Fabrizio De Andrè - Non al denaro, non all’amore né al cielo.
1971,
De Andrè scrive un album, il suo quinto in studio, liberamente tratto dal libro di Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River.
E nel pubblicarlo decide di mettere in copertina una bellissima intervista fattagli da Fernanda Pivano, traduttrice della versione originale del libro, in italiano,
Prende nove storie, e ne fa arte, poesia, canzone, opera.
Nove storie,di personaggi comuni, Infatti, mentre nelle poesie originali di Edgar Lee Masters ogni personaggio ha un nome e un cognome, i titoli delle canzoni di De Andrè sono generici (un giudice, un medico) per sottolineare che le storie di questi personaggi sono esempi di comportamenti.
Personaggi che non hanno più nulla da perdere, perchè stanno già oltre la morte, e possono liberamente parlare dei loro difetti, delle loro paure, della loro invidia, della loro vendetta, della loro vita da carogna, o da blasfemo, o da matto, o da boia, o da malato.
Il suonatore Jones è l’unico in questa raccolta di poesie a cui De Andrè lascia il nome.
Ed è anche l'unico che per tutta la sua lunga vita ha fatto quello che più gli è piaciuto e per questo muore senza rimpianti.
La musica che accompagna questo viaggio, è estremamente coinvolgente, a volte buffa, a volte malinconica, a volte ricca di pathos.
Scritta a quattro mani, con Nicola Piovani, vede la collaborazione nei cori di Edda dell'Orso (voce di molte liriche di Morricone).
E' il disco che mi accompagna da anni, da piccolina, (quando non sapevo ancora nulla della grandezza di questi testi) grazie al papà che ha da sempre amato Faber; da sempre questo amore per lui ci unisce.
Un'opera immensa, "non al denaro, non all'amore né al cielo", ma semplicemente un inno alla libertà.
Dear Q, il prossimo album che posti descrivilo brevemente sennò ti sforbicio io a casaccio.
altra cosa: limitiamo al minimo il quotare album postati da altri (se proprio non resistete usate i messaggi privati) almeno fino al raggiungimento del traguardo dei 200 album. Poi potremo scatenare tutti i commenti del caso sulla lista che verrà fuori.
Acid house + dance + rock = Screamadelica.
Disco seminale, uno dei più belli e influenti di tutti gli anni '90, che ha rivoluzionato i rapporti tra la musica rock e la dance, col trionfo del crossover. Loaded è stata l'inno di un'intera generazione.
Il basso ipnotico e la chitarra straziante disegnano atmosfere cupe e disilluse e complementano in maniera sublime il canto lamentoso di Robert che raggiunge l'apice assoluto in A Forest. Più che una semplice overture del trittico che sfocia in Pornography, un pò come un autunno che precede il lungo inverno.