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Vedono sesso in tv e rimangono incinte. La possibilità raddoppia per le adolescenti
Se vostra figlia guarda spesso sesso in tv, scene hard o film d'amore, iniziate a preoccuparvi o a comprare pannolini, se preferite. Qualsiasi programma sia, se di sesso si tratta, avrà il doppio delle possibilità di rimanere incinte rispetto alle sue amichette. Le adolescenti che guardano molti programmi tv come "Sex in the city", in cui il sesso è l'argomento principale, hanno altissime probabilità di gravidanza, mentre i loro coetanei maschi che prediligono questi show hanno più probabilità degli altri di mettere incinta una ragazzina.
Meno esplicitamente guardare programmi, sitcom o film in cui si flirta, ci si sbaciucchia, si discute o si fa sesso, aumenta le probabilità per i teenager di rimanere incinta o di lasciare incinta la fidanzatina, secondo i ricercatori, che hanno intervistato telefonicamente 718 ragazzini, tra i 12 e i 17 anni, per 3 anni. Chi di loro ha visto più scene spinte in tv ha il doppio di probabilità di essere coinvolto in una gravidanza, in confronto a chi ha seguito meno programmi sull'argomento
IPERSESSUATI - E' quanto risulta da una ricerca pubblicata sulla rivista "Pediatrics". Secondo gli autori dello studio, limitare l'esposizione degl adolescenti a programmi tv "ipersessuati" e' il modo migliore di prevenire gravidanze giovanili. L'autore dello studio, la dottoressa Anita Chandra, sottolinea la necessitaà che i genitori parlino costantemente con i figli raccomandando un comportamento responsabile in materia di sessualità, visto che attualmente i ragazzi apprendono quasi tutto quello che sanno dalla televisione.
da AFFARITALIANI.it
Se vostra figlia guarda spesso sesso in tv, scene hard o film d'amore, iniziate a preoccuparvi o a comprare pannolini, se preferite. Qualsiasi programma sia, se di sesso si tratta, avrà il doppio delle possibilità di rimanere incinte rispetto alle sue amichette. Le adolescenti che guardano molti programmi tv come "Sex in the city", in cui il sesso è l'argomento principale, hanno altissime probabilità di gravidanza, mentre i loro coetanei maschi che prediligono questi show hanno più probabilità degli altri di mettere incinta una ragazzina.
Meno esplicitamente guardare programmi, sitcom o film in cui si flirta, ci si sbaciucchia, si discute o si fa sesso, aumenta le probabilità per i teenager di rimanere incinta o di lasciare incinta la fidanzatina, secondo i ricercatori, che hanno intervistato telefonicamente 718 ragazzini, tra i 12 e i 17 anni, per 3 anni. Chi di loro ha visto più scene spinte in tv ha il doppio di probabilità di essere coinvolto in una gravidanza, in confronto a chi ha seguito meno programmi sull'argomento
IPERSESSUATI - E' quanto risulta da una ricerca pubblicata sulla rivista "Pediatrics". Secondo gli autori dello studio, limitare l'esposizione degl adolescenti a programmi tv "ipersessuati" e' il modo migliore di prevenire gravidanze giovanili. L'autore dello studio, la dottoressa Anita Chandra, sottolinea la necessitaà che i genitori parlino costantemente con i figli raccomandando un comportamento responsabile in materia di sessualità, visto che attualmente i ragazzi apprendono quasi tutto quello che sanno dalla televisione.
da AFFARITALIANI.it
(ANSA) - SYDNEY, 10 NOV - La popolarita' della zuppa di pinne di pescecane in molti paesi asiatici sta ormai minacciando di estinzione diverse specie di squali. L'avvertimento viene da una ricerca condotta dal gruppo di monitoraggio del commercio di fauna selvatica Traffic, con il sostegno del ministero australiano dell'ambiente, che denuncia la pesca illegale in mari australiani, e la mancanza di controlli governativi sulla pesca in eccesso delle quote prescritte.

odio queste notizie e soffro guardando la foto

odio queste notizie e soffro guardando la foto
Il malore sul palco subito dopo gli applausi per «Pata Pata», il suo brano simbolo
Concerto per Saviano,
muore Miriam Makeba
La cantante sudafricana era a Castel Volturno per l'esibizione contro camorra e razzismo. Inutili i soccorsi
MILANO — Aveva appena finito di cantare, e insieme agli altri artisti salutava il pubblico. Poi, mentre tutti applaudivano, lei ha taciuto. Ha chiuso gli occhi ed è svenuta. Miriam Makeba è morta pochi minuti dopo in ospedale, per una crisi cardiaca. È successo a Castel Volturno (Caserta), dove la cantante sudafricana simbolo della lotta all'apartheid, l'artista nota nel mondo come Mama Africa, aveva accettato di esibirsi. Sebbene stanca e malata, non ha voluto dire di no agli organizzatori del concerto di solidarietà a Roberto Saviano. Soprattutto perché si sarebbe tenuto nel paese dove meno di due mesi fa sei innocenti ragazzi ghanesi, sono stati trucidati dalla camorra. Miriam Makeba aveva 76 anni. Dal 2005, dopo aver condotto una trionfale tournée in tutto il mondo, aveva cominciato a soffrire di gravi problemi fisici che la costringevano a muoversi in carrozzella.
corriere.it
Concerto per Saviano,
muore Miriam Makeba
La cantante sudafricana era a Castel Volturno per l'esibizione contro camorra e razzismo. Inutili i soccorsi
MILANO — Aveva appena finito di cantare, e insieme agli altri artisti salutava il pubblico. Poi, mentre tutti applaudivano, lei ha taciuto. Ha chiuso gli occhi ed è svenuta. Miriam Makeba è morta pochi minuti dopo in ospedale, per una crisi cardiaca. È successo a Castel Volturno (Caserta), dove la cantante sudafricana simbolo della lotta all'apartheid, l'artista nota nel mondo come Mama Africa, aveva accettato di esibirsi. Sebbene stanca e malata, non ha voluto dire di no agli organizzatori del concerto di solidarietà a Roberto Saviano. Soprattutto perché si sarebbe tenuto nel paese dove meno di due mesi fa sei innocenti ragazzi ghanesi, sono stati trucidati dalla camorra. Miriam Makeba aveva 76 anni. Dal 2005, dopo aver condotto una trionfale tournée in tutto il mondo, aveva cominciato a soffrire di gravi problemi fisici che la costringevano a muoversi in carrozzella.
corriere.it
@ mucci, ma per favore!?!?mucci ha scritto:..cacchio....io una volta l'ho mangiata in un semiristorantino cinese in malaysia.....devo dire che è OTTIMA!
A proposito di alimentazione, un ristorante di Pechino offre piatti afrodisiaci molto particolari: nel menù spezzatino di pene di yak e testicoli di pecora al curry. Una visita al ristorante Goulizhuang a Pechino non è certo adatta ai deboli di stomaco, il menu consiste infatti interamente di piatti a base di parti intime di cervi, serpenti, yak, cavalli, gabbiani e anatre. I gestori del ristorante sostengono che i loro ingredienti, accuratamente selezionati e cucinati in modo raffinato, sono un vero toccasana per la libido dei clienti che (in effetti!) corrono numerosi per assaporare i piatti tipici. Il successo del ristorante ha convinto i proprietari ad aprire una prima filiale all’ estero, nella Chinatown di Atlanta, negli Stati Uniti. Mentre il settimanale tedesco Der Spiegel gli ha dedicato una lunga recensione, che si chiude citando un famoso proverbio molto conosciuto in Cina: “I cinesi mangiano qualunque cosa abbia quattro gambe, eccetto i tavoli, e qualunque cosa voli, eccetto gli aereoplani."
...senza parole!
notizia reperita da qualche parte del web
- mucci
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...daii su..."noi" è anni che mangiamo i testicoli di vitello....sempre a copiare sti cinesi..*Francy* ha scritto:@ mucci, ma per favore!?!?![]()
A proposito di alimentazione, un ristorante di Pechino offre piatti afrodisiaci molto particolari: nel menù spezzatino di pene di yak e testicoli di pecora al curry. ...senza parole!
(ANSA) - ROMA, 11 NOV - Interruzione di pubblico servizio e inosservanza dei provvedimenti dell'autorita', cioe' la precettazione del ministero dei Trasporti.
Sono le ipotesi di reato formulate dal procuratore di Roma Giovanni Ferrara, che ha aperto un fascicolo contro ignoti dopo lo sciopero di piloti e personale di volo Alitalia.
La polizia giudiziaria nelle prossime ore identifichera' piloti e personale di volo che non hanno ottemperato alla precettazione. Oggi sono decine i voli cancellati in varie citta'.
Sono le ipotesi di reato formulate dal procuratore di Roma Giovanni Ferrara, che ha aperto un fascicolo contro ignoti dopo lo sciopero di piloti e personale di volo Alitalia.
La polizia giudiziaria nelle prossime ore identifichera' piloti e personale di volo che non hanno ottemperato alla precettazione. Oggi sono decine i voli cancellati in varie citta'.
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Per me si sta toccando davvero il fondo.
DANNO FUOCO A BARBONE A RIMINI (libero.it)
RIMINI - Non è in pericolo di vita l'uomo dato alle fiamme intorno alla mezzanotte e mezza a Rimini. E' il responso dei medici dell'ospedale di Padova che lo hanno preso in cura a causa delle gravi ustioni di secondo e terzo grado su buona parte del corpo, nonostante la prognosi sia tenuta riservata. E' quanto ha comunicato la squadra mobile della questura di Rimini che sta indagando sull'episodio.
L'uomo è stato soccorso dal 118 intorno all'una di questa notte dopo l'allarme di una ragazza che passava in via Flaminia e ha notato l'uomo avvolto dalle fiamme. Il senzatetto è arrivato vigile in ospedale e ha detto di chiamarsi Andrea Rizzo, 46 anni, di Taranto. Ha detto anche, nonostante fosse sotto choc, di essersi svegliato per il grande calore che lo avvolgeva e però di non aver notato nessuno nelle vicinanze. Accanto alla panchina sulla quale dormiva è stata rinvenuta dai vigili del fuoco una bottiglia vuota ma che odorava di liquido infiammabile con il quale probabilmente è stato dato fuoco all'uomo. Rizzo, sempre che vengano confermate le sue generalità, è un senzatetto conosciuto dalle associazioni di volontariato che operano a Rimini, in particolare dalla Capanna di Betlemme che spesso ha avuto contatti con lui.
L'uomo comunque si rifiutava di andare a dormire da loro nonostante i volontari percorrano tutte le notti la città alla ricerca di senzatetto a cui dare un riparo. Un gruppo di uomini della Capanna è partito per Padova, dove si è recata anche una squadra della polizia scientifica di Rimini per rilevare le impronti digitali dell'uomo e per verificare la sua identità.
DANNO FUOCO A BARBONE A RIMINI (libero.it)
RIMINI - Non è in pericolo di vita l'uomo dato alle fiamme intorno alla mezzanotte e mezza a Rimini. E' il responso dei medici dell'ospedale di Padova che lo hanno preso in cura a causa delle gravi ustioni di secondo e terzo grado su buona parte del corpo, nonostante la prognosi sia tenuta riservata. E' quanto ha comunicato la squadra mobile della questura di Rimini che sta indagando sull'episodio.
L'uomo è stato soccorso dal 118 intorno all'una di questa notte dopo l'allarme di una ragazza che passava in via Flaminia e ha notato l'uomo avvolto dalle fiamme. Il senzatetto è arrivato vigile in ospedale e ha detto di chiamarsi Andrea Rizzo, 46 anni, di Taranto. Ha detto anche, nonostante fosse sotto choc, di essersi svegliato per il grande calore che lo avvolgeva e però di non aver notato nessuno nelle vicinanze. Accanto alla panchina sulla quale dormiva è stata rinvenuta dai vigili del fuoco una bottiglia vuota ma che odorava di liquido infiammabile con il quale probabilmente è stato dato fuoco all'uomo. Rizzo, sempre che vengano confermate le sue generalità, è un senzatetto conosciuto dalle associazioni di volontariato che operano a Rimini, in particolare dalla Capanna di Betlemme che spesso ha avuto contatti con lui.
L'uomo comunque si rifiutava di andare a dormire da loro nonostante i volontari percorrano tutte le notti la città alla ricerca di senzatetto a cui dare un riparo. Un gruppo di uomini della Capanna è partito per Padova, dove si è recata anche una squadra della polizia scientifica di Rimini per rilevare le impronti digitali dell'uomo e per verificare la sua identità.
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PROCESSO GEA: CHIESTI SEI ANNI PER MOGGI
romanews
pubblicata martedì 11 novembre 2008
Il pm di Roma Luca Palamara ha emesso le richieste di condanna per il processo Gea World. Per Luciano Moggi, l’accusa ha richiesto sei anni di reclusione, mentre per il figlio Alessandro ne sono stati chiesti cinque. Secondo il pm i due sarebbero i principali responsabili dell’associazione a delinquere. Al termine della requisitoria sono stati richiesti anche tre anni e sei mesi per il procuratore Francesco Zavaglia, amministratore delegato della Gea, un anno e quattro mesi per Davide Lippi, figlio del commissario tecnico della Nazionale Azzurra e manager di molti giocatori Gea. Pene detentive richieste per i collaboratori dei Moggi Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo, rispettivamente a due anni e quattro mesi e otto mesi.
romanews
pubblicata martedì 11 novembre 2008
Il pm di Roma Luca Palamara ha emesso le richieste di condanna per il processo Gea World. Per Luciano Moggi, l’accusa ha richiesto sei anni di reclusione, mentre per il figlio Alessandro ne sono stati chiesti cinque. Secondo il pm i due sarebbero i principali responsabili dell’associazione a delinquere. Al termine della requisitoria sono stati richiesti anche tre anni e sei mesi per il procuratore Francesco Zavaglia, amministratore delegato della Gea, un anno e quattro mesi per Davide Lippi, figlio del commissario tecnico della Nazionale Azzurra e manager di molti giocatori Gea. Pene detentive richieste per i collaboratori dei Moggi Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo, rispettivamente a due anni e quattro mesi e otto mesi.
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Ogni anno nell'arcipelago danese a sud l'Islanda si svolge una mattanza senza regole
La strage delle balene nelle Fær Øer
Sono centinaia i cetacei uccisi. Greenpeace: «Non è un'attività di sostentamento per le popolazioni locali»
La caccia alle "balene pilota", nelle isole Fær Øer , arcipelago danese a sud dell'Islanda, ha modalità tutte sue. Non si inseguono i cetacei in mare aperto: li si aspettano a terra, quando si avvicinano alle coste in cerca di cibo, li si circondano, e inizia così una vera e propria mattanza a colpi di ascia e uncini. E' una tradizione che va avanti, ogni anno, sicuramente dal 1709 anche se le prime testimonianze documentate risalgono alla fine del '500. L'uccisione di questi cetacei avviene in un territorio che si trova sotto la giurisdizione della Danimarca, ma queste isole di fatto godono di ampia autonomia, soprattutto se tratta di questioni legate all'ambiente e alla pesca.
LE BALENE PILOTA - Le balene-pilota, note anche come globicefali o deflini-balena, raggiungono la lunghezza di 5-7 metri e possono raggiungere un peso di oltre due tonnellate. Si muovono in branchi numerosi, composti per lo più da femmine adulte con i propri piccoli, e vivono mediamente 50 anni e sono animali molto socievoli. Questi pacifici delfini abitano tutti i mari del mondo, eccetto che nelle acque troppo fredde dei poli.
LA DENUNCIA - «L'orribile macellazione annuale di migliaia di balene pilota indifese ogni anno nelle isole Fær Øer - ha denunciato la Sea Shepherd Conservation Society - è altrettanto crudele come la macellazione del delfino effettuata dai giapponesi nelle Taiji. Si vedono le baie tinte di rosso del sangue e si sentono le urla delle balene pilota ferite mortalmente. E' uno spettacolo mostruoso ed è una oscenità abbracciata completamente dal governo danese e da molta gente danese». Secondo Alessandro Giannì, responsabile della campagna mare di Greenpeace, «questo tipo di caccia non rientra certo nelle dimensioni di attività finalizzata al sostentamento della popolazione locale. Spesso si usa questa motivazione, come è già accaduto nell'arcipelago Norvegese delle isole Lofoten, ma quando poi si va a controllare si verifica che i numeri e il giro d'affari smentiscono totalmente questa versione».


Corriere della Sera
Pazzesco e crudele
La strage delle balene nelle Fær Øer
Sono centinaia i cetacei uccisi. Greenpeace: «Non è un'attività di sostentamento per le popolazioni locali»
La caccia alle "balene pilota", nelle isole Fær Øer , arcipelago danese a sud dell'Islanda, ha modalità tutte sue. Non si inseguono i cetacei in mare aperto: li si aspettano a terra, quando si avvicinano alle coste in cerca di cibo, li si circondano, e inizia così una vera e propria mattanza a colpi di ascia e uncini. E' una tradizione che va avanti, ogni anno, sicuramente dal 1709 anche se le prime testimonianze documentate risalgono alla fine del '500. L'uccisione di questi cetacei avviene in un territorio che si trova sotto la giurisdizione della Danimarca, ma queste isole di fatto godono di ampia autonomia, soprattutto se tratta di questioni legate all'ambiente e alla pesca.
LE BALENE PILOTA - Le balene-pilota, note anche come globicefali o deflini-balena, raggiungono la lunghezza di 5-7 metri e possono raggiungere un peso di oltre due tonnellate. Si muovono in branchi numerosi, composti per lo più da femmine adulte con i propri piccoli, e vivono mediamente 50 anni e sono animali molto socievoli. Questi pacifici delfini abitano tutti i mari del mondo, eccetto che nelle acque troppo fredde dei poli.
LA DENUNCIA - «L'orribile macellazione annuale di migliaia di balene pilota indifese ogni anno nelle isole Fær Øer - ha denunciato la Sea Shepherd Conservation Society - è altrettanto crudele come la macellazione del delfino effettuata dai giapponesi nelle Taiji. Si vedono le baie tinte di rosso del sangue e si sentono le urla delle balene pilota ferite mortalmente. E' uno spettacolo mostruoso ed è una oscenità abbracciata completamente dal governo danese e da molta gente danese». Secondo Alessandro Giannì, responsabile della campagna mare di Greenpeace, «questo tipo di caccia non rientra certo nelle dimensioni di attività finalizzata al sostentamento della popolazione locale. Spesso si usa questa motivazione, come è già accaduto nell'arcipelago Norvegese delle isole Lofoten, ma quando poi si va a controllare si verifica che i numeri e il giro d'affari smentiscono totalmente questa versione».


Corriere della Sera
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