(OT) Perle di cellulosa

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Babylon
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Messaggio da Babylon »

SEEYOU ha scritto:"In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."

che caso SEE YOU... :wink:

son tornato in questo Thread solo per postare un brano...ed è pazzesco accorgersi che è proprio questo!...e non dico questo libro...ma proprio questo brano.

Ma io lo so ormai...che le coincidenze non esistono.
SEEYOU ha scritto:"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano"..
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SEEYOU
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Messaggio da SEEYOU »

Babylon ha scritto:Ma io lo so ormai...che le coincidenze non esistono.
concordo in pieno.
Allora posto un brano che mi ricorda altre coincidenze, tratto sempre dal Piccolo Principe, e che per me assomiglia tanto alla figura di Beppo Spazzino in Momo di Michael Ende.

"Il quinto pianeta era molto strano. Vi era appena il posto per sistemare un lampione e l'uomo che l'accendeva. Il piccolo principe non riusciva a spiegarsi a che potessero servire, spersi nel cielo, si di un pianeta senza case, senza abitanti, un lampione e il lampionaio.
Eppure si disse: "Forse quest'uomo e' veramente assurdo. Pero' e' meno assurdo del re, del vanitoso, dell'uomo d'affari e dell'ubriacone. Almeno il suo lavoro ha un senso. Questo accende il suo lampione, e' come se facesse nascere una stella in piu', o un fiore. Quando lo spegne addormenta il fiore o la stella. E' una bellissima occupazione, ed e' veramente utile, perche' e' bella".
Salendo sul pianeta saluto' rispettosamente l'uomo:
"Buon giorno. Perche' spegni il tuo lampione?"
"E' la consegna" rispose il lampionaio. "Buon giorno".
"Che cos'e' la consegna?"
"E' di spegnere il mio lampione. Buona sera".
E lo riaccese.
"E adesso perche' lo riaccendi?"
"E' la consegna".
"Non capisco", disse il piccolo principe.
"Non c'e' nulla da capire", disse l'uomo, "la consegna e' la consegna. Buon giorno". E spense il lampione.
Poi si asciugo' la fronte con un fazzoletto a quadri rossi.
"Faccio un mestiere terribile. Una volta era ragionevole. Accendevo al mattino e spegnevo alla sera, e avevo il resto del giorno per riposarmi e il resto della notte per dormire...""
"E dopo di allora e' cambiata la consegna?"
"La consegna non e' cambiata", disse il lampionaio, "e' proprio questo il dramma. Il pianeta di anno in anno ha girato sempre piu' in fretta e la consegna non e' stata cambiata!"
"Ebbene?" disse il piccolo principe.
"Ebbene, ora che fa un giro al minuto, non ho piu' un secondo di riposo. Accendo e spengo una volta al minuto!"
"E' divertente! I giorni da te durano un minuto!"
"Non e' per nulla divertente", disse l'uomo.
"Lo sai che stiamo parlando da un mese?"
"Da un mese?"
"Si. Trenta minuti: trenta giorni!. Buona sera".
E riaccese il suo lampione.
Il piccolo principe lo guardo' e senti' improvvisamente di amare questo uomo che era cosi' fedele alla sua consegna. Si ricordo' dei tramonti che lui stesso una volta andava a cercare, spostando la sua sedia. E volle aiutare il suo amico:
"Sai ... conosco un modo per riposarti quando vorrai ..."
"Lo vorrei sempre", disse l'uomo.
Perche' si puo' essere nello stesso tempo fedeli e pigri.
E il piccolo principe continuo':
"Il tuo pianeta e' cosi' piccolo che in tre passi ne puoi fare il giro. Non hai che da camminare abbastanza lentamente per rimanere sempre al sole. Quando vorrai riposarti camminerai e il giorno durera' finche' tu vorrai".
"Non mi serve a molto", disse l'uomo. "Cio' che desidero soprattutto nella vita e' di dormire".
"Non hai fortuna", disse il piccolo principe.
"Non ho fortuna", rispose l'uomo. "Buon giorno".
E spense il suo lampione.
Quest'uomo, si disse il piccolo principe, continuando il suo viaggio, quest'uomo sarebbe disprezzato da tutti gli altri , dal re, dal vanitoso, dall'ubriacone, dall'uomo d'affari. Tuttavia e' il solo che non mi sembri ridicolo. Forse perche' si occupa di altro che non di se stesso."
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la ceci
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Messaggio da la ceci »

Con gesti lenti e solenni Dwar Ev procedette alla saldatura, in oro, degli ultimi due fili.
Gli occhi di venti telecamere erano fissi su di lui e le onde subteriche portarono da un angolo all'altro dell'universo venti diverse immagini della cerimonia.
Si rialzò con un cenno del capo a Dwar Reyn, e s'accostò alla leva dell'interruttore generale: la leva che avrebbe collegato, in un colpo solo, tutti i giganteschi calcolatori elettronici di tutti i pianeti abitati dell'universo - 96 miliardi di pianeti abitati - formando il supercircuito da cui sarebbe uscito il supercalcolatore, un'unica macchina cibernetica racchiudente tutto il sapere di tutte le galassie.

Dwar Reyn rivolse un breve discorso agli innumerevoli miliardi di spettatori. Poi, dopo un attimo di silenzio disse: "Tutto è pronto, Dwar Ev".
Dwar Ev abbassò la leva. Si udì un formidabile ronzio che conteneva tutta la potenza, l'energia di novantasei miliardi di pianeti. Grappoli di luce multicolori lampeggiarono sull'immenso quadro, poi, una dopo l'altra, si attenuarono.

Dwar Ev fece un passo indietro e trasse un profondo respiro.
"L'onore di porre la prima domanda spetta a te, Dwar Reyn".
"Grazie", rispose Dwar Reyn. "Sarà una domanda cui nessuna macchina cibernetica ha potuto, da sola. rispondere".
Tornò a voltarsi verso la macchina.
"C'è, Dio?".
L'immensa voce rispose senza esitazione, senza il minimo crepitio di valvole o condensatori.
"Si: adesso, Dio c'è."
Il terrore sconvolse la faccia di Dwar Ev, che si lanciò verso il quadro di comando.
Un fulmine sceso dal cielo senza nubi lo incenerì, e fuse la leva inchiodandola per sempre al suo posto.



F. Brown.
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SEEYOU
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Messaggio da SEEYOU »

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Doktor doktor
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Messaggio da Doktor doktor »

Tutto quello che ho letto fino ad ora è una perla di quelle uniche e straordiarie. :P :D :P :D
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Evam
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Messaggio da Evam »

Possano i giorni essere senza meta. Le stagioni scorrano. Non si prosegua l’azione secondo un piano.

(Don DeLillo, Rumore bianco)
yonimudra
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Messaggio da yonimudra »

"...la gelosia,il desiderio e l'istinto di procreazione hanno la stessa origine, che è la sofferenza di esistere.
E' la sofferenza di esistere che ci fa cercare l'altro, come un palliativo; dobbiamo superare tale stadio, per raggiungere lo stato in cui il semplice fatto di esistere costituisce di per se un'occasione perpetua di gioia; in cui l'intermediazione non è altro che un gioco, liberamente perseguito, non costitutivo dell'esistere.
Dobbiamo insomma raggiungere la libertà dell'indifferenza, condizione di possibilità della serenità perfetta"

Michel Houellebecq, "La possibilità di un'isola".

_____________________

www.mopmusic.org/andrea/blindnoise/now


Uccidi ciò che ami,
prima che uccida te.
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Babylon
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Messaggio da Babylon »

uhmmm....non so...questa "Libertà di indifferenza" mi stà un po' sulle balle... perciò rispondo con la song...


http://www.depechemodeitalia.com/forum/ ... 45#3555845
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Evam
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Messaggio da Evam »

Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le mappe delle città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni: Enoch, babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World.
Dice: - Tutto è inutile, se l’ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che , in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente.
E Polo: - L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

(Italo Calvino, Le città invisibili)
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Volevounnickpiucorto
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Messaggio da Volevounnickpiucorto »

Babylon ha scritto:Ma io lo so ormai...che le coincidenze non esistono.
E fu così che Doc. citò Shyamalan, e Vunpc al tempo stesso 8)
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Messaggio da Babylon »

La guardò. Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine- uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande, perfino senza meraviglia - ricevere -solo- ricevere- negli occhi - il mondo.
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Messaggio da Volevounnickpiucorto »

...











e la fonte? puoi segnalarla?
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Messaggio da Babylon »

Oceano Mare del criticatissimo da me amatissimo -Baricco
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Messaggio da Volevounnickpiucorto »

Il giorno dopo è sempre così. Il giorno dopo qualsiasi cosa. Un anno bisestile, una passione non corrisposta, una sbornia di liquore dolce. Non riesci ad abituarti all'idea di essere già al giorno dopo. Ti ritrovi nel tuo primo pomeriggio del tuo primo di gennaio a metà novembre e ti accorgi di essere stonato, perchè fuori tempo. Per gli altri è un giorno come un altro. Per te, è un giorno come te. Sei in ritardo. Non sei ancora uscito da ieri ed è già domani, anche se gli altri lo chiamano oggi.



Il vizio dell'agnello . Andrea G. Pinketts
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black c
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Messaggio da black c »

"In ogni rapporto con gli altri occorre trovare un moyen de vivre. Con te dovevo rinunciare a me stesso o a te. Non potevano esistere altre alternative. Per un profondo e anche se malriposto affetto per te: per una grande pietà per i tuoi difetti di carattere e temperamento: per la mia stessa proverbiale bontà d animo e la mia celtica pigrizia: per la mia avversione da artista alle scene volgari e alle cattive parole: per quell incapacità a covare risentimenti di qualsiasi specie, tanto caratteristica a me in quei tempi: per il disgusto di vedere l esistenza resa infelice e ingrata a causa di quelle che a me, con gli occhi intenti a ben altre cose, apparivano sciocchezze troppo banali per meritare più di un minuto di riflessione o d interesse: per tutte queste ragioni, per quanto semplici possono parere, ti cedetti sempre. Come logico risultato, le tue pretese, i tuoi tentativi di tirannia, le tue esigenze diventarono sempre più illogici. La tua mira più infima, la tua voglia più bassa, la tua passione più volgare diventarono per te le leggi, da cui l esistenza degli altri doveva essere eternamente guidata, a cui l esistenza degli altri, se necessario, doveva venire sacrificata senza scrupolo alcuno.
Perfettamente conscio che con una di quelle tue scenate l avresti sempre spuntata, era naturale addirittura che tu procedessi, quasi inconsapevolmente, non voglio dubitarne, verso ogni eccesso di triviale violenza.
Alla fine ignoravi verso quale meta tu stessi affannandoti, e in vista di quale scopo. Dopo aver trionfato sul mio genio, la mia forza di volontà, la mia fortuna esigesti, nella cecità della tua cupidigia insaziabile, che ti sacrificassi la mia vita. La prendesti. Nell unico momento supremamente e tragicamente critico della mia intera esistenza.."

De Prufundis - O. Wilde
baci

Blacky! ;)
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