(OT) Che libro consigliate?
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- lilianlove
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Helene suona coi lupi.
Il jazzista Theonius Monk diceva che "scrivere di musica è come danzare d'architettura". E in effetti in pochi casi la musica delle parole è riuscita davvero a raggiungere lo spartito dei nostri cuori.
Le variazioni selvagge è uno di questi. Ad averlo scritto è Helene Grimaud. una delle più affermate pianiste contemporanee di musica classica. Affascinante come un'attice, malinconica come una chansonnière grintosa come una rockstar. al suo debutto narrativo racconta le "variazioni selvagge" della propria vita spericolata. Nata nel 69 da una benestante famiglia della Provenza francese. a 13 anni è già considerata un enfant prodige del piano: voluta fortemente come allieva del grande maestro Jacques Rouvier, dopo appena tre anni registra il Secondo concerto di Rachmaninov, dopo cinque interpreta il suo primo recital da solista. A 21 anni è acclamata come una star.ma sorprendendo tutti decide di rompere con l'universo della musica e si rifugia in una riserva sperduta tra le nevi del Connecticut, dove da sola inizia a studiare il comportamento dei lupi.
I breve diventa corrispondente per organizzazioni scientifiche e si batte per la reintroduzione dei lupi nel loro ambiente naturale. In molti la considerano un altro dei talenti miracolosi che hanno deciso di perdersi in questi misteriosi sentieri della vita che portano alla follia. ma Grimaud è tutt'altro che folle: l'esilio, la vicinanza con un universo selvaggio, le danno anzi la forza di ridere a ogni pagina dello spartito il senso del tempo. Oggi Helène Grimoud ha ripreso a dare concerti nei maggiori teatri del mondo. La sua vita ha deciso di affidarla alle parole di questo libro, che prende e ti afferra alla gola con la morsa di un lupo. Come in alcune favole. però, non è un lupo cattivo, ma uno spirito buono che alla fine lascia la presa e per questo ti rimane dentro per sempre. (Gian Paolo Serino)
Helène Grimaud Le variazioni selvagge. Bollati Bornigheri (18 Euro uscito il 20 di ottobre)
Il jazzista Theonius Monk diceva che "scrivere di musica è come danzare d'architettura". E in effetti in pochi casi la musica delle parole è riuscita davvero a raggiungere lo spartito dei nostri cuori.
Le variazioni selvagge è uno di questi. Ad averlo scritto è Helene Grimaud. una delle più affermate pianiste contemporanee di musica classica. Affascinante come un'attice, malinconica come una chansonnière grintosa come una rockstar. al suo debutto narrativo racconta le "variazioni selvagge" della propria vita spericolata. Nata nel 69 da una benestante famiglia della Provenza francese. a 13 anni è già considerata un enfant prodige del piano: voluta fortemente come allieva del grande maestro Jacques Rouvier, dopo appena tre anni registra il Secondo concerto di Rachmaninov, dopo cinque interpreta il suo primo recital da solista. A 21 anni è acclamata come una star.ma sorprendendo tutti decide di rompere con l'universo della musica e si rifugia in una riserva sperduta tra le nevi del Connecticut, dove da sola inizia a studiare il comportamento dei lupi.
I breve diventa corrispondente per organizzazioni scientifiche e si batte per la reintroduzione dei lupi nel loro ambiente naturale. In molti la considerano un altro dei talenti miracolosi che hanno deciso di perdersi in questi misteriosi sentieri della vita che portano alla follia. ma Grimaud è tutt'altro che folle: l'esilio, la vicinanza con un universo selvaggio, le danno anzi la forza di ridere a ogni pagina dello spartito il senso del tempo. Oggi Helène Grimoud ha ripreso a dare concerti nei maggiori teatri del mondo. La sua vita ha deciso di affidarla alle parole di questo libro, che prende e ti afferra alla gola con la morsa di un lupo. Come in alcune favole. però, non è un lupo cattivo, ma uno spirito buono che alla fine lascia la presa e per questo ti rimane dentro per sempre. (Gian Paolo Serino)
Helène Grimaud Le variazioni selvagge. Bollati Bornigheri (18 Euro uscito il 20 di ottobre)
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- Angel

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- kjria
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Mi quoto da sola!kjria ha scritto:Per il mio compleanno mi hanno regalato, sempre di Ammaniti, "Fa un po' male". Le storie sono di Niccolò, le sceneggiature di Daniele Brolli, i disegni di Davide Fabbri. Si tratta, infatti, di "Ammaniti a fumetti". Una goduria per la sottoscritta. Mi appresto a divorarlo.
Ho divorato! Stamattina. Che c'avevo una montagna di cose da fare. Io lo sapevo che non dovevo aprirlo, quel libro. Ma una vocina dentro mi diceva: "Sii egoista. Sii egoista." E io ho capitolato, le ho dato ascolto e me lo sono letto tutto d'un fiato.
Bello!
Libro-fumetto consigliatissimo.

Il titolo “ Stronzate” potrebbe far pensare tutt’ al più ad un intelligente divertissement sul tema. Invece, attraverso una serrata e incalzante argomentazione, l autore di questo prezioso e agile testo disquisisce con serietà sul concetto in questione. Ne illustra i variegati aspetti semantici e coglie la caratteristica distintiva delle str….te e il loro essere non tanto false, quanto finte ( cfr pag 46) e nemiche della verità, piu pericolose della menzogna ( cfr pag 58 )
Inoltre propone un interessante spiegazione sull’ attuale proliferare di str…te ( meditare pagg 60-61).
Non dico di piu per non togliere il piacere di leggere e apprezzare questo breve saggio filosofico che unisce rigore e semplicità. In America è un Best seller; del resto il suo autore, H:G:Frankfurt, è uno dei più eminenti filosofi morali.
Buona lettura e attenzione alle str…te, .ma soprattutto agli str..zi, falsi e finti come le loro stro..te. Ce ne sono veramente troppi e troppe in giro!
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è un libro scritto anni fa da Kennet Anger e si chiama Hollywood Babilonia
un travolgente reportage fotografico su fatti e fattacci, miserie e splendori della mitica Hollywood:la citta' delle stelle dove tutto era possibile, dove anche i sogni piu' incredibili e le cose piu' atroci diventavano realtà nel giro di una sola notte.
Anni in cui la città appariva abitata da "una banda di maniaci sessuali pazzi di droga" l'autore parla di Chaplin e Rodolfo Valentino, von Stroheim e Mae West, Errol Flynn e Marlene Dietrich, Judy Garland, Marilyn Monroe...ecc.. ecc
un travolgente reportage fotografico su fatti e fattacci, miserie e splendori della mitica Hollywood:la citta' delle stelle dove tutto era possibile, dove anche i sogni piu' incredibili e le cose piu' atroci diventavano realtà nel giro di una sola notte.
Anni in cui la città appariva abitata da "una banda di maniaci sessuali pazzi di droga" l'autore parla di Chaplin e Rodolfo Valentino, von Stroheim e Mae West, Errol Flynn e Marlene Dietrich, Judy Garland, Marilyn Monroe...ecc.. ecc
Vi consiglio di leggere "Senza sangue"
di Baricco, è breve, si legge in 3 o 4 ore , è pieno di significato.
E' la storia di una bambina che nel dopoguerra perde il padre e il fratellino, uccisi da alcuni soldati per vendetta nei confronti del padre.
La bimba viene "adottata" da un farmacista e si toverà a soffrire ancora ( non spiego ciò che succede, lo lascio a voi)...
Diventerà poi donna e continuerà a vivere la sua vita con uno scopo ben preciso e alcuni dubbi molto importanti da chiarirsi.E' da qui che comincia la sua missione.
N.b Potrebbe sembrare la classica e scontata storia di guerra , ma non è proprio questo il caso di "Senza sangue".
di Baricco, è breve, si legge in 3 o 4 ore , è pieno di significato.
E' la storia di una bambina che nel dopoguerra perde il padre e il fratellino, uccisi da alcuni soldati per vendetta nei confronti del padre.
La bimba viene "adottata" da un farmacista e si toverà a soffrire ancora ( non spiego ciò che succede, lo lascio a voi)...
Diventerà poi donna e continuerà a vivere la sua vita con uno scopo ben preciso e alcuni dubbi molto importanti da chiarirsi.E' da qui che comincia la sua missione.
N.b Potrebbe sembrare la classica e scontata storia di guerra , ma non è proprio questo il caso di "Senza sangue".
l. di fulvio - dover beach

quanto mi piacciono questi libracci!
luca di fulvio a mio modesto parere è un grande, scrive con stile
bellissimo e riesce a far digerire anche le descrizioni più violente ed
efferate.
il dover beach che dà il titolo al romanzo è un locale malfamato di un
quartiere che più desolato e squallido non si può, la cui clientela è
costituita da omosessuali, travestiti, spacciatori e papponi.
è anche frequentato abitualmente da un ispettore della buoncostume,
alle prese con un maniaco che picchia le prostitute e le tagliuzza con
un taglierino. finchè non cominciano gli omicidi, brutali, terribili
nell'esecuzione, di persone apparentemente non collegate fra di loro.
la soluzione dell'enigma va cercata nel passato, un passato mai dimenticato
fatto di perversioni allucinanti, di innocenze perdute, amori
impossibili e violenze che devastano corpi e anime.
e l'unico modo per il commissario, egli stesso alle prese con i suoi
propri fantasmi, di venire a capo del rebus sarà diventare
l'assassino, ragionare come lui e immedesimarsi completamente nella
sua lucida follia.
tutto funziona alla perfezione, particolarmente l'alternarsi dei due
universi infanzia - età adulta, che interagiscono (anzi, collidono) per
tutta la narrazione, cancellando senza pietà le immagini di famiglie
felici da pubblicità televisiva; il sospetto viene insinuato piano
piano in chi legge, ma la rivelazione arriverà solo nello straziante
finale.

quanto mi piacciono questi libracci!
luca di fulvio a mio modesto parere è un grande, scrive con stile
bellissimo e riesce a far digerire anche le descrizioni più violente ed
efferate.
il dover beach che dà il titolo al romanzo è un locale malfamato di un
quartiere che più desolato e squallido non si può, la cui clientela è
costituita da omosessuali, travestiti, spacciatori e papponi.
è anche frequentato abitualmente da un ispettore della buoncostume,
alle prese con un maniaco che picchia le prostitute e le tagliuzza con
un taglierino. finchè non cominciano gli omicidi, brutali, terribili
nell'esecuzione, di persone apparentemente non collegate fra di loro.
la soluzione dell'enigma va cercata nel passato, un passato mai dimenticato
fatto di perversioni allucinanti, di innocenze perdute, amori
impossibili e violenze che devastano corpi e anime.
e l'unico modo per il commissario, egli stesso alle prese con i suoi
propri fantasmi, di venire a capo del rebus sarà diventare
l'assassino, ragionare come lui e immedesimarsi completamente nella
sua lucida follia.
tutto funziona alla perfezione, particolarmente l'alternarsi dei due
universi infanzia - età adulta, che interagiscono (anzi, collidono) per
tutta la narrazione, cancellando senza pietà le immagini di famiglie
felici da pubblicità televisiva; il sospetto viene insinuato piano
piano in chi legge, ma la rivelazione arriverà solo nello straziante
finale.
- darkessa
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Rifacendomi al post di Q.lazarus sul thread "ricattto hard", consiglio a chi vuol avere una visione diversa dell'ambiente del cinema porno il libro "Io, Rocco" di Rocco Siffredi.
Inizialmente acquistato per quella maliziosa curiosità che porta tutti a sorridere sotto i baffi, il libro descrive in maniera perfetta e completa tutto ciò che riguarda questo ambiente, dai pregiudizi verso gli attori, ai problemi sentimentali e fisici.
Non è un libro di cultura, non ha contenuti profondi però è una lettura scorrevole e piacevole che offre una visone più matura e vera di questo mondo rispetto ad alcuni recenti testi di successo.
Inizialmente acquistato per quella maliziosa curiosità che porta tutti a sorridere sotto i baffi, il libro descrive in maniera perfetta e completa tutto ciò che riguarda questo ambiente, dai pregiudizi verso gli attori, ai problemi sentimentali e fisici.
Non è un libro di cultura, non ha contenuti profondi però è una lettura scorrevole e piacevole che offre una visone più matura e vera di questo mondo rispetto ad alcuni recenti testi di successo.
- neuronifolli
- Angel

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- Iscritto il: sab gen 08, 2005 12:39 pm
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"Questo libro racconta una battaglia che ha cambiato la storia del mondo, ma non è famosa come Waterloo o Stalingrado: anzi, molti non l’hanno mai sentita nominare. Eppure è una battaglia che secondo qualcuno segnò addirittura la fine dell’Antichità e l’inizio del Medioevo, perché mise in moto la catena di eventi che, più di un secolo dopo, avrebbe portato alla caduta dell’impero romano d’Occidente. Quest’ultimo evento è collegato a una data che tutti ricordiamo, perché si trova in qualsiasi manuale scolastico, e da molto tempo è entrata a far parte del senso comune: il 476 dopo Cristo, la deposizione di Romolo Augustolo. Ma in realtà quello fu solo il punto d’arrivo d’un processo che era cominciato molto tempo prima, e in quel momento i giochi erano già fatti da un pezzo. L’imperatore era un fantoccio senza nessun potere effettivo; l’impero si era già disgregato e perdeva i pezzi uno dopo l’altro, i barbari la facevano da padroni in Gallia, in Spagna, in Africa, e perfino in Italia; c’era già stato il sacco di Roma, anzi ce n’erano stati due, ad opera dei Goti nel 410 e poi dei Vandali nel 455, e insomma la dissoluzione dell’impero era già così avanzata che perfino la deposizione dell’ultimo imperatore d’Occidente non faceva più notizia. Un famoso saggio di Arnaldo Momigliano, intitolato La caduta senza rumore di un Impero, dimostra proprio che il cosiddetto grande evento del 476, lo spodestamento di Romolo Augustolo, all’epoca fu notato da pochi.
Ma se si era arrivati a questo punto, se l’impero romano, in Occidente, si era ridotto a un guscio vuoto, che poteva essere abolito da un capo barbaro senza che nessuno protestasse, è per via di una serie di traumi che erano cominciati esattamente un secolo prima. Nel 376 dopo Cristo un afflusso improvviso di profughi alle frontiere dell’impero, e l’incapacità delle autorità romane di gestire adeguatamente quell’emergenza, aveva dato inizio a un drammatico conflitto, culminato con la sconfitta più disastrosa dai tempi di Annibale e di Canne.
In questo libro racconteremo dunque la battaglia di Adrianopoli, che fu combattuta il 9 agosto del 378, in quella che oggi è la Turchia europea e che allora era la provincia romana di Tracia. Racconteremo la battaglia e cercheremo di mostrare che davvero segnò la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra: un’epoca in cui sarebbe stato sempre più difficile per Roma tenere sottomessi i barbari con la forza e continuare a credersi l’unica superpotenza mondiale. Parleremo di Antichità e di Medioevo, di Romani e di barbari, di un mondo multietnico e di un impero in trasformazione, e di molte altre cose ancora: del cristianesimo, per esempio, che era già la religione ufficiale dell’impero romano, e stava penetrando anche fra i barbari, e li stava cambiando. Ma il cuore del nostro racconto sarà quel che accadde lì, ad Adrianopoli, nei Balcani, in un lungo pomeriggio d’estate."
Per chi adora la Storia...il libro che racconta l'inizio del medioevo...scorre benissimo pur essendo ben dettagliato.
Per quanto riguarda Alessandro Barbero, il 10 dicembre all'auditorium di Roma, sala Sinopoli ore 11.00 ingresso gratuito, proporrà per "Lezioni di Storia" - 25 dicembre 800, l'incoronazione di Carlo Magno.
Per chi volesse informazioni:
http://www.auditorium.com/eventi/?pagina=5
Queste lezioni meritano davvero...la storia dovrebbe insegnarci a non commettere gli stessi errori due volte...dovrebbe...





