(OT) Referendum Elettrosmog!
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Non credete alle balle che vi raccontano! Fatevi una vostra idea!
Leggete, leggete, leggete (su www.elettroreferendum.it molte info utili) e soprattutto esercitate il vostro diritto di voto che i partiti vogliono negarvi, quegli stessi partiti che poi, quando ci sono le elezioni, vi implorano di andare a votare!
BONG!
MODEHEAD
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So perfettamente che i Radicali invitano al voto.
Li ho citati perché, da abituali paladini dei diritti civili quali essi storicamente sono, questa volta si sono fatti carico di INFORMARE CORRETTAMENTE i cittadini circa la reale portata del quesito.
Io però non sono radicale. So anche che i radicali sono una minoranza in Italia. Ho poca fiducia nel "popolo bue" quando viene chiamato alle urne.
Ergo: l'unica mossa vincente è non giocare (Wargames - Giochi di Guerra).
Li ho citati perché, da abituali paladini dei diritti civili quali essi storicamente sono, questa volta si sono fatti carico di INFORMARE CORRETTAMENTE i cittadini circa la reale portata del quesito.
Io però non sono radicale. So anche che i radicali sono una minoranza in Italia. Ho poca fiducia nel "popolo bue" quando viene chiamato alle urne.
Ergo: l'unica mossa vincente è non giocare (Wargames - Giochi di Guerra).
- Alan Wilder
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Giusto per la precisione, volevo sottolineare che, dati epidemiologici alla mano, essendo il cancro una malattia in cui la familiarità gioca un ruolo pesante non vi è NULLA di sorprendente nel fatto che, in una piccola comunità, vi sia un'incidenza della malattia statisticamente superiore che altrove.Modehead ha scritto:Proprio in questi giorni stiamo sostenendo come ambientalisti dei comitati cittadini di una piccola frazione di pochissimi abitanti che, attraversata da un elettrodotto, ha avuto ben 40 persone malate di cancro.
L'elettrosmog non c'entra proprio nulla!
La disinformazione, e i mezzi utilizzati per attuarla (fare presa sulle paure delle persone, spaventarle, parlare di salute pubblica e di orchi cattivi), sono veramente qualcosa di sconcertante; una forma di sciacallaggio socio-culturale per portare avanti concetti e idee che per la loro inconsistenza sono perdenti in partenza.
Il triste è che queste persone nei loro intenti riescono quasi sempre...
- Modehead
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Peccato che si trattasse di persone NON IMPARENTATE tra loro e provenienti dai luoghi più disparati d'Italia (immigrati italiani)!
E che dire degli abitanti di Cesano?
Ricordo che ci sono fior fiori di ricercatori e scienziati che confermano quanto scritto.
E sconcertanti non sono certo le battaglie portate avanti da alcune persone in buona fede, ma lo sfruttamento della salute delle persone in altro modo, per arricchirsi...
BONG!
MODEHEAD
PS: siamo all'assurdo! Siamo all'assurdo! Siamo all'assurdo!
Sciacallaggio? Ma lo sciacallaggio lo fa chi si arricchisce alla faccia della salute dei cittadini ed in alcuni casi sfruttando la loro ignoranza in vari modi...... In tanti campi....
Terrore, sfruttamento mediatico? Ma se questi sono i mezzi preferiti per incutere timore nella gente ed indurla a sentirsi sempre MALATA!
Meglio che non tocchi questo argomento.....
E che dire degli abitanti di Cesano?
Ricordo che ci sono fior fiori di ricercatori e scienziati che confermano quanto scritto.
E sconcertanti non sono certo le battaglie portate avanti da alcune persone in buona fede, ma lo sfruttamento della salute delle persone in altro modo, per arricchirsi...
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PS: siamo all'assurdo! Siamo all'assurdo! Siamo all'assurdo!
Sciacallaggio? Ma lo sciacallaggio lo fa chi si arricchisce alla faccia della salute dei cittadini ed in alcuni casi sfruttando la loro ignoranza in vari modi...... In tanti campi....
Terrore, sfruttamento mediatico? Ma se questi sono i mezzi preferiti per incutere timore nella gente ed indurla a sentirsi sempre MALATA!
Meglio che non tocchi questo argomento.....
Ultima modifica di Modehead il gio giu 12, 2003 4:08 pm, modificato 1 volta in totale.
- Modehead
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E visto che amate tanto i miei "copia-incolla" eccovene uno davvero ECCEZIONALE!
Ecco cosa intendo io per VERGOGNOSO! Se volete inizio da subito a scoperchiare il pentoloneeeeeeeeeeeeee!
Leggetevi queste cose molto interessanti sull'AIDS e sull'AZT....
Per dovere di cronaca sottolineo che tra i sostenitori di quanto allegato vi sono anche 3 premi Nobel......
Peccato che si abbia interesse nel far circolare certe notizie..................
Strano, vero?
BONG!
MODEHEAD
PS: mi scuso per la lunghezza del documento, però vi assicuro che vale la pena leggerlo.....
AIDS e HIV
" ..Sappiamo che errare è umano, ma l'ipotesi Hiv-Aids è un errore macroscopico. Lo dico forte e chiaro per mettere in guardia la gente.."
Kary B. Mullis
Premio Nobel per la Chimica nel 1993 per aver scoperto
la PCR (Polymerase Chain Reaction) reazione a catena della polimerase
--------------------------------------------------------------------------------
Oggi il movimento del dissenso raccoglie oltre 700 firme tra virologi, infettivologi, epidemiologi ed altri specialisti di 23 nazioni tra cui 3 premi Nobel, tutti indignati dalla colossale mistificazione e speculazione imbastita intorno all'AIDS.
Sono passati oltre 12 anni da quando le autorità sanitarie hanno cominciato ad annunciare al mondo intero che l'umanità era minacciata da una nuova terribile peste, la cosiddetta "peste del 2000" che nell'arco di pochi anni avrebbe colpito decine e decine di milioni di persone continuando ad espandersi a macchia d'olio fino a diventare veramente il flagello del secolo che sta per finire e di quello che sta per cominciare.
Nonostante questi allarmi spaventosi, però, l'AIDS continua a restare una epidemia molto più piccola di quel che si vuol far credere, confinata in Occidente ad alcuni gruppi a rischio ben precisi; ed in Africa gonfiata da una definizione artificiosa, capace di riunire sotto il suo largo ombrello malattie antiche cambiandone il nome.
La teoria ufficiale non è tuttora in grado di spiegare in quale modo il virus HIV possa provocare le malattie che gli vengono imputate. Tale teoria descrive l'AIDS come una malattia infettiva provocata dal virus HIV che distrugge pian piano le cellule del sistema immunitario, lasciando l'organismo indifeso di fronte a malattie "opportunistiche". Il virus penetra nell'organismo di un dato soggetto attraverso un contatto con sangue o sperma infetto. Questa infezione virale provoca una reazione anticorpale inefficace, utile solo ad essere registrata con i cosiddetti test dell'AIDS (o anti-HIV). La sieropositività costituirebbe il segnale di una malattia subdola, progressiva, inesorabile nella gran parte dei casi.
Dunque AIDS è un termine calderone che raccoglie condizioni eterogenee e disparate. Si tratta di condizioni che vengono tra loro associate solo quando il risultato del test dell'AIDS è positivo. Se il risultato è negativo, le stesse malattie vengono chiamate con il loro vecchio nome.
1) Assenza di correlazione tra risultati del test e malattia:
Una peculiarità delle malattie infettive virali è che hanno una causa unica (il virus), e ovviamente non possono verificarsi in sua assenza. Così non c'è varicella senza il virus della varicella, non c'è morbillo senza il virus del morbillo e così via. La letteratura medica ha registrato migliaia di casi di AIDS sieronegativi (cioè presentavano i sintomi ma il test era negativo), e sieropositività (test positivo) in assenza di AIDS.
La reazione al test, evidentemente capricciosa, può legarsi alla salute come alla malattia, è spesso associata ad un aumento aspecifico delle immunoglobuline, il che si verifica in molte situazioni, come nel corso di malattie autoimmuni, di infezioni croniche, di malaria, di parassitosi, talvolta anche per motivi banali come una vaccinazione antinfluenzale.
2) L'AIDS non si comporta come una malattia infettiva contagiosa:
Nonostante l'allarmismo, l'AIDS è rimasto confinato a gruppi in cui sono presenti fattori di rischio ben precisi:
a) tossicodipendenti: (circa il 32% dei malati in USA e il 60% in Italia) si tratta di individui che oltre a subire gli effetti negativi dell'eroina, della cocaina, dell'alcool, delle anfetamine e di altre sostanze psicotrope, si alimentano in maniera scorretta ed insufficiente e sono colpiti in modo più o meno continuo da infezioni multiple. In queste condizioni di immunodepressione (molte droghe hanno effetto depressivo sul sistema immunitario). Anche i figli di madri tossicodipendenti ricevendo per via uterina tossine dalla madre possono presentare una sieropositività alla nascita.
b) omosessuali: (circa il 62% in USA e il 48% in Europa) il problema riguarda gli utilizzatori sistematici di droghe multiple, cocaina, extasy, alcool, nitriti assunti per via inalatoria a forti dosi (i nitriti sono sostanze molto reattive, causano immunodepressione, e vengono utilizzati per il loro effetto afrodisiaco e rilassante per la muscolatura sfinterica).
c) emofiliaci (circa l'1% in USA e il 3% in Europa). I carichi di proteine estranee sono essi stessi immunodepressivi sia in emofiliaci sieropositivi che sieronegativi.
3) Non esistono studi che dimostrino che l'AIDS è causato dall'HIV:
Kary Mullis Premio Nobel per la chimica nel 1993 per aver inventato la PCR (Reazione Polimerasica a Catena) interpellò svariati virologi ed epidemiologi su dove trovare il riferimento bibliografico che spiegasse come l'HIV provochi l'AIDS. Ma nessuno dei colleghi fu in grado di precisarlo.
4) La definizione della malattia:
Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute, attualmente esse sono ben 29! Queste malattie non sono affatto associate sempre ad immunodeficienza, sono definite AIDS se associate ad un test positivo. Se una persona ha la tubercolosi e risulta sieropositiva allora "ha l'AIDS". Se invece ha la tubercolosi ed il test è negativo, allora ha "soltanto la tubercolosi"
5) Incubazione misteriosa:
Tutte le malattie infettive virali, salvo rare eccezioni, hanno una incubazione breve, di pochi giorni o settimane. L'incubazione del virus dell'AIDS è stata calcolata inizialmente attorno ai 18 mesi, per aumentare poi di anno in anno, fino a raggiungere nel 1992, i 10/14 anni. A questo super-virus viene attribuito di tutto. Di volta in volta può essere furbissimo, tanto da sfuggire ad ogni tentativo di controllo da parte dei ricercatori, o viceversa, completamente "scemo".
6) L'allarme prostitute:
Le prostitute non potevano non diventare le vittime designate delle campagne propagandistiche dei tutori della nostra salute fisica e morale. Sennonché, via via che passavano i mesi, si è visto che il tasso di sieropositività era estremamente basso tra le prostitute. Al 31 Marzo 1995, su 27.043 casi solo 22 riguardavano prostitute non tossicodipendenti (non dipende dalla maggior protezione, perché quelle stesse prostitute presentavano un alto tasso di infezioni sessuali).
7) La terapia con AZT:
Sintetizzato nel 1964 come farmaco antitumorale. Rimase inutilizzato per 20 anni, poiché si constatò sperimentalmente che i topi leucemici trattati morivano in numero maggiore di quelli non trattati. Ma perché questo farmaco così tossico, cancerogeno e privo di effetti benefici continua ad essere somministrato? La Wellcome (casa farmaceutica produttrice) ha venduto 0.9 tonnellate nel 1987, ed è passata a 44.7 tonnellate nel 1992. Il costo dell'AZT per malato è di circa 450.000 lire al mese. Il profitto lordo per la Wellcome nel 1993 è stato di 586 miliardi di lire l'anno.
Da tempo i settori più reazionari del mondo politico e religioso occidentale erano alla ricerca di pretesti scientifici cui ancorare le loro offensive puritane e restauratrici. Un primo tentativo fu compiuto alla fine degli anni '70, con una raffica di informazioni più o meno terroristiche sulle malattie veneree. Ma l'AIDS sembrò l'occasione d'oro. Qui si delineava una malattia non solo sessuale ma mortale e invulnerabile agli arsenali medici esistenti. Insomma una malattia inventata su misura per i sessuofobi di ogni stampo e di ogni paese.
Kary B. Mullis (Premio Nobel per la Chimica): Il mistero che circonda quel dannato virus è il frutto inevitabile di quei due miliardi di dollari che ci spendono sopra ogni anno. Se prendessimo un qualsiasi altro virus e spendessimo due miliardi di dollari ogni anno per studiarlo, state certi che anche quel virus produrrebbe misteri a bizzeffe.
Tratto da: "AIDS la grande truffa" di Luigi De Marchi e Franco Franchi
NEXUS NEW TIME edizione italiana n°5.
AZT
L’AZT, sostanza contenuta nello sperma delle aringhe.
Data la sua elevatissima tossicità è impiegato come base per il veleno per topi.
Quindi, per anni, la medicina ha sperimentato sugli esseri umani un potentissimo topicida, e continua a farlo tuttora.
Non staremo qui a scendere nel “tecnico” su come agisce (per chi volesse saperne di più: “AIDS Gate” http://aliveandwell-eugene.dreamhost.com/aidsgate/ ), comunque l’AZT era stato utilizzato in medicina per distruggere le cellule malate, cancerose, ed impedirne la riproduzione. Fu un fiasco clamoroso. Innanzi tutto si scoprì subito che causava altri cancri, e successivamente che tutti i pazienti trattati con AZT morivano molto prima rispetto a quelli che non avevano ricevuto il trattamento (infatti, ripetiamo, si tratta di VELENO PER TOPI). Anzi, impediva anche di studiare l’evoluzione dei tumori, perché i pazienti morivano precocemente di avvelenamento da AZT. E la ragione è proprio abbastanza semplice: l’AZT non è come i moderni missili “intelligenti” americani, che lanciati contro obiettivi militari, vanno a colpire infallibilmente gli asili e gli ospedali iracheni. Esso non sa quali sono le cellule buone e quelle cattive, le attacca tutte quante e basta. Ovviamente la spiegazione scientifica è ben più complessa e articolata, ma più o meno questo è quello che succede con l’AZT.
Si disse allora che era una questione di dosaggi. Alte dosi uccidevano in breve tempo, ma dosaggi più bassi erano presumibilmente “benefici”. Così vennero fatte altre sperimentazioni su svariate patologie, fra cui soprattutto psoriasi e malattie della pelle. Roba da matti. Inutile dire che fu ben presto accantonato.
Va detto che le case farmaceutiche, siccome ricevono parecchi finanziamenti anche in denaro pubblico per le ricerche, spendono ogni anno montagne di soldi nella ricerca e creazione di nuovi farmaci. Ma molti di questi sono puramente speculativi. Il composto chimico magari funziona, produce alterazioni a vari livelli, e viene anche sperimentato su uomini (carcerati, malati di mente …) e animali, ma non ha malattie specifiche da curare, non si sa a cosa possa servire, così viene messo nel cassetto, in attesa che salti fuori la malattia o la scusa buona per tirarlo fuori.
Così è stato per l’AZT.
Vent’anni dopo, con l’avvento di una malattia così “mortifera e terrificante” come l’AIDS, la Wellcome rimise prontamente mano alla sua mirabile invenzione, affermando teorie folli, per cui l’AZT, prima di ammazzare le cellule, ammazzava i virus, ed essendo la recentissima scoperta di Gallo causata da un virus (l’HIV), terapie brevi e mirate sarebbero state efficacissime. La FDA (Food and Drug Administration, l'ente statunitense che verifica l'efficacia dei farmaci) lo approvò ufficialmente solo nel 1987, ma ne consentì l’uso in via sperimentale fin dalla “scoperta” dell’HIV (1984), anche in associazione con altri farmaci, come del resto, aveva già fatto in precedenza autorizzandone l’uso per altre patologie (cancri, ecc.), sin dal 1964.
Ricomincia la storia. La gente trattata con AZT sebbene in alcuni casi sembri avere un temporaneo, brevissimo miglioramento, si ammala definitivamente e muore.
Ma invece di sospenderne l’uso, arriva la teoria più demenziale: non bisogna usarlo da solo, ma associato ad altri farmaci che ne limitino i danni e ne integrino l’azione.
Chissà quanti malcapitati si sono ritrovati a dover prendere dosi incredibili di farmaci di ogni genere, fra cui l’AZT, nella speranza di curare una malattia che neanche esiste nei termini in cui viene presentata, morendo di intossicazione da farmaci.
L’AZT è stato usato indiscriminatamente su soggetti già debilitati, donne in gravidanza, neonati.
Moltissimi sono i casi di persone che accortesi del rapido peggioramento con l’AZT, hanno smesso di prendere ogni farmaco, salvandosi dalla morte, e creando quella casistica che la medicina ufficiale non sa spiegare, di soggetti che pur essendo sieropositivi non si ammalano e non muoiono.
Come cresce la voce del dissenso e l’informazione (controinformazione), sempre di più sono le persone che si salvano da una morte imminente annunciata come inevitabile.
A Londra, i superstiti pubblicano la rivista “Continuum”. In Olanda collaborano con la Fondazione per la Ricerca Alternativa sull'AIDS (SAAO), in Svizzera da anni sono attivi gruppi di auto aiuto e controinformazione sull’AIDS che hanno preso piede un po’ in tutta Europa.
La maggioranza delle persone colpite dall'AIDS che sono sopravvissute alla malattia lo hanno fatto grazie a grandi dosi di volontà e di senso critico, assumendo costumi di vita coscienti e responsabili, e perché no, anche antagonisti.
Il famoso campione Earvin "Magic" Johnson, risultato sieropositivo nel 1991, pare abbia assunto AZT per pochi giorni, risultandone debilitato, e che abbia subito smesso.
La sua salute migliorò subito, tanto che vinse alle Olimpiadi del 1992. In una recente conferenza stampa Magic ha dichiarato di non essere più malato di AIDS.
Un altro dei tanti misteri dell’AIDS.
Ecco cosa intendo io per VERGOGNOSO! Se volete inizio da subito a scoperchiare il pentoloneeeeeeeeeeeeee!
Leggetevi queste cose molto interessanti sull'AIDS e sull'AZT....
Per dovere di cronaca sottolineo che tra i sostenitori di quanto allegato vi sono anche 3 premi Nobel......
Peccato che si abbia interesse nel far circolare certe notizie..................
Strano, vero?
BONG!
MODEHEAD
PS: mi scuso per la lunghezza del documento, però vi assicuro che vale la pena leggerlo.....
AIDS e HIV
" ..Sappiamo che errare è umano, ma l'ipotesi Hiv-Aids è un errore macroscopico. Lo dico forte e chiaro per mettere in guardia la gente.."
Kary B. Mullis
Premio Nobel per la Chimica nel 1993 per aver scoperto
la PCR (Polymerase Chain Reaction) reazione a catena della polimerase
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Oggi il movimento del dissenso raccoglie oltre 700 firme tra virologi, infettivologi, epidemiologi ed altri specialisti di 23 nazioni tra cui 3 premi Nobel, tutti indignati dalla colossale mistificazione e speculazione imbastita intorno all'AIDS.
Sono passati oltre 12 anni da quando le autorità sanitarie hanno cominciato ad annunciare al mondo intero che l'umanità era minacciata da una nuova terribile peste, la cosiddetta "peste del 2000" che nell'arco di pochi anni avrebbe colpito decine e decine di milioni di persone continuando ad espandersi a macchia d'olio fino a diventare veramente il flagello del secolo che sta per finire e di quello che sta per cominciare.
Nonostante questi allarmi spaventosi, però, l'AIDS continua a restare una epidemia molto più piccola di quel che si vuol far credere, confinata in Occidente ad alcuni gruppi a rischio ben precisi; ed in Africa gonfiata da una definizione artificiosa, capace di riunire sotto il suo largo ombrello malattie antiche cambiandone il nome.
La teoria ufficiale non è tuttora in grado di spiegare in quale modo il virus HIV possa provocare le malattie che gli vengono imputate. Tale teoria descrive l'AIDS come una malattia infettiva provocata dal virus HIV che distrugge pian piano le cellule del sistema immunitario, lasciando l'organismo indifeso di fronte a malattie "opportunistiche". Il virus penetra nell'organismo di un dato soggetto attraverso un contatto con sangue o sperma infetto. Questa infezione virale provoca una reazione anticorpale inefficace, utile solo ad essere registrata con i cosiddetti test dell'AIDS (o anti-HIV). La sieropositività costituirebbe il segnale di una malattia subdola, progressiva, inesorabile nella gran parte dei casi.
Dunque AIDS è un termine calderone che raccoglie condizioni eterogenee e disparate. Si tratta di condizioni che vengono tra loro associate solo quando il risultato del test dell'AIDS è positivo. Se il risultato è negativo, le stesse malattie vengono chiamate con il loro vecchio nome.
1) Assenza di correlazione tra risultati del test e malattia:
Una peculiarità delle malattie infettive virali è che hanno una causa unica (il virus), e ovviamente non possono verificarsi in sua assenza. Così non c'è varicella senza il virus della varicella, non c'è morbillo senza il virus del morbillo e così via. La letteratura medica ha registrato migliaia di casi di AIDS sieronegativi (cioè presentavano i sintomi ma il test era negativo), e sieropositività (test positivo) in assenza di AIDS.
La reazione al test, evidentemente capricciosa, può legarsi alla salute come alla malattia, è spesso associata ad un aumento aspecifico delle immunoglobuline, il che si verifica in molte situazioni, come nel corso di malattie autoimmuni, di infezioni croniche, di malaria, di parassitosi, talvolta anche per motivi banali come una vaccinazione antinfluenzale.
2) L'AIDS non si comporta come una malattia infettiva contagiosa:
Nonostante l'allarmismo, l'AIDS è rimasto confinato a gruppi in cui sono presenti fattori di rischio ben precisi:
a) tossicodipendenti: (circa il 32% dei malati in USA e il 60% in Italia) si tratta di individui che oltre a subire gli effetti negativi dell'eroina, della cocaina, dell'alcool, delle anfetamine e di altre sostanze psicotrope, si alimentano in maniera scorretta ed insufficiente e sono colpiti in modo più o meno continuo da infezioni multiple. In queste condizioni di immunodepressione (molte droghe hanno effetto depressivo sul sistema immunitario). Anche i figli di madri tossicodipendenti ricevendo per via uterina tossine dalla madre possono presentare una sieropositività alla nascita.
b) omosessuali: (circa il 62% in USA e il 48% in Europa) il problema riguarda gli utilizzatori sistematici di droghe multiple, cocaina, extasy, alcool, nitriti assunti per via inalatoria a forti dosi (i nitriti sono sostanze molto reattive, causano immunodepressione, e vengono utilizzati per il loro effetto afrodisiaco e rilassante per la muscolatura sfinterica).
c) emofiliaci (circa l'1% in USA e il 3% in Europa). I carichi di proteine estranee sono essi stessi immunodepressivi sia in emofiliaci sieropositivi che sieronegativi.
3) Non esistono studi che dimostrino che l'AIDS è causato dall'HIV:
Kary Mullis Premio Nobel per la chimica nel 1993 per aver inventato la PCR (Reazione Polimerasica a Catena) interpellò svariati virologi ed epidemiologi su dove trovare il riferimento bibliografico che spiegasse come l'HIV provochi l'AIDS. Ma nessuno dei colleghi fu in grado di precisarlo.
4) La definizione della malattia:
Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute, attualmente esse sono ben 29! Queste malattie non sono affatto associate sempre ad immunodeficienza, sono definite AIDS se associate ad un test positivo. Se una persona ha la tubercolosi e risulta sieropositiva allora "ha l'AIDS". Se invece ha la tubercolosi ed il test è negativo, allora ha "soltanto la tubercolosi"
5) Incubazione misteriosa:
Tutte le malattie infettive virali, salvo rare eccezioni, hanno una incubazione breve, di pochi giorni o settimane. L'incubazione del virus dell'AIDS è stata calcolata inizialmente attorno ai 18 mesi, per aumentare poi di anno in anno, fino a raggiungere nel 1992, i 10/14 anni. A questo super-virus viene attribuito di tutto. Di volta in volta può essere furbissimo, tanto da sfuggire ad ogni tentativo di controllo da parte dei ricercatori, o viceversa, completamente "scemo".
6) L'allarme prostitute:
Le prostitute non potevano non diventare le vittime designate delle campagne propagandistiche dei tutori della nostra salute fisica e morale. Sennonché, via via che passavano i mesi, si è visto che il tasso di sieropositività era estremamente basso tra le prostitute. Al 31 Marzo 1995, su 27.043 casi solo 22 riguardavano prostitute non tossicodipendenti (non dipende dalla maggior protezione, perché quelle stesse prostitute presentavano un alto tasso di infezioni sessuali).
7) La terapia con AZT:
Sintetizzato nel 1964 come farmaco antitumorale. Rimase inutilizzato per 20 anni, poiché si constatò sperimentalmente che i topi leucemici trattati morivano in numero maggiore di quelli non trattati. Ma perché questo farmaco così tossico, cancerogeno e privo di effetti benefici continua ad essere somministrato? La Wellcome (casa farmaceutica produttrice) ha venduto 0.9 tonnellate nel 1987, ed è passata a 44.7 tonnellate nel 1992. Il costo dell'AZT per malato è di circa 450.000 lire al mese. Il profitto lordo per la Wellcome nel 1993 è stato di 586 miliardi di lire l'anno.
Da tempo i settori più reazionari del mondo politico e religioso occidentale erano alla ricerca di pretesti scientifici cui ancorare le loro offensive puritane e restauratrici. Un primo tentativo fu compiuto alla fine degli anni '70, con una raffica di informazioni più o meno terroristiche sulle malattie veneree. Ma l'AIDS sembrò l'occasione d'oro. Qui si delineava una malattia non solo sessuale ma mortale e invulnerabile agli arsenali medici esistenti. Insomma una malattia inventata su misura per i sessuofobi di ogni stampo e di ogni paese.
Kary B. Mullis (Premio Nobel per la Chimica): Il mistero che circonda quel dannato virus è il frutto inevitabile di quei due miliardi di dollari che ci spendono sopra ogni anno. Se prendessimo un qualsiasi altro virus e spendessimo due miliardi di dollari ogni anno per studiarlo, state certi che anche quel virus produrrebbe misteri a bizzeffe.
Tratto da: "AIDS la grande truffa" di Luigi De Marchi e Franco Franchi
NEXUS NEW TIME edizione italiana n°5.
AZT
L’AZT, sostanza contenuta nello sperma delle aringhe.
Data la sua elevatissima tossicità è impiegato come base per il veleno per topi.
Quindi, per anni, la medicina ha sperimentato sugli esseri umani un potentissimo topicida, e continua a farlo tuttora.
Non staremo qui a scendere nel “tecnico” su come agisce (per chi volesse saperne di più: “AIDS Gate” http://aliveandwell-eugene.dreamhost.com/aidsgate/ ), comunque l’AZT era stato utilizzato in medicina per distruggere le cellule malate, cancerose, ed impedirne la riproduzione. Fu un fiasco clamoroso. Innanzi tutto si scoprì subito che causava altri cancri, e successivamente che tutti i pazienti trattati con AZT morivano molto prima rispetto a quelli che non avevano ricevuto il trattamento (infatti, ripetiamo, si tratta di VELENO PER TOPI). Anzi, impediva anche di studiare l’evoluzione dei tumori, perché i pazienti morivano precocemente di avvelenamento da AZT. E la ragione è proprio abbastanza semplice: l’AZT non è come i moderni missili “intelligenti” americani, che lanciati contro obiettivi militari, vanno a colpire infallibilmente gli asili e gli ospedali iracheni. Esso non sa quali sono le cellule buone e quelle cattive, le attacca tutte quante e basta. Ovviamente la spiegazione scientifica è ben più complessa e articolata, ma più o meno questo è quello che succede con l’AZT.
Si disse allora che era una questione di dosaggi. Alte dosi uccidevano in breve tempo, ma dosaggi più bassi erano presumibilmente “benefici”. Così vennero fatte altre sperimentazioni su svariate patologie, fra cui soprattutto psoriasi e malattie della pelle. Roba da matti. Inutile dire che fu ben presto accantonato.
Va detto che le case farmaceutiche, siccome ricevono parecchi finanziamenti anche in denaro pubblico per le ricerche, spendono ogni anno montagne di soldi nella ricerca e creazione di nuovi farmaci. Ma molti di questi sono puramente speculativi. Il composto chimico magari funziona, produce alterazioni a vari livelli, e viene anche sperimentato su uomini (carcerati, malati di mente …) e animali, ma non ha malattie specifiche da curare, non si sa a cosa possa servire, così viene messo nel cassetto, in attesa che salti fuori la malattia o la scusa buona per tirarlo fuori.
Così è stato per l’AZT.
Vent’anni dopo, con l’avvento di una malattia così “mortifera e terrificante” come l’AIDS, la Wellcome rimise prontamente mano alla sua mirabile invenzione, affermando teorie folli, per cui l’AZT, prima di ammazzare le cellule, ammazzava i virus, ed essendo la recentissima scoperta di Gallo causata da un virus (l’HIV), terapie brevi e mirate sarebbero state efficacissime. La FDA (Food and Drug Administration, l'ente statunitense che verifica l'efficacia dei farmaci) lo approvò ufficialmente solo nel 1987, ma ne consentì l’uso in via sperimentale fin dalla “scoperta” dell’HIV (1984), anche in associazione con altri farmaci, come del resto, aveva già fatto in precedenza autorizzandone l’uso per altre patologie (cancri, ecc.), sin dal 1964.
Ricomincia la storia. La gente trattata con AZT sebbene in alcuni casi sembri avere un temporaneo, brevissimo miglioramento, si ammala definitivamente e muore.
Ma invece di sospenderne l’uso, arriva la teoria più demenziale: non bisogna usarlo da solo, ma associato ad altri farmaci che ne limitino i danni e ne integrino l’azione.
Chissà quanti malcapitati si sono ritrovati a dover prendere dosi incredibili di farmaci di ogni genere, fra cui l’AZT, nella speranza di curare una malattia che neanche esiste nei termini in cui viene presentata, morendo di intossicazione da farmaci.
L’AZT è stato usato indiscriminatamente su soggetti già debilitati, donne in gravidanza, neonati.
Moltissimi sono i casi di persone che accortesi del rapido peggioramento con l’AZT, hanno smesso di prendere ogni farmaco, salvandosi dalla morte, e creando quella casistica che la medicina ufficiale non sa spiegare, di soggetti che pur essendo sieropositivi non si ammalano e non muoiono.
Come cresce la voce del dissenso e l’informazione (controinformazione), sempre di più sono le persone che si salvano da una morte imminente annunciata come inevitabile.
A Londra, i superstiti pubblicano la rivista “Continuum”. In Olanda collaborano con la Fondazione per la Ricerca Alternativa sull'AIDS (SAAO), in Svizzera da anni sono attivi gruppi di auto aiuto e controinformazione sull’AIDS che hanno preso piede un po’ in tutta Europa.
La maggioranza delle persone colpite dall'AIDS che sono sopravvissute alla malattia lo hanno fatto grazie a grandi dosi di volontà e di senso critico, assumendo costumi di vita coscienti e responsabili, e perché no, anche antagonisti.
Il famoso campione Earvin "Magic" Johnson, risultato sieropositivo nel 1991, pare abbia assunto AZT per pochi giorni, risultandone debilitato, e che abbia subito smesso.
La sua salute migliorò subito, tanto che vinse alle Olimpiadi del 1992. In una recente conferenza stampa Magic ha dichiarato di non essere più malato di AIDS.
Un altro dei tanti misteri dell’AIDS.
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Leaveinsilence
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Ieri sera mi è capitato di assistere a Ballarò, programma che per l'occasione avrebbb dovuto fare opera di informazione circa i contenuti dei quesiti di domenica, ma che di fatto ha finito per alimentare più confusione e perplessità che altro.
Innanzitutto, su due ore e venti circa di trasmissione, solo gli ultimi 20 minuti sono stati dedicati al fantomatico referendum sull'elettrosmog, a testimonianza dello scarso interesse suscitato dall'argomento, trattato in forma troppo ambigua ed approssimativa. Eppure non si può dire che Ballarò sia un programma filo-governativo o che avesse interesse aa sviare l'attenzione rispetto a questo tema.
Ma quel che è peggio, è che di fatto gli stessi ospiti hanno dimostrato di avere le idee poco chiare in merito, denunciando palesi imbarazzi a specifiche domande di Floris, al punto che quello più incisivo mi è parso Bertinotti, che di certo non è un luminare della scienza e della fisica. Eppure un tema che indubbiamente è complesso e controverso meriterebbe un approcccio ben più razionale e documentato.
D'altronde, quello che si è visto mi ha confermato nell'idea che si tratta di una presa per i fondelli (l'ennesima).
Innanzitutto, ci è stato detto che se vincono i sì, viene tolta la servitù coattiva, ma questo non impedisce l'esproprio per pubblica utilità. Certo, i proprietari dei terreni potrebbero fare storie, ma credo che alla fine prevarrebbero i soliti compromessi all'italiana basati sul più classico dei do ut des. Quindi, anche se gli elettrodotti non correranno più sopra scuole o ospedali, nulla vieta che sorgano nelle dirette vicinanze.
Ci è stato detto che il referendum stimolerà la ricerca di fonti energetiche alternative. Perché? E soprattutto, quali???? A me viene sempre in mente l'energia nucleare...
Ci è stato detto che l'internamento degli elettrodotti ci metterà al riparo da cancro e leucemie. Ma trovatemi uno scienziato che possa sostenere in maniera assolutamente inconfutabile e con l'unanime consenso della comunità scientifica che i fili dell'alta tensione provocano cancro e leucemie. Certo, se uno ha la casa in mezzo a una centrale elettrica potrà avere qualche problema di interferenze televisive, ma per il resto i campi elettromagnetici cui siamo sottoposti nell'arco della nostra vita non sono normalmente tali da recare alcun pericolo, come ci è stato cconfermato anche dall' associazione nazionale per la protezione dell'ambiente, presieduta da Franco Battaglia. Inoltre, chi paga i costi dell'interramento? Ovviamente noi cittadini, mentre i partiti promotori (e le aziende interessate all'affare) sono pronti a contattare e spartirsi i 60 mila miliardi necessari per sostenere l'operazione.
Ci è stato detto che il referendum non riguarda direttamente il problema dell'elettrosmog (quindi gli slogan di Modehead lasciano il tempo che trovano) ma che dovrebbe contribuire a risolverlo. Sì, ma fintanto che 60 milioni di italiani, con i loro 60 milioni di cellulari, pretendono di poter legittimamente telefonare a parenti e amici da uno scoglio al largo di Lampedusa oppure dalla metropolitana milanese, allora non diamo tutti i torti a Gasparri, il quale non fa altro che raccogliere una domanda e un'esigenza che emerge nella popolazione. Insomma, prima ci si lamentava se i politici se ne infischiavano della volontà dei cittadini, ora li si critica se cercano di soddisfarla... Mettiamoci d'accordo, per favore.
Infine, sono quindi d'accordo con quell'esponente della Margherita che ritiene questa materia troppo complessa, multiforme e controversa per poterla liquidare con slogan fuorvianti e referendum semplicistici.
Insomma, se prima avevo dei dubbi, ora sono più che mai convinto che non andare a votare è una necessità, e non accetto lezioni da chi pontifica circa una presunta "scorrettezza" del non voto. Trattasi di una diritto non solo legittimo e previsto costituzionalmente, ma soprattutto, se deliberata e consapevole come nel mio caso, l'astensione è una posizione degnissima e rispettabile al pari dell'andare a votare.
Un saluto, Leave
Innanzitutto, su due ore e venti circa di trasmissione, solo gli ultimi 20 minuti sono stati dedicati al fantomatico referendum sull'elettrosmog, a testimonianza dello scarso interesse suscitato dall'argomento, trattato in forma troppo ambigua ed approssimativa. Eppure non si può dire che Ballarò sia un programma filo-governativo o che avesse interesse aa sviare l'attenzione rispetto a questo tema.
Ma quel che è peggio, è che di fatto gli stessi ospiti hanno dimostrato di avere le idee poco chiare in merito, denunciando palesi imbarazzi a specifiche domande di Floris, al punto che quello più incisivo mi è parso Bertinotti, che di certo non è un luminare della scienza e della fisica. Eppure un tema che indubbiamente è complesso e controverso meriterebbe un approcccio ben più razionale e documentato.
D'altronde, quello che si è visto mi ha confermato nell'idea che si tratta di una presa per i fondelli (l'ennesima).
Innanzitutto, ci è stato detto che se vincono i sì, viene tolta la servitù coattiva, ma questo non impedisce l'esproprio per pubblica utilità. Certo, i proprietari dei terreni potrebbero fare storie, ma credo che alla fine prevarrebbero i soliti compromessi all'italiana basati sul più classico dei do ut des. Quindi, anche se gli elettrodotti non correranno più sopra scuole o ospedali, nulla vieta che sorgano nelle dirette vicinanze.
Ci è stato detto che il referendum stimolerà la ricerca di fonti energetiche alternative. Perché? E soprattutto, quali???? A me viene sempre in mente l'energia nucleare...
Ci è stato detto che l'internamento degli elettrodotti ci metterà al riparo da cancro e leucemie. Ma trovatemi uno scienziato che possa sostenere in maniera assolutamente inconfutabile e con l'unanime consenso della comunità scientifica che i fili dell'alta tensione provocano cancro e leucemie. Certo, se uno ha la casa in mezzo a una centrale elettrica potrà avere qualche problema di interferenze televisive, ma per il resto i campi elettromagnetici cui siamo sottoposti nell'arco della nostra vita non sono normalmente tali da recare alcun pericolo, come ci è stato cconfermato anche dall' associazione nazionale per la protezione dell'ambiente, presieduta da Franco Battaglia. Inoltre, chi paga i costi dell'interramento? Ovviamente noi cittadini, mentre i partiti promotori (e le aziende interessate all'affare) sono pronti a contattare e spartirsi i 60 mila miliardi necessari per sostenere l'operazione.
Ci è stato detto che il referendum non riguarda direttamente il problema dell'elettrosmog (quindi gli slogan di Modehead lasciano il tempo che trovano) ma che dovrebbe contribuire a risolverlo. Sì, ma fintanto che 60 milioni di italiani, con i loro 60 milioni di cellulari, pretendono di poter legittimamente telefonare a parenti e amici da uno scoglio al largo di Lampedusa oppure dalla metropolitana milanese, allora non diamo tutti i torti a Gasparri, il quale non fa altro che raccogliere una domanda e un'esigenza che emerge nella popolazione. Insomma, prima ci si lamentava se i politici se ne infischiavano della volontà dei cittadini, ora li si critica se cercano di soddisfarla... Mettiamoci d'accordo, per favore.
Infine, sono quindi d'accordo con quell'esponente della Margherita che ritiene questa materia troppo complessa, multiforme e controversa per poterla liquidare con slogan fuorvianti e referendum semplicistici.
Insomma, se prima avevo dei dubbi, ora sono più che mai convinto che non andare a votare è una necessità, e non accetto lezioni da chi pontifica circa una presunta "scorrettezza" del non voto. Trattasi di una diritto non solo legittimo e previsto costituzionalmente, ma soprattutto, se deliberata e consapevole come nel mio caso, l'astensione è una posizione degnissima e rispettabile al pari dell'andare a votare.
Un saluto, Leave
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Qualcuno desiderava piu' informazione per l'altro quesito , quello sull'art. 18 ? Eccovi accontentati! 
(copy & paste)
Se voti contro i licenziamenti, ti licenzio. Sembra una battuta del
teatro
dell'assurdo, una gag di Totò, invece l'imprenditore calabrese di
un'azienda di servizi finanziari l'ha considerato la cosa più logica da
dire ai suoi dipendenti: «Consegnatemi i certificati elettorali o sarà
peggio per voi». E non sapremo forse mai quanti altri imprenditori
interpreteranno la parola d'ordine dell'astensionismo «militante»,
lanciata
dal centrodestra e dalla Confindustria, per minacciare di licenziamento
i
dipendenti che vogliono andare a votare per l'estensione dell'art.18
contro
i licenziamenti individuali ingiusti. Basterebbe questo primo assaggio
per
capire cosa ci aspetta. Ma la Confindustria ci evita la fatica di
almanaccare sul futuro, e l'anticipa con chiarezza: «abolire l'art.18 è
un
atto di civiltà», il referendum è un banco di prova, se non va bene, se
i
sì non raggiungeranno la massa critica della valanga, l'articolo 18
sarà
cancellato per tutti.
La posta in gioco, come si vede, si fa sempre più alta. Il voto nel
referendum è un discrimine cruciale: si può mettere un freno alla
libertà
incontrollata di licenziamento, all'attacco del governo ai diritti di
donne
e uomini nel lavoro e ai principi elementari di democrazia. Diritti
sociali, civili e politici nelle moderne società occidentali sono
inestricabilmente connessi: la cancellazione degli uni riverbera sugli
altri. Non è un caso che il governo abbia tentato un incursione a tutto
campo: avvertita tempestivamente dai milioni di persone che si sono
mosse
in difesa delle libertà minacciate; labilmente dalle forze del
centrosinistra. Ieri e oggi.
Come si può dire ancora, dopo il segnale esplicito di Berlusconi, e
della
Confindustria, che il referendum «non cambierà le cose»? - come
sostenuto
nell'Ulivo e nella sinistra. Le cambierà eccome, ed è una percezione
che si
sta diffondendo, anche stavolta, nel senso comune al di là degli
schieramenti, mentre il centrosinistra di nuovo esibisce una pervicace
sordità.
La scelta ufficiale, ribadita di nuovo dai Ds, è quella
dell'astensione. In
compagnia pericolosa con l'indicazione della destra e del fronte
padronale,
che anche in questo frangente mostra la sua pervicace tentazione
illiberale. L'astensione, diritto di ogni cittadino, impugnata come
arma
collettiva dai poteri forti, è pervertita nel controllo sulla libertà,
l'esercizio del voto - come dimostrato dall'esempio calabrese.
L'imbarazzo nell'opposizione che continua a indicare la via del «non
voto»
è comunque evidente, giacché oggi comincia ad avvertire il rischio di
lasciare col referendum mani libere alle politiche più sfrenate della
destra. A una settimana appena dalle amministrative, dove gli elettori
hanno bocciato il governo Berlusconi.
Basti a illustrare l'imbarazzo il manifesto dei Ds per l'astensione con
un
grande «Non» rosso che galleggia nel vuoto. Sarebbe meglio tradurre:
«Non
facciamoci del male da soli», e andare a votare. E così infatti lo
traducono i sempre più numerosi esponenti e militanti che dichiarano
che
metteranno il loro sì nell'urna, ultimo avvertimento a non perseverare
nell'errore.
Articolo 18: «Se voti ti licenzio»
REFERENDUM Cosenza, un imprenditore minaccia di licenziamento chi vota
per
l'articolo 18
Succede anche questo. In Italia ci sono datori di lavoro che arrivano
perfino a minacciare il licenziamento per tutti quegli sprovveduti che
voteranno sì all'estensione dell'articolo 18 alle aziende sotto i 15
dipendenti. In un'agenzia di servizi finanziari di Cosenza il titolare
ha
imposto ai propri dipendenti di portare in ufficio, martedì prossimo,
il
certificato elettorale non timbrato, come prova dell'astensione al
referendum. Lo stesso signore, pochi mesi fa, aveva licenziato tre
lavoratori che avevano denunciato irregolarità nella gestione delle
buste
paga. Sull'episodio di Cosenza Rifondazione comunista ha presentato
un'interrogazione al ministro. La denuncia delle tante minacce di
imprenditori e titolari di aziende arriva principalmente dalla Cgil,
che
sta raccogliendo casi analoghi soprattutto al sud, ma anche in altre
regioni italiane. La tensione è fortissima. Intanto, a poche ore dal
referendum, ieri il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani è andato a
volantinare per il sì davanti ai cancelli di Mirafiori. Oggi ultima
giornata, poi si va al voto: domenica e lunedì.
«Se vai a votare, ti licenzio»
La Cgil denuncia minacce dirette dei padroni. Si vorrebbe imporre
un'astensione obbligata al referendum. In un'azienda di servizi
finanziari
di Cosenza il titolare ha chiesto ai dipendenti di portare i
certificati
elettorali non timbrati. Interrogazione del Prc
ANTONIO SCIOTTO
Se voti sì ti licenzio». Ci sono imprenditori che hanno preso alla
lettera
l'idea di «astensione militante» proposta da governo, Confindustria,
Cisl e
Uil e hanno deciso anzi di spingersi oltre, minacciando i propri
dipendenti
e impedendo loro fisicamente di andare a votare il 15 e 16 giugno
prossimi.
La denuncia viene dalla Cgil: a Cosenza alcuni titolari di agenzie
sotto i
15 addetti, soprattutto di commercio e servizi, minacciano i lavoratori
e
si fanno consegnare i libretti elettorali per assicurarsi che domenica
e
lunedì non potranno recarsi alle urne. In particolare, in un'azienda di
servizi finanziari cosentina - di cui non facciamo il nome per
garantire i
lavoratori da eventuali ritorsioni - il proprietario ha letteralmente
terrorizzato i dipendenti, dopo averne già licenziati tre «a titolo
esemplificativo». I tre giovani, qualche tempo fa si erano rifiutati di
accettare una situazione molto diffusa nelle aziende calabresi: non
volevano ricevere una busta paga che nominalmente si aggirava intorno
ai
1300 euro, ma che in realtà ne conteneva poco più di 400. «Con la
disoccupazione a livelli altissimi e il lavoro nero al 35%, il doppio
della
media nazionale, - spiega Fernando Pignataro, segretario della Cgil
Calabria - le aziende hanno buon gioco a ricattare i lavoratori, dando
loro
spesso meno della metà di quanto dichiarato in busta paga. I dipendenti
si
vorrebbero ribellare, ma dato che nella regione oltre l'80% delle
aziende è
sotto i 15 dipendenti, è facile capire come non abbiano quasi alcun
mezzo
di rivalsa, perché non godono dell'articolo 18. Gli imprenditori
dicono: o
accetti, o te ne vai. E loro non vedono altra alternativa che abbassare
la
testa». I tre giovani non hanno accettato e hanno avuto il ben servito:
adesso sono in causa per il riconoscimento del licenziamento ingiusto,
ma
potranno ricevere al massimo un risarcimento di poche mensilità.
E gli altri? Quelli che sono rimasti nella piccola azienda di
consulenza
finanziaria della regione più povera d'Europa vedono nell'articolo 18
un
baluardo per difendere i propri diritti, e magari per poter rivendicare
domani il rispetto della busta paga senza dover temere ritorsioni:
«Vogliono andare a votare, e votare sì, anche per difendere l'articolo
18
per quelli che lo hanno già - spiega il segretario regionale della Cgil
-
L'imprenditore ha prima chiesto loro di non andare alle urne, e
successivamente ha preteso la consegna dei libretti elettorali,
arrivando
in questi giorni a minacciare il licenziamento se non glieli
porteranno.
Episodi analoghi stanno succedendo in altre piccole aziende: è parte
del
meccanismo clientelare che si è instaurato nella nostra regione a causa
della forte precarietà dei lavoratori».
Sulla vicenda della richiesta dei libretti da parte degli imprenditori
calabresi ha presentato un'interrogazione parlamentare Alfonso Gianni,
deputato del Prc: «Ho fatto presente al ministro Pisanu - spiega il
parlamentare - il pericolo di mancanza della privacy e della garanzia
di un
voto libero insito nel nuovo sistema di votazione: Nei casi che
risultano a
me, da parte dell'impresa è stato chiesto al lavoratore non tanto di
consegnare il documento subito, quanto piuttosto di venire martedì
prossimo
al lavoro con il libretto privo di timbro. Il ministro Pisanu ha
concordato
con me sulla gravità di questo rischio, denunciato peraltro nei giorni
scorsi anche dal garante della privacy. Per il momento c'è un clima
pesante
in queste piccole aziende, e i lavoratori non hanno denunciato alla
magistratura quello che è successo: ma non è escluso che la pubblicità
data
dalla stampa non li spinga ad avere più coraggio».
E proprio in Calabria si tocca con mano la miopia degli imprenditori,
di
quelli almeno che oggi tentano di contrapporre le ragioni dell'economia
a
quelle dei diritti: è l'articolo 18 a frenare lo sviluppo delle piccole
imprese? Il risparmio sui costi del lavoro può creare un nuovo tessuto
imprenditoriale vivo, nel sud come nel nord del paese? «In Calabria non
sono certo i diritti a frenare l'economia. E' vero che siamo la regione
con
la più alta natalità delle aziende, ma siamo anche quella con la più
alta
mortalità - conclude Pignataro - Qui si è sempre speculato sui
finanziamenti pubblici all'avvio delle imprese, aprendo e chiudendo
aziende
in un batter d'occhio, mentre negli ultimi due anni sono venuti a
mancare
gli incentivi e strumenti come il credito d'imposta che permettevano
agli
imprenditori di disporre di maggiori fondi. Senza contare che l'accesso
al
credito è impossibile, dato che i tassi sono più alti del 2%-3%
rispetto al
resto d'Italia, mentre le casse di risparmio locali hanno perso
centralità
e tutte le decisioni rilevanti in campo finanziario vengono prese al
nord.
Tutte cose che non c'entrano nulla con la quantità dei diritti:
l'articolo
18 parla della dignità dei lavoratori, e per fortuna c'e' chi lo ha capito.
(copy & paste)
Se voti contro i licenziamenti, ti licenzio. Sembra una battuta del
teatro
dell'assurdo, una gag di Totò, invece l'imprenditore calabrese di
un'azienda di servizi finanziari l'ha considerato la cosa più logica da
dire ai suoi dipendenti: «Consegnatemi i certificati elettorali o sarà
peggio per voi». E non sapremo forse mai quanti altri imprenditori
interpreteranno la parola d'ordine dell'astensionismo «militante»,
lanciata
dal centrodestra e dalla Confindustria, per minacciare di licenziamento
i
dipendenti che vogliono andare a votare per l'estensione dell'art.18
contro
i licenziamenti individuali ingiusti. Basterebbe questo primo assaggio
per
capire cosa ci aspetta. Ma la Confindustria ci evita la fatica di
almanaccare sul futuro, e l'anticipa con chiarezza: «abolire l'art.18 è
un
atto di civiltà», il referendum è un banco di prova, se non va bene, se
i
sì non raggiungeranno la massa critica della valanga, l'articolo 18
sarà
cancellato per tutti.
La posta in gioco, come si vede, si fa sempre più alta. Il voto nel
referendum è un discrimine cruciale: si può mettere un freno alla
libertà
incontrollata di licenziamento, all'attacco del governo ai diritti di
donne
e uomini nel lavoro e ai principi elementari di democrazia. Diritti
sociali, civili e politici nelle moderne società occidentali sono
inestricabilmente connessi: la cancellazione degli uni riverbera sugli
altri. Non è un caso che il governo abbia tentato un incursione a tutto
campo: avvertita tempestivamente dai milioni di persone che si sono
mosse
in difesa delle libertà minacciate; labilmente dalle forze del
centrosinistra. Ieri e oggi.
Come si può dire ancora, dopo il segnale esplicito di Berlusconi, e
della
Confindustria, che il referendum «non cambierà le cose»? - come
sostenuto
nell'Ulivo e nella sinistra. Le cambierà eccome, ed è una percezione
che si
sta diffondendo, anche stavolta, nel senso comune al di là degli
schieramenti, mentre il centrosinistra di nuovo esibisce una pervicace
sordità.
La scelta ufficiale, ribadita di nuovo dai Ds, è quella
dell'astensione. In
compagnia pericolosa con l'indicazione della destra e del fronte
padronale,
che anche in questo frangente mostra la sua pervicace tentazione
illiberale. L'astensione, diritto di ogni cittadino, impugnata come
arma
collettiva dai poteri forti, è pervertita nel controllo sulla libertà,
l'esercizio del voto - come dimostrato dall'esempio calabrese.
L'imbarazzo nell'opposizione che continua a indicare la via del «non
voto»
è comunque evidente, giacché oggi comincia ad avvertire il rischio di
lasciare col referendum mani libere alle politiche più sfrenate della
destra. A una settimana appena dalle amministrative, dove gli elettori
hanno bocciato il governo Berlusconi.
Basti a illustrare l'imbarazzo il manifesto dei Ds per l'astensione con
un
grande «Non» rosso che galleggia nel vuoto. Sarebbe meglio tradurre:
«Non
facciamoci del male da soli», e andare a votare. E così infatti lo
traducono i sempre più numerosi esponenti e militanti che dichiarano
che
metteranno il loro sì nell'urna, ultimo avvertimento a non perseverare
nell'errore.
Articolo 18: «Se voti ti licenzio»
REFERENDUM Cosenza, un imprenditore minaccia di licenziamento chi vota
per
l'articolo 18
Succede anche questo. In Italia ci sono datori di lavoro che arrivano
perfino a minacciare il licenziamento per tutti quegli sprovveduti che
voteranno sì all'estensione dell'articolo 18 alle aziende sotto i 15
dipendenti. In un'agenzia di servizi finanziari di Cosenza il titolare
ha
imposto ai propri dipendenti di portare in ufficio, martedì prossimo,
il
certificato elettorale non timbrato, come prova dell'astensione al
referendum. Lo stesso signore, pochi mesi fa, aveva licenziato tre
lavoratori che avevano denunciato irregolarità nella gestione delle
buste
paga. Sull'episodio di Cosenza Rifondazione comunista ha presentato
un'interrogazione al ministro. La denuncia delle tante minacce di
imprenditori e titolari di aziende arriva principalmente dalla Cgil,
che
sta raccogliendo casi analoghi soprattutto al sud, ma anche in altre
regioni italiane. La tensione è fortissima. Intanto, a poche ore dal
referendum, ieri il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani è andato a
volantinare per il sì davanti ai cancelli di Mirafiori. Oggi ultima
giornata, poi si va al voto: domenica e lunedì.
«Se vai a votare, ti licenzio»
La Cgil denuncia minacce dirette dei padroni. Si vorrebbe imporre
un'astensione obbligata al referendum. In un'azienda di servizi
finanziari
di Cosenza il titolare ha chiesto ai dipendenti di portare i
certificati
elettorali non timbrati. Interrogazione del Prc
ANTONIO SCIOTTO
Se voti sì ti licenzio». Ci sono imprenditori che hanno preso alla
lettera
l'idea di «astensione militante» proposta da governo, Confindustria,
Cisl e
Uil e hanno deciso anzi di spingersi oltre, minacciando i propri
dipendenti
e impedendo loro fisicamente di andare a votare il 15 e 16 giugno
prossimi.
La denuncia viene dalla Cgil: a Cosenza alcuni titolari di agenzie
sotto i
15 addetti, soprattutto di commercio e servizi, minacciano i lavoratori
e
si fanno consegnare i libretti elettorali per assicurarsi che domenica
e
lunedì non potranno recarsi alle urne. In particolare, in un'azienda di
servizi finanziari cosentina - di cui non facciamo il nome per
garantire i
lavoratori da eventuali ritorsioni - il proprietario ha letteralmente
terrorizzato i dipendenti, dopo averne già licenziati tre «a titolo
esemplificativo». I tre giovani, qualche tempo fa si erano rifiutati di
accettare una situazione molto diffusa nelle aziende calabresi: non
volevano ricevere una busta paga che nominalmente si aggirava intorno
ai
1300 euro, ma che in realtà ne conteneva poco più di 400. «Con la
disoccupazione a livelli altissimi e il lavoro nero al 35%, il doppio
della
media nazionale, - spiega Fernando Pignataro, segretario della Cgil
Calabria - le aziende hanno buon gioco a ricattare i lavoratori, dando
loro
spesso meno della metà di quanto dichiarato in busta paga. I dipendenti
si
vorrebbero ribellare, ma dato che nella regione oltre l'80% delle
aziende è
sotto i 15 dipendenti, è facile capire come non abbiano quasi alcun
mezzo
di rivalsa, perché non godono dell'articolo 18. Gli imprenditori
dicono: o
accetti, o te ne vai. E loro non vedono altra alternativa che abbassare
la
testa». I tre giovani non hanno accettato e hanno avuto il ben servito:
adesso sono in causa per il riconoscimento del licenziamento ingiusto,
ma
potranno ricevere al massimo un risarcimento di poche mensilità.
E gli altri? Quelli che sono rimasti nella piccola azienda di
consulenza
finanziaria della regione più povera d'Europa vedono nell'articolo 18
un
baluardo per difendere i propri diritti, e magari per poter rivendicare
domani il rispetto della busta paga senza dover temere ritorsioni:
«Vogliono andare a votare, e votare sì, anche per difendere l'articolo
18
per quelli che lo hanno già - spiega il segretario regionale della Cgil
-
L'imprenditore ha prima chiesto loro di non andare alle urne, e
successivamente ha preteso la consegna dei libretti elettorali,
arrivando
in questi giorni a minacciare il licenziamento se non glieli
porteranno.
Episodi analoghi stanno succedendo in altre piccole aziende: è parte
del
meccanismo clientelare che si è instaurato nella nostra regione a causa
della forte precarietà dei lavoratori».
Sulla vicenda della richiesta dei libretti da parte degli imprenditori
calabresi ha presentato un'interrogazione parlamentare Alfonso Gianni,
deputato del Prc: «Ho fatto presente al ministro Pisanu - spiega il
parlamentare - il pericolo di mancanza della privacy e della garanzia
di un
voto libero insito nel nuovo sistema di votazione: Nei casi che
risultano a
me, da parte dell'impresa è stato chiesto al lavoratore non tanto di
consegnare il documento subito, quanto piuttosto di venire martedì
prossimo
al lavoro con il libretto privo di timbro. Il ministro Pisanu ha
concordato
con me sulla gravità di questo rischio, denunciato peraltro nei giorni
scorsi anche dal garante della privacy. Per il momento c'è un clima
pesante
in queste piccole aziende, e i lavoratori non hanno denunciato alla
magistratura quello che è successo: ma non è escluso che la pubblicità
data
dalla stampa non li spinga ad avere più coraggio».
E proprio in Calabria si tocca con mano la miopia degli imprenditori,
di
quelli almeno che oggi tentano di contrapporre le ragioni dell'economia
a
quelle dei diritti: è l'articolo 18 a frenare lo sviluppo delle piccole
imprese? Il risparmio sui costi del lavoro può creare un nuovo tessuto
imprenditoriale vivo, nel sud come nel nord del paese? «In Calabria non
sono certo i diritti a frenare l'economia. E' vero che siamo la regione
con
la più alta natalità delle aziende, ma siamo anche quella con la più
alta
mortalità - conclude Pignataro - Qui si è sempre speculato sui
finanziamenti pubblici all'avvio delle imprese, aprendo e chiudendo
aziende
in un batter d'occhio, mentre negli ultimi due anni sono venuti a
mancare
gli incentivi e strumenti come il credito d'imposta che permettevano
agli
imprenditori di disporre di maggiori fondi. Senza contare che l'accesso
al
credito è impossibile, dato che i tassi sono più alti del 2%-3%
rispetto al
resto d'Italia, mentre le casse di risparmio locali hanno perso
centralità
e tutte le decisioni rilevanti in campo finanziario vengono prese al
nord.
Tutte cose che non c'entrano nulla con la quantità dei diritti:
l'articolo
18 parla della dignità dei lavoratori, e per fortuna c'e' chi lo ha capito.
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