(OT) guerra al peer to peer

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FrankDj
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Messaggio da FrankDj »

Freestate ha scritto: Ma ti garantisco che c'è anche della passione sana dietro al lavoro di una discografica. E molti artisti lo sanno, ma non fa molto figo dirlo. Fa molto più figo scrivere la frase di Courtney Love. :wink:

freestate
Su questo sono palesemente d'accordo: ti deve piacere per forza almeno un pò il tuo lavoro, altrimenti non lo faresti. E faresti grandi cazzate, al posto di buoni lavori.
E lavorare controvoglia è un inferno.


>Frank<
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curem
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Messaggio da curem »

Il problema è ke se ordino il nuovo dei Backlash, con tutta fortuna mi arriva dopo una quindicina di giorni (ammesso ke ce l'abbiano disponibile )ke per uno come me son già troppi.
Ah proposito....
Era più di un mese che stavo in trepidante attesa di ascoltare questo nuovo lavoro.
Grazie al peer2peer, ascoltato e masterizzato.
Ottimo disco.
Ascoltalo Kat :wink:

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katullo
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Messaggio da katullo »

curem ha scritto:
Il problema è ke se ordino il nuovo dei Backlash, con tutta fortuna mi arriva dopo una quindicina di giorni (ammesso ke ce l'abbiano disponibile )ke per uno come me son già troppi.
Ah proposito....
Era più di un mese che stavo in trepidante attesa di ascoltare questo nuovo lavoro.
Grazie al peer2peer, ascoltato e masterizzato.
Ottimo disco.
Ascoltalo Kat :wink:

FAITH AND DEVOTION
Praticamente è una settimana ke nn faccio altro.
Bravo Curem. Grande disco.
Proprio come i Seabound i Backlash si son creati uno stile molto personale di fare elettronica, quella un po' + matura ed attuale.

"Hunt" è qualcosa di straordinario. Ma i brani son davvero tutti magistrali.
D'altra parte già l'anticipazione di "Lodestar" sulla compilation "Electropop Heroes" citata qualke tempo fa, lasciava molto ben sperare.
E ancora "Pin Me Down", "The Wrench of Parting", l'irresistibile "Splinter" e l'enfasi elettronica della finale "Shiver" + l'esperta ghost track.

Brividi, finalmente.

best Curems :wink:
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Bigdave
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Messaggio da Bigdave »

katullo ha scritto: I p2p scompariranno presto? Lo temo ankio.
best shoppings[/color]
Pronta la legge, trovato l'inganno... Nella perenne guerra fra i custodi del copyright ed i pirati, fra il bene ed il male, non ci sarà decreto o normativa tale da placare o indebolire un fenomeno di massa che specie in Italia ha trovato terreno fertile e rigoglioso. La pirateria "soft" diciamo così (ovvero, per farvi un esempio: "non è che mi masterizzi quel cd dei Backlash?" oppure "che stai scaricando questo periodo? Io mi son fatto tutta la discografia di Mino Reitano, una bomba!") fa parte del costume locale, tanto che viene praticamente "ignorata" dagli organi preposti come la Finanza. Ciò che si cerca di colpire ovviamente è chi fà della pirateria una professione: chi si è allestito una baracca con 20 computer collegati in rete ognuno dei quali con 10 masterizzatori sempre a pieno regime... Chi esporta migliaia di cd contraffatti e ne fa un personale business...

Scaricare "robba" da internet è divenuto un fenomeno di massa, un cavallo di battaglia per fornitori di accessi alla rete (ISP, internet service provider) che specie negli ultimi mesi hanno "piazzato" abbonamenti Adsl che non ne avete manco un idea (migliaia e migliaia...) decantando le mille e una notte di una connessione veloce (Signor Rossi, con l'ADSL potrà scaricare l'intera discografia di Adriano Pappalardo in un paio d'ore, una meraviglia!". Non si stupisca nessuno se il decreto Urbani è uscito solo adesso, pensate a quale danno economico per gli ISP se il signore in questione avesse condannao il peer to peer soltanto qualche mese fa... E non mi venite a dire che utilizzate l'ADSL solamente per scaricare la posta elettronica! ah-ah-ah!! Shawn Fanning è il ragazzo che nel 1999 ha scoperto l’uovo di Colombo. Napster, appunto: il software che permette di condividere i file musicali con altri utenti Internet. E questi, col tempo, sono diventati più di 65 milioni. Morto Napster è stato il turno di Audiogalaxy sino ad arrivare ai più recenti Aimster, BearShare, imesh, winmx, kazaa, emule, limeware ecc ecc... chiudeva uno, ne nascevano altri 10, un pò come i Gremlins che si moltiplicavano con l'acqua! Alcuni utilizzavano dei server principali dai quali "attingere" e scaricare, gli ultimi invece sfruttavano un ingegnoso sistema di condivisione globale regolato da un sistema di crediti accumulati durante l'upload di file condivisi volto a incoraggiarne l'utilizzo ininterrotto in modo tale da "scalare" le interminabili code più agevolmente. E se prima il magistrato di turno (amico di Tizio o di Caio) sentenziava la chiusura di un Server per diffusione illecita di materiale tutelato da copyright, con il peer to peer che non presenta alcun server centrale la situazione si complicava notevolmente tanto da cozzare con la tutela della privacy di ogni singolo utente... mettere paletti al peer to peer richiedeva norme specifiche che vanno comunque a colpire colossi dell'informatica che hanno costruito attorno ad internet un business da centinaia di milioni di euro. Immaginate questo scenario allora: fate finta per assurdo che lo smog prodotto dalle macchine a benzina sia nocivo agli esseri umani ( 8) ) a quel punto l'Urbani di turno decide di vietare l'uso delle auto a benzina a favore di quelle "ecologiche" elettriche (che già esistono fra l'altro, le hanno messe in un museo), secondo voi che ne penserebbero i colossi del Petrolio? Paragone ardito, ma neanche troppo...
Alla fine uscirà fuori qualche norma che accontenterà un pò tutti...

Il file sharing fra le altre cose è già obsoleto, adesso va già di moda l'FTP (file transfer protocol), con un sistema di "chiavi" è possibile accedere in modo diretto all'hard disk di tizio o di caio, o comunque ad una porzione dell'hard disk messa in condivisione (salvo previo consenso di Tizio di caio o di melvio) e scaricare bellamente sfruttando tutta la banda della propria connessione, senza code per giunta...

Maggiori controlli in seguito al decreto Urbani? Ve ne racconto un altra:
Nelle reti odierne, da Kazaa a WinMX, fino ai software basati sulla rete eDonkey, è semplicissimo poter tracciare gli utenti in base al loro indirizzo IP. Ebbene di recente è nato un programma di file sharing che promette di rendere invisibili gli utenti che frequentano le reti peer to peer. Si chiama MUTE (!) ed è nato per contrastare la raccolta di dati da parte delle major musicali.

Ragazzi da informatico non stò assolutamente esaltando simili sistemi per la diffusione incontrollata di materiale tutelato dal copyright (leggete il mio primo post al riguardo), vi stò solo dicendo com'è la situazione ad oggi.

Dal mio punto di vista concordo con chi sostiene che in fondo il file sharing è un veicolo pubblicitario capace di dare uno slancio all'industria discografica e non solo... il fenomeno và regolarizzato ma non soppresso brutalmente...
Per esempio: con iTunes, Apple ha dimostrato che si possono vendere milioni di pezzi musicali in pochi mesi, pur in presenza di una pratica di file sharing non commerciale che interessa centinaia di milioni di persone nel mondo, non solo Apple ha venduto anche 12 milioni di lettori portatili I-Pod (lettori mp3)...

Concludo con una frade di Michael Stipe che ai tempi di Napster disse: "Siamo ricchi e famosi, permettetemi di dire che se qualcuno scarica la nostra musica da internet non me ne può fregar di meno!".
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saturnz70
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Messaggio da saturnz70 »

Bigdave ha scritto:... mettere paletti al peer to peer richiedeva norme specifiche che vanno comunque a colpire colossi dell'informatica che hanno costruito attorno ad internet un business da centinaia di milioni di euro.

Concludo con una frade di Michael Stipe che ai tempi di Napster disse: "Siamo ricchi e famosi, permettetemi di dire che se qualcuno scarica la nostra musica da internet non me ne può fregar di meno!".
Grande BigDave! Stavolta te lo devo proprio dire, hai fatto un intervento strepitoso in generale, ma, sopratutto, hai centrato un punto, secondo me fondamentale che non sempre salta all'occhio immediatamente.

La pirateria e la diffusione dei file musicali "illegali" non sta tanto (o, comunque, non sta solo) nel marocchino che vende i CD per strada (sono comunque d'accordo che è uno schifo e che è un'insulto al lavoro onesto di tanta gente), che pure rappresenta un mercato non da poco, come dice Free, ma il vero business sta proprio in quelle stesse multinazionali che guadagnano palate di miliardi dallo sfruttamento di internet per queste pratiche "innocenti", ma che, moltiplicate per milioni di utenti fanno un bell'affare...

Ma queste multinazionali, secondo voi, non possederanno pure una bella quota delle discografiche mi chiedo io???

Allora è vero che da una parte perdono, ma dall'altra sempre ci guadagnano... e nel frattempo tagliano pure i posti di lavoro prendendoci in giro e dicendo che c'è la crisi... ma dove?

Prendiamo un esempio lampante:

SONY

e' una multinazionale del disco

produce lettori mp3

produce CD vergini

produce computers

se facciamo 2+2 penso proprio che, come dicono i Radiohead, siano proprio riusciti ad ottenere 5! :evil:
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

Il caso della Sony, come fa notare Sat, è abbastanza paradossale. Il colosso giapponese si ritrova una guerra in casa. Da una parte la Sony Music che perde denari , dall'altra la divisione della stessa azienda che guadagna con la vendita di cdr (che non mi sembra siano un danno per l'aquisto di prodotto finito, una volta c'erano le cassette vergini...) e di lettori mp3 (anche qua la Sony non ha fatto che adeguare la sua offerta di mercato). Anche se, per dirla tutta, la miniera d'oro della Sony, quella che gli ha permesso di limitare finora i danni derivanti dalla stagnazione dell'economia e dalla recessione globale, si chiama Playstation.

La cosa sinceramente vergognosa è la perdita di fatturato, con tutto ciò che ne consegue, da parte di chi la musica la produce, ed il guadagno selvaggio di chi fornisce i servizi per il p2p. Parliamo di server, piattaforme, provider e, naturalmente, compagnie che forniscono la connessione in Rete (telefonia).

Questo è un altro paradosso "industriale" al quale si dovrebbe porre un rimedio. Oramai il messaggio anche pubblicitario della telefonia è chiaro: "connettiti in banda larga e scarica tutta la musica che vuoi". Un messaggio nemmeno tanto subliminale che invita ad inculare artisti, case discografiche, editori etc. etc. E nessuno che batte ciglia, anche perché le lobbies della telefonia sono dei giganti, e detengono potere. Davanti ad una Telecom tutta la discografia italiana fa la figura di un lillipuziano.

La frase di Michael Stipe la conosco bene. Risale all'avvento di Napster, ma ha avuto modo anche lui di correggere il senso della sua affermazione. Anche quel cazzone di Jovanotti andava, all'epoca, in conferenza stampa col cappellino di Napster calcato in testa. Provate a chiedergli ora che cosa ne pensa del download selvaggio.

Riguardo all'esperimento della piattaforma a pagamento realizzata dalla Apple, c'è da dire che dopo l'iniziale entusiasmo (1 milione di brani scaricati a pagamento nelle prime settimane) tale forma di acquisto si è di molto placata. Anche se sono convinto che non ci sia altra strada da intraprendere per poter comunque ottenere dei ricavi, sia pur minimi.
Penso comunque che il prodotto finito, così come abbiamo imparato a conoscerlo nei suoi vari formati (Lp, Cd etc. ) non scomparirà. Ci sono troppi feticisti in giro, me compreso. :wink:


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saturnz70
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Messaggio da saturnz70 »

Freestate ha scritto:Anche quel cazzone di Jovanotti [...]
:lol: hi hihihi che ridere... mai definizione fu più azzeccata...
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

che belli questi interventi...intervallo?
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Re: (OT) guerra al peer to peer

Messaggio da Gabo »

Bigdave ha scritto:Voglio farvi leggere un articolo che riguarda l'inasprimento della guerra al file sharing voluto dalle major, che di recente ha toccato anche le nostre latitudini. Naturalmente stiamo parlando di quei programmini (tipo kazaa, Win Mx, Emule, Limeware, discendenti del glorioso Napster) divenuti familiari alla maggioranza degli utenti internettiani... ditemi che ne pensate.

Internet, dopo l'anarchia
il pugno di ferro

Il 12 marzo è stato approvato il decreto anti-pirateria del ministro Giuliano Urbani. Sarà attivo per 60 giorni prima di diventare legge. È c'è già chi li definisce i giorni più oscuri di internet in Italia

Internet: dalla completa anarchia alla legge marziale. È accaduto esattamente questo il 12 marzo 2004 grazie al decreto che Giuliano Urbani, ministro dei Beni e le Attività culturali, ha portato in Consiglio dei ministri che lo ha approvato. Si è dichiarato d'accordo con il provvedimento anche il ministro per l'Innovazione e le tecnologie Lucio Stanca. Per la precisione il decreto entra in vigore dal momento della sua pubblicazione sulla "Gazzetta ufficiale", entro 15 giorni dall'approvazione in Consiglio, dunque entro il 27 marzo. Il decreto prevede interventi finanziari urgenti a sostegno dell'attività cinematografica. E non solo: introduce norme che vietano l'utilizzo dei programmi di file sharing per condividere telematicamente opere cinematografiche protette dal diritto d'autore. A essere penalizzati, oltre agli utenti della rete, sono soprattutto gli internet service provider equiparati al ruolo di controllori.

Chiunque scarichi un film coperto da copyright rischia fino a 1500 euro per la pirateria cinematografica a uso personale e multe da 15mila euro e da 6 mesi a 3 anni di carcere per la pirateria a scopo di lucro. Queste le pene previste da decreto Urbani sul rifinanziamento del cinema e contro la pirateria cinematografica illustrate dallo stesso ministro al termine del Consiglio dei Ministri. Sul tema della pirateria, ha ricordato Urbani, nei giorni scorsi è stata approvata una direttiva europea analoga al decreto. «Nello spirito e nelle indicazioni - ha sostenuto il Ministro - sono testi gemelli. Noi così abbiamo anticipato le norme europee».

Ma c'è chi in un clima da caccia alle streghe non è affatto d'accordo con questa interpretazione. A partire dall'Aiip, l'associazione degli internet provider italiani il cui presidente Paolo Nuti ha attaccato gli autori del decreto. Secondo il senatore Fiorello Cortiana (e secondo molti altri esperti e professionisti della rete) il decreto Urbani va nella direzione opposta all'Europa. Gli emendamenti della direttiva europea Enforcement, che regolamenta le misure e le procedure necessarie ad assicurare il rafforzamento dei diritti di proprietà intellettuale, hanno una filosofia molto diversa soprattutto rispetto a internet. La direttiva europea che porta il nome della parlamentare Ue Jannelly Fourtou (che fra l'altro è moglie di un noto esponente delle major) prende infatti in considerazione la buona fede dei singoli utenti della rete e condanna (con sanzioni amministrative, non certo con il carcere) soltanto chi commette violazione del diritto d'autore "su scala commerciale per trarre vantaggio economico o commerciale diretto o indiretto".

La direttiva europea, frutto di equilibrismi politici e di numerosi emendamenti al testo originale da parte di maggioranza e opposizione, sostiene infatti che "vengono esclusi atti [di violazione] commessi da consumatori che agiscano in buona fede". Gli articoli della direttiva relativi alle sanzioni dovranno essere recepiti da tutti gli Stati della Ue, ma il testo dice anche che l'applicazione potrà avvenire "senza pregiudizio alla possibilità per gli Stati Membri di applicare queste misure anche rispettando altri atti". Certo gli Stati Membri "provvederanno alle misure, alle procedure e ai rimedi necessari ad assicurare tale rafforzamento" in piena libertà, ma la differenza è sostanziale e più di un commentatore ha dichiarato che ora siamo un Paese fuori legge.

Quanto all'Italia, nei 60 giorni successivi all'entrata in vigore del decreto, sapremo se la bomba a orologeria di Giuliano Urbani diventerà legge definitivamente. E il dibattito è già iniziato. Una vera e propria guerra fra le major, le associazioni dei provider, le compagnie telefoniche che offrono servizi a banda larga e gli utenti della rete. Soprattutto i giovani.

ciao big :wink:
trovo interessante la possibilità di scaricare musica tramite l'itunes di apple.....0,99€ non sono una pazzia per un singolo......(il problema sta nel fatto che in europa non è ancora attivo....solo America e Asia)
i film fanno schifo ultimamamente...sono daccordo con recoil.......ma era da tempo che avevo lasciato perdere.......
scarico musica e al tempo stesso compro cd.....faccio l'impossibile anche perchè il completo aumento del costo della vita spinge un pò tutti noi ad essere dei "piratacci" informatici.....chissà.....sono curioso di vedere come va a finire......di certo morto un Papa (napster) se ne sono visti di tutti i colori (kazaa,emule,winmx,bittorrent......etc etc).....

saluti e free download a tutti :P
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black c
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Messaggio da black c »

off topic nell'of topic (tanto pe fà nà cosa nuova...che cmq a voler guardare c'entra...!)
Friiiiiiiii!!!! sn andata in spedizione punitiva a milano oggi pom... ricordi e fnac... zero cure in simil offerta ma mi sn accaparrata i kraft a 9,80... qualcosina in offerta c'era... aspetto gli air ribassati poi compro il nuovo (nn mi sembra il caso di andare fino ad amsterdam come ha fatto quella RICCASTRA della bleim! :mrgreen:)
chiuso off topic nell'oftopic! :D
Sbaciazzzzzz

Blackina! ;)
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katullo
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Messaggio da katullo »

(shhh...Bigdave deve da esse uno potentissimo...e ke agganci...! :P ) gita fuori porta oggi, ammesso ke ce ne sia una... :)

best adnkronos:


Sabato 3 Aprile 2004, 11:56 -- Roma, 3 apr. (Adnkronos) - Scaricare musica o film per uso personale non e' piu' sanzionabile, nemmeno con un'ammenda amministrativa. Restano, invece, le sanzioni penali per chi lo fa a scopo di lucro. Telefono Blu plaude alla decisione presa dal ministero per i beni culturali, nel regolamento attuativo della legge sul diritto d'autore, che considera ''una vittoria per la nostra iniziativa, che ha portato migliaia di adesioni e proteste al dicastero. I ragazzi e le ragazze, ora, possono stare tranquilli''. Telefono Blu ricorda anche che la decisione si inserisce sulla stessa scia di quella presa dall'Unione Europea poche settimane fa, che sanciva la possibilita' di scaricare musica e video per uso personale, punendo chi invece lo facesse per altri motivi: ''una vittoria della liberta' di comunicare'', commenta, ''mentre in Europa e in Italia, da un po' di tempo, vi sono 'smanie' dittatoriali e censorie sull'uso del web. Ora, hanno vinto i ragazzi e le ragazze della generazione Internet''.
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Messaggio da ematech »

oggi la gente preferisce ascoltare prima i brani e poi andarli a comprare se propio ne ha bisogno, ci sono certi gruppi musicali che neanche se mi regalano il cd li ascolto.

in questi anni ad esempio, gli anni 90 tranne una decina di dischi ( tracui Nirvana , Depeche Mode, Vasco, Radiohead, e la musica indipendente dance ed elettronica ) tutto il resto e'pieno di produzioni orribili fatte in maniera superficiale solo per fare uscire un disco.

Non siamo piu' negli anni 80, era della sperimentazione melodica forsennata dove uscivano capolavori su capolavori, grazie anche all'uso di suoni e tastiere analogiche

L'mp3 puo' essere un problema ma secondo me perche uno ascolta prima un disco e visto che fa schifo non lo compra, e va a scaricarsi le vecchie glorie

Dopo aver ascoltato i dischi dei Cure anni 80, Joy division, sono andato comprare orginali e dinoltre dopo aver scoperto gruppi che non conoscevo tipo i Clan of Xymox, In the Nursery, Radio Berlin, etcetc ho comprato il cd.


Oggile mode si consumano velocemente, ad esempio un film oggi dopo 3 mesie e' gia' in DVD !! e in alcuni casi e' in DVD in America, nel momento in cui esce nelel sale da noi.


tornando alla musica Inoltre non c'e' piu' inventiva ormai i giri di basso sono sempre quelli, i giri di synth sono sempre quelli, ormai tutte le combinazioni le hanno fatte, che cose devono creare ancora ?
per questo si ritona a scavare negli anno 70-80.

Comunque quando compro un disco do i miei soldi all'artista, quindi e' giusto dare a quelli che se li meritano.
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Messaggio da black c »

cmq una cosuccia mi ha dato da pensare...
dicevo qualke post fa ke sn andata in centro e ho visto (esempio a caso) la raccolta di b-side dei cure, quel bel libricino farcito di 4 ciddì... da una parte il costo era di 49 e qualcosina... dall'altra 50 e qualcosina (ovviamente eurolozzi!) inzomma la cifra era quella...
torna un mio amico da parigi e mi estrae dalla valigia il cimelio pagato ben 10 euri in meno che in italia... :roll:
per nn parlare dei ciddi che ha comprato a quintalate.... mi dice "sembravo un tossico in crisi di astinenza da musica... a quei prezzi nn si poteva lasciarli li!"
pioggia di ciddì a 5/7 euri, dai plasibo ai chiur ai mius... è un bel risparmio!
mi domando come mai in italia tutto deve necessariamente costare di +...
bacini

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Messaggio da Bigdave »

Non ti so dire con esattezza il motivo di tali differenze macroscopiche, penso che in fondo sia dovuto a spese extra tipo siae, iva e compagnia bella che in Italia evidentemente incidono in modo più considerevole rispetto al resto d'Europa.
Il problema di fondo comunque è il costo della vita abnorme e su questo vorrei focalizzare la mia attenzione. Chi guadagna bene non percepisce allo stesso modo la difficoltà di procurarsi dei cd rispetto a chi si ritrova a fare i salti mortali per arrivare a fine mese (con tanto di mutuo da pagare, bollette varie, benzina, rata della macchina, bollo e assicurazione, regalini per la fidanzata, uscite serali e quant'altro... Vi sarete accorti tutti ormai che 1 euro = 1000 lire oramai, e a questa evoluzione della moneta che premia i commercianti non si accompagna adeguato "upgrade" dei nostri stipendi! Se poi sei grande appassionato di musica ma non puoi permetterti di spendere 300 euro al mese per accapparrarti i cd che desideri così come fà abitualmente il tuo vicino di casa magnaccio allora l'arte di arrangiarsi prende il sopravvento. In quest'ottica il file sharing è un pò come il cacio sui maccheroni, ma non dimentichiamoci che l'originale è sempre meglio. Per questo vale la pena quanto meno un pre-ascolto in mp3 prima di rompere il salvadanaio...

:wink:
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Messaggio da black c »

sn campionessa olimpionica di salti mortali con l'euro!
se istituiranno la disciplina straccio tutti in partenza! :mrgreen:
tornando seri, l'ho scritto anche xkè ricordavo un post di Bleim che riferiva la stessa cosa xò ad amsterdam... prezzi bassi anche li... adesso premesso che nn ho niente in contrario sui guadagni ke si devono fare sui prodotti (e ci mancherebbe) mi viene un dubbio (e forse a questo dubbio c'è già stata risposta ma nn ho avuto tempo di leggere tutti i post :()
nn è che nel paese del rincaro sulla frutta e verdura appena c'è un pò di pioggerellina e problemi con le mucche pazze... nella patria del "io alzo il prezzo, tanto poi siamo tutti d'accordo, e a te questa cosa t serve quindi volente o nolente te devi da rivolgere a me!".... anche le case discografiche si sn adeguate all'italian stail?
altrimenti davvero nn riesco a capire il xkè all'estero costano cosi poco e qua il massimo che si raggiunge sn i 9.90 euri a ciddi (nel cestone ho controllato... sl raul casadei a 5 euri...)
nn è una polemica con nessuno, attenzione... sl curiosità ;)
bacini

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