Possiamo sperare anche in una legge sull'eutanasia adesso? Oppure è bene accontentarsi dei PACS, che sarebbero già tanto?
(OT) Omosessualità, diritti civili, PACS: che ne pensate?
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
1) Ma chi è che posta CONTRO il matrimonio? Guarda che essere favorevoli ai PACS significa riconoscere una data situazione, non approvarla eliminandone un altra..Lettera 22 ha scritto:E' pieno di gente, e sono sicuro anche qua dentro, che dopo aver postato e sbraitato in favore dei pacs e contro il matrimonio, correrebbe a sposarsi (magari in chiesa, perchè no? così facciamo contenti anche papà e mamma...) senza nemmeno pensarci....
Liberissimi eh? Però almeno stiano zitti.
ho come la sensazione che attualmente faccia molto figo parlare entusiasticamente dei pacs.
Hipye quasi, direbbe gabo.
2)Mah, personalmente non credo che la gente qui dentro sia al livello che descrivi tu. Ancora ci si sposa per far contenti i genitori? Per sentirsi realizzati? Allora sì che ci sarebbe da dire qualcosina CONTRO il marimonio, bell'istituzione..
3) Non fa figo..probabilmente se ne sente la necessità. A me sembra una cosa perfettamente logica, come del resto pare in molti paesi europei.
Io mi faccio una domanda. Non mi domando perchè la gente voglia i Pacs, mi domando perchè alcune persone non li vogliono. Cosa ci vedono di negativo? Di dannoso?
- grassiniettore
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Non capisco perchè in tanti siano convinti che il matrimonio civile sia diverso da quello religioso. Il matrimonio per me è matrimonio ed io sono contraria. Non vedo nulla di male nella convivenza. Mi sono bastati gli esempi dei matrimoni di parenti e amici per farmi decidere a riguardo. Che il matrimonio sia civile non mi cambia niente.Minerva ha scritto:Mi piacerebbe sapere qual è questo punto...
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Esatto. Porsi in modo critico di fronte ad una questione ha un senso. Cercare di indagare o pretendere di sapere perché 24 persone sono favorevoli non porta da nessuna parte,se non ad un altro sondaggio.Alya_DM ha scritto:Io invece ho la sensazione che generalizzare non porti quasi mai da nessuna parte...![]()
Se ne parla,ben vengano le opinioni contrarie,sono spunti per confrontarsi.
IMHO.
Sono, invece, piacevolmente stupita dei risultati favorevoli. Era tempo, era giusto, era necessario!
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Favorevolissima ai PACS.
Sia per le coppie etero che omosessuali, credo inoltre che la chiesa, essendo sancito nella costituzione che l'Italia è uno stato laico, non dovrebbe mai intromettersi nelle decisioni politiche dello Stato Italiano.
Trovo l'ingerenza della Chiesa e dello Stato Vaticano nelle scelte italaina veremante pessima.
Sia per le coppie etero che omosessuali, credo inoltre che la chiesa, essendo sancito nella costituzione che l'Italia è uno stato laico, non dovrebbe mai intromettersi nelle decisioni politiche dello Stato Italiano.
Trovo l'ingerenza della Chiesa e dello Stato Vaticano nelle scelte italaina veremante pessima.
in linea di massima sono favorevole, anche se mi sto informando sull'argomento perchè non ho ancora ben capito alcune caratteristiche dei pacs. per esempio: riguardo le coppie etero in cosa un pacs si differenzierebbe dal matrimonio civile? c'è poca informazione sull'argomento o sono io che non capisco le differenze?!?
vorrei rispondere ad alcune osservazioni ripetute nelle ultime pagine. Innanzitutto vorrei si entrasse un po' più nel merito della differenza tra pacs e matrimonio civile. Il matrimonio religioso è inutile tirarlo in ballo, è ovvio che chi è credente e praticante, e coerente, sceglierà quella strada (vergini al matrimonio, mi raccomando!!).
Tra sposarsi in comune (indipendentemente dall'investimento economico, ci si può anche andare da soli in tuta e non avvertire nessuno) e fare un pacs la prima differenza, quella che per me conta di più e che mi faceva immaginare soluzioni alternative prima che se ne discutesse in parlamento, è il fatto di doversi comunque assoggettare a un rito, a un riconoscimento sociale. Il pacs è quasi un atto notarile, per garantire il partner in una scoietà dove andarlo a trovare in ospedale in caso di malattia sarebbe impossibile. E' ovvio che la legge ci tutela definendo diritti e doveri, perciò per essere garantiti bisogna comunque legalizzare in un certo modo la situazione, ma un pacs è molto diverso -psicologicamente, culturalmente, filosoficamente, come dire?- dal matrimonio civile.
Esistono poi differenze legali tra le due opzioni, ad esempio che il pacs non permette le adozioni. Sicuramente in senso legislativo avremo le idee più chiare quando in Parlamento inizieranno davvero a discuttere e proporre, ora siamo in fase un po' embrionale... speriamo non la congelino!
Un'altra differenza importante è quella che riguarda unioni tra persone di religioni differenti, ma mi dovrei informare un po' meglio. Per ora in un blog ho trovato questo: "Al momento del loro primo matrimonio, una coppia di musulmani potrebbe scegliere se il rito civile contestuale al matrimonio religioso debba essere un vero e proprio matrimonio civile o un semplice PACS. Nel primo caso, il marito rinuncia al diritto di prendere altre mogli in futuro; nel secondo si tiene invece aperta questa possibilità. In ogni caso, dalla seconda moglie in poi, il matrimonio islamico sarebbe recepito civilmente come un PACS. "
L'obiezione di Lettera22 non so se sia rispondente a realtà, sicuramente mi ha lasciata un po' sorpresa, perché in realtà intorno a me non vedo tutta questa esaltata approvazione dei pacs, anzi sono rimasta stupita e contenta di vedere sul forum una reazione generalmente positiva o quantomeno possibilista.
Infine sottolineo ancora che le coppie eventualmente contraenti contratti di unione civile non danneggerebbero in nessun modo chi sceglie il matrimonio religioso o quello civile. C'è spazio per tutti, la legge garantisce, non indirizza. Essere contrari ai diritti altrui, quando questi non ledono la società tutta, mi sembra poco sensato.
Ultima nota per chi, puntualmente, ha scritto che scegliere un pacs o convibvere è un'abdicazione di responsabilità. Ma quando mai! Già una mia amica cattolica provò a dirmelo e mi ci inca**ai di brutto! Ma siete forse nei nostri panni, nelle nostre coscienze, avete mai... camminato nelle nostre scarpe? Come se poi all'interno di unioni legalizzate, anche religiose, non ci fossero tradimenti, violenze domestiche, omissioni, abbandoni... Quello che fa desiderare di stare sempre insieme è l'amore, non il velo bianco!
Tra sposarsi in comune (indipendentemente dall'investimento economico, ci si può anche andare da soli in tuta e non avvertire nessuno) e fare un pacs la prima differenza, quella che per me conta di più e che mi faceva immaginare soluzioni alternative prima che se ne discutesse in parlamento, è il fatto di doversi comunque assoggettare a un rito, a un riconoscimento sociale. Il pacs è quasi un atto notarile, per garantire il partner in una scoietà dove andarlo a trovare in ospedale in caso di malattia sarebbe impossibile. E' ovvio che la legge ci tutela definendo diritti e doveri, perciò per essere garantiti bisogna comunque legalizzare in un certo modo la situazione, ma un pacs è molto diverso -psicologicamente, culturalmente, filosoficamente, come dire?- dal matrimonio civile.
Esistono poi differenze legali tra le due opzioni, ad esempio che il pacs non permette le adozioni. Sicuramente in senso legislativo avremo le idee più chiare quando in Parlamento inizieranno davvero a discuttere e proporre, ora siamo in fase un po' embrionale... speriamo non la congelino!
Un'altra differenza importante è quella che riguarda unioni tra persone di religioni differenti, ma mi dovrei informare un po' meglio. Per ora in un blog ho trovato questo: "Al momento del loro primo matrimonio, una coppia di musulmani potrebbe scegliere se il rito civile contestuale al matrimonio religioso debba essere un vero e proprio matrimonio civile o un semplice PACS. Nel primo caso, il marito rinuncia al diritto di prendere altre mogli in futuro; nel secondo si tiene invece aperta questa possibilità. In ogni caso, dalla seconda moglie in poi, il matrimonio islamico sarebbe recepito civilmente come un PACS. "
L'obiezione di Lettera22 non so se sia rispondente a realtà, sicuramente mi ha lasciata un po' sorpresa, perché in realtà intorno a me non vedo tutta questa esaltata approvazione dei pacs, anzi sono rimasta stupita e contenta di vedere sul forum una reazione generalmente positiva o quantomeno possibilista.
Infine sottolineo ancora che le coppie eventualmente contraenti contratti di unione civile non danneggerebbero in nessun modo chi sceglie il matrimonio religioso o quello civile. C'è spazio per tutti, la legge garantisce, non indirizza. Essere contrari ai diritti altrui, quando questi non ledono la società tutta, mi sembra poco sensato.
Ultima nota per chi, puntualmente, ha scritto che scegliere un pacs o convibvere è un'abdicazione di responsabilità. Ma quando mai! Già una mia amica cattolica provò a dirmelo e mi ci inca**ai di brutto! Ma siete forse nei nostri panni, nelle nostre coscienze, avete mai... camminato nelle nostre scarpe? Come se poi all'interno di unioni legalizzate, anche religiose, non ci fossero tradimenti, violenze domestiche, omissioni, abbandoni... Quello che fa desiderare di stare sempre insieme è l'amore, non il velo bianco!
Credo che hai centrato ciò che fa di tutta la discussione contro i Pacs un'assurdità. Se ci saranno nessuno sarà obbligato a farli, nè si vedrà togliere alcuno dei diritti che già possiede. Continuo a domandarmi perchè tanta gente si oppone..da cosa sono terrorizzati? Temono di essere privati di qualcosa? Per me continua ad essere un mistero..SEEYOU ha scritto:Infine sottolineo ancora che le coppie eventualmente contraenti contratti di unione civile non danneggerebbero in nessun modo chi sceglie il matrimonio religioso o quello civile. C'è spazio per tutti, la legge garantisce, non indirizza. Essere contrari ai diritti altrui, quando questi non ledono la società tutta, mi sembra poco sensato.



