(OT) - Footballite!
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Detto da un perdazzurro... che proprio grazie a "certa" stampa ha rubato uno scudetto, indossato abusivamente un altro, e vinto uno scudetto di cartone, è veramente il massimo!!! Non moratti, ovviamente...davide67 ha scritto:Mi sa che la prima ad applicare il discorso dei diversi pesi e diverse misure e' proprio la stampa italiana.
Provo ribrezzo.
Un po' di decenza
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Luca non dire fesserie, e te lo dico con affettolucaDM82 ha scritto:Criticare l'arbitro? Ibra può, Totti no
perchè Totti non solo ha criticato l'arbitro, ma l'ha letteralmente mandato affanculo in campo (in Udinese-Roma), dicendoglielo pure in faccia, e manco è stato espulso
Tuf e tu piantala sempre con le stesse storie!
Tra vent'anni sarai ancora qui a menarla coi cartoni.
Pensate a vincere lo scudetto senza Moggi piuttosto, poi ne riparliamo
Uno juventino che avesse decenza eviterebbe di parlare. Tra scudetti rubati per la sudditanza psicologica, scudetti rubati grazie al doping, scudetti rubati con Moggi non c'e' che l'imbarazzo della scelta.Tufkad ha scritto:
Un po' di decenza
Ogni volta che cercate la pagliuzza in casa d'altri non fate altro che farvi ricordare la vostra trave.
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Sei noioso.davide67 ha scritto:Uno juventino che avesse decenza eviterebbe di parlare. Tra scudetti rubati per la sudditanza psicologica, scudetti rubati grazie al doping, scudetti rubati con Moggi non c'e' che l'imbarazzo della scelta.
Ogni volta che cercate la pagliuzza in casa d'altri non fate altro che farvi ricordare la vostra trave.
E vista la qualità delle tue fonti (Paolo Ziliani...) risponderti è una inutile perdita di tempo.
Meglio ascoltare Radio Maria
E qui sei pure in malafede (meglio dire ANCHE QUI). Non c'entra una mazza Paolo Ziliani, il link fa riferimento a un fatto certo, la mancata espulsione di Totti a fronte di insulti all'arbitro. Non e' un'opinione del giornalista. Un giorno qualcuno ti dovra' spiegare la differenza tra fatti e opinioni, ma temo che sara' tempo perso.Tufkad ha scritto:
E vista la qualità delle tue fonti (Paolo Ziliani...)
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Zenit, ombre sulla Coppa Uefa
di Marco Arceri
La squadra del cuore di Vladimir Putin, la potenza in ascesa
del calcio europeo, l’emblema della nuova Russia che si
riaffaccia al grande gioco del potere mondiale.
Questo era fino a ieri sera lo Zenit San Pietroburgo:
una Coppa Uefa e una Supercoppa europea in bacheca,
vinte rispettivamente contro Rangers Glasgow e
Manchester United, e un futuro radioso davanti,
garantito dai petrorubli di cui il team russo è ricco.
Da oggi però c’è un’ombra: beninteso, si tratta solo
di sospetti, nulla di provato o certificato.
Sospetti però sufficienti al giudice spagnolo Baltazar Garzon
per aprire un’inchiesta e trasferire tutto il materiale relativo
alle autorità tedesche.Al centro dello scandalo la semifinale
di Uefa che lo Zenit stravinse battendo il Bayern Monaco per 4-0.
All’andata era finita 1-1, al ritorno i russi stracciarono a sorpresa
Toni e compagnia, guadagnarono l’accesso alla finale e poi
sull’onda dell’entusiasmo batterono anche i Rangers Glasgow
nell’ultimo atto. Proprio quella semifinale di ritorno, in fondo
la partita che ha consacrato lo Zenit come protagonista al
tavolo del calcio europeo che conta, ora è finita sotto mille sospetti.
Alcune intercettazioni telefoniche infatti avrebbero rivelato che
dietro quel roboante risultato ci sarebbe la mafia russa.
Al centro dei rilievi Guenadis Petrov, uno dei capi della
Tambobskaya, un’organizzazione criminale.
In una conversazione telefonica dello scorso maggio,
Petrov avrebbe rivelato in anticipo
a un suo uomo il risultato della partita,
indovinando la goleada.
Doti da oracolo? No, il risultato sarebbe stato ‘comprato’
con ilpagamento di 50 milioni (euro, dollari o rubli?
Su questo non c’è chiarezza) alla squadra tedesca.
Da nuova frontiera del calcio a beneficiaria di oscuri giri
di scommesse, da fenomeno da elogiare a reprobo da
gettare nel fango, il passo può essere molto breve.
Parallelamente la Uefa ha creato pochi giorni fa una
commissione d'inchiesta per valutare i risultati di ben
26 partite.
di Marco Arceri
La squadra del cuore di Vladimir Putin, la potenza in ascesa
del calcio europeo, l’emblema della nuova Russia che si
riaffaccia al grande gioco del potere mondiale.
Questo era fino a ieri sera lo Zenit San Pietroburgo:
una Coppa Uefa e una Supercoppa europea in bacheca,
vinte rispettivamente contro Rangers Glasgow e
Manchester United, e un futuro radioso davanti,
garantito dai petrorubli di cui il team russo è ricco.
Da oggi però c’è un’ombra: beninteso, si tratta solo
di sospetti, nulla di provato o certificato.
Sospetti però sufficienti al giudice spagnolo Baltazar Garzon
per aprire un’inchiesta e trasferire tutto il materiale relativo
alle autorità tedesche.Al centro dello scandalo la semifinale
di Uefa che lo Zenit stravinse battendo il Bayern Monaco per 4-0.
All’andata era finita 1-1, al ritorno i russi stracciarono a sorpresa
Toni e compagnia, guadagnarono l’accesso alla finale e poi
sull’onda dell’entusiasmo batterono anche i Rangers Glasgow
nell’ultimo atto. Proprio quella semifinale di ritorno, in fondo
la partita che ha consacrato lo Zenit come protagonista al
tavolo del calcio europeo che conta, ora è finita sotto mille sospetti.
Alcune intercettazioni telefoniche infatti avrebbero rivelato che
dietro quel roboante risultato ci sarebbe la mafia russa.
Al centro dei rilievi Guenadis Petrov, uno dei capi della
Tambobskaya, un’organizzazione criminale.
In una conversazione telefonica dello scorso maggio,
Petrov avrebbe rivelato in anticipo
a un suo uomo il risultato della partita,
indovinando la goleada.
Doti da oracolo? No, il risultato sarebbe stato ‘comprato’
con ilpagamento di 50 milioni (euro, dollari o rubli?
Su questo non c’è chiarezza) alla squadra tedesca.
Da nuova frontiera del calcio a beneficiaria di oscuri giri
di scommesse, da fenomeno da elogiare a reprobo da
gettare nel fango, il passo può essere molto breve.
Parallelamente la Uefa ha creato pochi giorni fa una
commissione d'inchiesta per valutare i risultati di ben
26 partite.



