Per un artista affermato: non nascondo che potrei avere "rodimenti" e in quel caso farei come hanno fatto i Placebo che per invogliare all'acquisto hanno inserito anche un cd di cover mantenendo il prezzo del disco invariato.
Se fossi una major cercherei questo compromesso affinchè si possa guadagnare più sulla quantità totale che non sul singolo cd: guadagnare di meno su una copia e venderne di più.
A questo punto chiedo, vista l'iva che incombe sul prezzo di un cd, è possibile ridurre in maniera decisa il prezzo finale di un disco?
Io un cd originale a 10, 12 euro lo comprei.

FAITH AND DEVOTION
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FrankDj
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Messaggio da FrankDj »

Freestate ha scritto:Caro Frank,

da persona intelligente vedo che hai capito il punto, quando parli di autoproduzione. Ma quando dici che la frase della Love riflette il tuo pensiero che significa? Che le discografiche sono delle organizzazioni criminali? E se non ci fosse stata la CBS? Avremmo mai ascoltato Dylan o Springsteen? O I Clash? Criminali pure loro?

Un saluto

freestate
Significa questo: Freestate ha fatto un nuovo singolo, che anticipa un album attesissimo.
Il singolo è molto forte, bello, alla gente piace.
La casa discografica si occupa del tam tam promozionale sulle radio.
Si legge, da un'intervista, che Freestate ha scritto la canzone ispirandosi ad un racconto di Philip K. Dick, che ama da quando era un ragazzino.

Quindi:

- FREESTATE - la mente e esecutore materiale del disco
- CASA DISCOGRAFICA - ramificazione promozionale per vendere questo singolo. Non è dichiarato se quest'ultima abbia fornito lo studio di registrazione, può anche essere di no.

Il contratto è stato gia firmato fra artista e casa discografica.

Se il ricavato delle vendite di questo singolo è 100, a Freestate vanno 20-25.

Ecco cosa voglio dire.


Ti faccio un altro esempio, di natura editrice (libri).
Ho conosciuto di persona (e ho lavorato per poco tempo con lui) un archivista che anni fa pubblicò, insieme ad un suo collega/collaboratore, un'enciclopedia sulla musica.
Fece un gran lavoro per assemblare informazioni, biografie, immagini, etc...

Il libro arrivò sul mercato con un prezzo di 35 mila lire (ce l'ho).
L'autore percepiva 500 lire per ogni copia venduta.

>Frank<
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Messaggio da FrankDj »

Rispondendo a Curem, direi che ha fatto una buona analisi riguardo l'uso del p2p. Un'analisi, direi, in termini concreti, ossia, dell'uso che si dovrebbe fare dello scambio di MP3.

Infatti, se gli amanti della musica si ritengono tali, scaricano qualche mp3 dell'artista che gli interessa e, naturalmente, comprano il CD.
A me è capitato con gli Hong Kong Counterfeit (che hanno fatto alcune date anche con Fletch e le Client, quindi capirete qual'è lo stile): ho comprato il loro CD che, inaspettatamente, ho trovato sugli scaffali dei negozi a Milano. E alla FNAC l'ho pagato decisamente di meno rispetto a Ricordi.
Scusate la pubblicità comparativa.

Il mercato, tra l'altro, si sta trasformando, e notevolmente: esistono da tempo servizi a pagamento dove decidi tu qual'è il materiale che vuoi in un CD. Scegli, lo masterizzano e te lo consegnano.
Il risultato è che hai una compilation su misura, pagata legalmente.
Ma l'altra faccia della medaglia è grave: potenzialmente, si vendono meno albums e si perde quel "sapore" dell'ignoto quando si porta a casa un disco nuovo, un sapore che, mi sembra, qui a tutti piace.

Altra questione: il prezzo.
Recentemente, Striscia La Notizia ha riportato di come il latte in polvere per i neonanti fosse più caro qui che da altre parti nel Vecchio Continente.
Correggo: in alcuni Paesi non c'è confronto, ma l'Italia è uno dei Paesi dove questo articolo costa di più.
Esiste Internet, lo compro online, visto che ci si può comprare anche le sigarette a buon prezzo....
Quindi, applico il discorso ai CD: originali, ma mezz'ora di tempo davanti al pc mi aiuta a capire dove lo pago di meno.

E il mercato italiano, allora?
Si adegua, a partire dall'IVA: la FNAC (scusate, mi è simpatica, ma non ci stravedo - mi ritengo abbastanza neutrale) ha fatto l'esperimento della vendita CD con l'iva al 4%. E' stata un'interessante iniziativa, che si ripeterà con ogni probabilità.

>Frank<
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saturnz70
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Messaggio da saturnz70 »

Freestate ha scritto:Caro Zio,

la FIAT ha ridotto il personale del 25% negli ultimi 5 anni. Ma l'ha fatto per la contingenza negativa e perché la crisi del mercato automobilistico l'ha portata ad un drastico ridimensionamento della forza lavoro.

Ma il mercato dell'auto non è in mano alla pirateria.
Quello della musica sì.

direi che c'è una bella differenza, anzi una differenza ENORME nel vedersi licenziare per oggettiva crisi e vedersi licenziare perché i cd li vendono in mezzo alla strada fottendosene delle regole, tra il compiacimento generale di chi pensa che "poveri extracomunitari.. in fondo devono anche loro vivere, che fanno sennò? Vanno a rubare..." . Una delle forme di pietismo più spregevoli che io conosca.

Il 30% del mercato è in mano ai falsari. Sono loro i market leader della musica. Una percentuale che ci manda dritti tra i primi 10 Paesi al mondo come contraffattori di prodotto musicale(Taiwan, Cina, Filippine, Russia etc. etc. sono in classifica.. ma non v'è traccia di altro paese dell'europa continentale almeno fino alla posizione numero 40 dove si affaccia la Grecia).
Su questo hai ragionissima Frì, grazie per avermi chiarito meglio la questione! :)

Il dibattito è molto interessante, peccato che ora abbia poco tempo... 'naggia...

Tanto per restare in tema oggi a pranzo sono passato alla FNAC e me sò accattato "BLACK MARKET MUSIC" a 9.80!!! GRANDE FNAC e GRANDI PLACEBO!

OH! Ieri mi sono visto lo speciale su All-Music! Bello! Quando il DVD scende me lo prendo... :wink:
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saturnz70
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Messaggio da saturnz70 »

Ah! E poi, tanto per gradire, pure DURAN DURAN (il primo) sempre a 9.80... TIE'! 8)
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katullo
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Messaggio da katullo »

[quote="Freestate"]

Mi rendo conto che chi vive in provincia ha serie difficoltà nel procurarsi ad un prezzo accettabile le ultime novità, o quel particolare titolo. Ma la rete non offre solo mp3 o p2p. Ci sono una miriade di siti (specialmente US e UK) che vendono cataloghi sterminati a prezzi decisamente concorrenziali. Certo, c'è bisogno di carta di credito. E questo può rappresentare un problema. Ma anche molti fornitissimi negozi nostrani vendono per corrispondenza (e si paga in contrassegno al ricevimento della merce). Quindi, il rivenditore mafiosetto che fa il duro perché non ha concorrenza nel raggio di 100Km può essere bellamente aggirato. Basta volerlo.

[/quote]

[color=green]Ho fatto per molto tempo anke quello, te l'assicuro.
Tant'è ke ancora oggi ricevo i cataloghi da almeno due o tre fornitori ( molto + lontani di 100 km ).

Il problema è ke se ordino il nuovo dei Backlash, con tutta fortuna mi arriva dopo una quindicina di giorni (ammesso ke ce l'abbiano disponibile )ke per uno come me son già troppi. Poi le spese di spedizione ke al di sotto di un certo numero di prodotti ordinati si somma al classico "contributo fisso", per niente digeribile. Quindi oltre al prezzo salato dei cd ci aggiungo anke quello, discreto, di spedizione e contributi vari.

La voglia di acquistare tramite Internet poi mi è passata completamente da quando ordinai un paio di CD, credo un paio di anni fa, presso uno dei siti UK e USA di cui parli anke tu.
Pagamento anticipato tramite vaglia internazionale. Ancora sto aspettando. Son stato anke alla sede centrale delle PI, ...devo parlarne...? :roll:
Le carte di credito poi.., per fortuna un metodo ke non ho mai utilizzato.

L'unika vera soddisfazione l'ho ricevuta sul sito ufficiale dei Camouflage, quand'ancora spedivano in contrassegno. Più ke onestamente, direi.
Lì, a suffragio dell'opinione generale, non ho badato a spese, mi son fatto la discografia completa ed ho ricevuto anke dei gadgets in regalo.
Poi, guarda un po', tutto è cambiato: carta di credito.
Scusate, ma nn me la sento.

Perkè non posso avere il nuovo dei Backlash ( solo un esempio) uscendo normalmente di casa, mettendomi magari in makkina per poterlo poi ascoltare la stessa sera a casa?
Mi rendo conto ke non è colpa di nessuno ( tantomeno delle case discografike ) se non risiedo in luoghi musicalmente riforniti, ma cmq non mi sento in colpa se aspettando la prima buona occasione per visitare la capitale o la città della Madonnina, ho l'opportunità di godermelo anke qualke giorno prima dell'uscita ufficiale.

Mi piace solo ricordare ke la musica per quel pubblico di cui si parla è + ke altro passione d'ascolto. Difficilmente le masse si mettono a fare risonanze magnetike sul mercato discografico.
Pensavo fosse sottinteso l'uso "pulito" e ragionato del p2p.

A diffonderla per bene, la musica, come con il costo ragionevole dei prodotti, una + strategica diffusione dei punti vendita ( insomma la mia è sì una piccola realtà, ma si tratta pur sempre di un capoluogo di regione!) ci dovrebbero pensare gli addetti ai lavori, forse per primi gli artisti se ne dovrebbero preoccupare, nel loro stesso interesse, invece ke tormentarsi tutti solo di quanto guadagnano sulle spalle non solo degli ignari acquirenti, ma anke degli stessi dipendenti delle case discografike; onesti lavoratori per i quali capisco perfettamente i riski.

Però, si abbia pazienza, adesso non posso ritenermi anke direttamente responsabile del crollo del mercato discografico italiano quando questo, durante gli anni 80 e 90 ( quindi un bel ventennio ) si è "arrikkito" anke con i miei soldi facendomi sudare ben + delle classike 7 camice. vedi mio precedente post.

I p2p scompariranno presto? Lo temo ankio.
Vorrà dire ke kamperò della "rendita" ke mi son creato e per quanto concerne le novità inizierò a viaggiare di +, o mi trasferirò in una bella metropoli affittando casa sopra un megastore.
Da buon pigrone, faro' la spesa alla vekkia maniera: calando il cestino e facendomelo riempire da una bella commessa :D

best shoppings[/color]
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Messaggio da black c »

...x quel che mi riguarda d solito akkuisto solo quando i ciddì sn in promozione/sconto/ribasso/cesto a 5 euri!
facendo due conti mi riesce difficile spendere tutti quei 20/25 eurozzi x un ciddì... bei tempi quelli in cui il vinile lo pagavo solo 18.000 lire... in pochi anni siamo arrivati a 50 carte (il pieno della mia polo + una serata al rain o un cinema + pizza!)
nn scarico da internet perkè preferisco avere l'originale... aspetto solo un pò + d tempo x raccattarlo dallo scaffale... (friiiii feit a quel prezzo doveeeee?????? :shock: ) mi sa ke dv/urge spedizione punitiva (x il mio portafogli appunto!) in centro... magari lo trovo! :D
bacini

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Messaggio da daniemt »

frank.....come al solito non si capsice una mazza quando scrivo.

l'ultimo...intendevo l'ultimo che leggi in quella piccola lista...sssshhhhhh...


che belli gli interventi ma il più bello è quello di curem!

dico: magari qualcuno che non ha proprio un soldo, ma quasi zero riesce a sentirsi le note di una sinfonia classica.....lasciamo il mercato originale a chi vuole e può permettersi questo.....cè un gioco sottile di vari rapporti....dall'uomo che ha passione per la musica e quello che non ce l'ha.dall'uomo che ha pochi soldi ma non ha passione, dall'uomo che ha tanti soldi ma ha una grande passione, dall'uomo che ha poca passione ma tanti soldi, dall'uomo che...dall'uomo che.....tutto bilanciato.....quello che mi domando è se questi intrecci possano influire sull'espressione dell'arte nell' uomo che fa musica.

(per me si)
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Messaggio da katullo »

katullo ha scritto: Il problema è ke se ordino il nuovo dei Backlash, con tutta fortuna mi arriva dopo una quindicina di giorni (ammesso ke ce l'abbiano disponibile )ke per uno come me son già troppi.
Forse un altro grande problema è proprio quello della reperibilità.
Qualke tempo fa si discuteva in altri threads di quanto fosse difficile reperire diski di bands anke un tantinello + in luce, come gli stessi Camouflage o i De/Vision, anke nei magazzini + attrezzati.

Figuriamoci altri.
In effetti molto dipende anke dal genere ( ed il technopop non è certamente favorito ) e dalla popolarità di una band.

Quando parlavo ke certe responsabilità stanno altrove, per le bands emergenti ad esempio: gli Ottodix sul loro sito offrono la vendita, ad un prezzo sinceramente onesto, del loro bellissimo e nuovo cd, con le modalità del contrassegno.
Ti vien voglia di acquistare senza troppi problemi.
Basta volerlo, infatti.

Per il resto, beh insomma, benissimo non siam messi.
Ci si difende quindi.
Per me la passione sta anke nell'ascoltare il maggior numero possibile di artisti. Quindi brutto affare se mi aspetto ke il cd sia pronto sullo scaffale del negozietto al centro ad un prezzo umanamente ragionevole.

Nella speranza ke tutto migliori. D'altra parte son quasi le sei del mattino e devo sfornare positività :D

curem ha torto su tutto
best aprilfish :lol:
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Messaggio da Freestate »

FrankDj ha scritto: Significa questo: Freestate ha fatto un nuovo singolo, che anticipa un album attesissimo.
Il singolo è molto forte, bello, alla gente piace.
La casa discografica si occupa del tam tam promozionale sulle radio.
Si legge, da un'intervista, che Freestate ha scritto la canzone ispirandosi ad un racconto di Philip K. Dick, che ama da quando era un ragazzino.

Quindi:

- FREESTATE - la mente e esecutore materiale del disco
- CASA DISCOGRAFICA - ramificazione promozionale per vendere questo singolo. Non è dichiarato se quest'ultima abbia fornito lo studio di registrazione, può anche essere di no.

Il contratto è stato gia firmato fra artista e casa discografica.

Se il ricavato delle vendite di questo singolo è 100, a Freestate vanno 20-25.

Ecco cosa voglio dire.


Ti faccio un altro esempio, di natura editrice (libri).
Ho conosciuto di persona (e ho lavorato per poco tempo con lui) un archivista che anni fa pubblicò, insieme ad un suo collega/collaboratore, un'enciclopedia sulla musica.
Fece un gran lavoro per assemblare informazioni, biografie, immagini, etc...

Il libro arrivò sul mercato con un prezzo di 35 mila lire (ce l'ho).
L'autore percepiva 500 lire per ogni copia venduta.

>Frank<

interessante parabola.

senti questa, allora:

una mia amica ha scritto il suo primo romanzo. Bellissimo. L'ha fotocopiato, fascicolato e mandato alle maggiori case editrici italiane più a tutte le indipendenti. Ha ricevuto sinora due risposte da case piccoline.

Beh, gli hanno chiesto dei soldi. Nel senso che vogliono essere pagati per stampa e distribuzione. Loro. E parliamo di migliaia di €. Una truffa legale. Che fa leva sulla voglia dell'autore di vedere finalmente i propri pensieri e sogni tradotti in un manoscritto diventare un prodotto finito. E in molti pagano. Per vedere stampato il proprio libro che non arriverà mai nei circuiti di vendita (se non in quelle 10 librerie compiacenti e complici di questi figuri) e che dopo sei mesi tornerà al mittente come resa. Resa per la quale i truffatori di cui sopra saranno capaci di chiederti altri danari. E succede anche per la musica, ah.. se succede. Avete presente quei concorsi di cui pullula l'Italia? Cose del tipo "concorri con la XYX Entertainment! Invia il tuo demo ed avrai la possibiltià di incidere un cd!!!". Poi si scopre che solo l'iscrizione al concorso costa 1.000€, che al concorso partecipano 50 bands che saliranno su un palco a fare un concerto per parenti ed amici. E che questo cd non uscirà mai e i truffaldini si mettono in saccoccia bei danari.

Quindi, al tuo amico è andata pure bene. Credimi. E la sua percentuale sai che devi calcolarla sul prezzo praticato dalla casa editrice al rivenditore. E non su quanto il rivenditore fa pagare al pubblico.

Detto ciò, potrai continuare a pensare che le discografiche sono associazioni a delinquere. La pensavo anche io così prima di mettere piede in questo bisiniss ed accorgermi che non è esattamente così. Non saranno dei benefattori, certamente. Pubblicano un sacco di album di merda, senza dubbio. E molti personaggi che ho conosciuto in questi 14 anni di lavoro mi fanno venire l'orticaria solo a nominarli. Ma ti garantisco che c'è anche della passione sana dietro al lavoro di una discografica. E molti artisti lo sanno, ma non fa molto figo dirlo. Fa molto più figo scrivere la frase di Courtney Love. :wink:

freestate
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saturnz70
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Messaggio da saturnz70 »

Freestate ha scritto:E molti personaggi che ho conosciuto in questi 14 anni di lavoro mi fanno venire l'orticaria solo a nominarli. Ma ti garantisco che c'è anche della passione sana dietro al lavoro di una discografica.
Sono sicuro che Frank su questo sarà d'accordo Frì... è che noi siamo stati fortunati, l'unico "losco figuro" che abbiamo conosciuto si che è un figo mica male... :wink:
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