Return to Eden
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concerto dell'anno non lo so (l'anno è lungo e sono ottimista), però ottimo ed emozionante, essendo peraltro la prima e probabilmente ultima volta che vedrò questi personaggini. che hanno suonato bene, molto bene: il timbro vocale del moscerino - poi - è sempre quello, anche se in qualche occasione non è arrivato a prendere le note siderali che avrebbe dovuto, ed ha ripiegato su eleganti variazioni. il pubblico, di anziani coetanei o peggio, ha reagito con estremo calore, che certi ventenni (no il moro, per carità, lui non è stato fermo un secondo) se lo scordano.
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infatti in Visions in blue sul finale è stato basso di un ottava...che pero' ha preso alla seconda strofa!tayfun ha scritto: il timbro vocale del moscerino - poi - è sempre quello, anche se in qualche occasione non è arrivato a prendere le note siderali che avrebbe dovuto, ed ha ripiegato su eleganti variazioni. .
invece Hymn è stata suonata due tonalità piu' basse...
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Leaveinsilence
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La storia degli Ultravox è nettamente divisa in due tronconi, che coincidono con il cambio della leadership all'interno del gruppo. La prima fase, quella che vede John Foxx al timone, si caratterizza per essere quella più sperimentale ed innovativa, con la band impegnata ad esplorare complesse trame sonore, tematiche di alienazione e oblique contaminazioni musicali che anticipano di gran lunga la new wave britannica che sarebbe esplosa di lì a qualche anno. Purtroppo, tutto ciò avveniva nel periodo di massimo splendore del punk (1976 – 1977), e questo spiega largamente il perché del sostanziale insuccesso del gruppo, o quantomeno il perché esso sia rimasto sempre confinato in un ambito underground.
Nondimeno, i semi piantati sarebbero letteralmente germogliati subito dopo l'abbandono di Foxx e con l'avvento di Midge Ure, latore di sonorità e di melodie più morbide, accattivanti, pop, sia pure sempre molto raffinate (i detrattori direbbero patinate) e di liriche decisamente più commestibili.
Ciò, unito al cambio delle mode imperanti, ha notevolmente facilitato l'ascesa al successo del gruppo, segnata dall'album Vienna, con l'indimenticabile title track che riesce esattamente laddove la sua diretta progenitrice Just For a Moment aveva fallito. A seguire, altri dischi avrebbero consolidato la fama della band, anche a livello internazionale, accompagnandosi però ad un progressivo scadimento della sua proposta, sempre meno sofisticata e sempre più convenzionale, fino al tonfo finale di U-Vox e al naturale scioglimento.
Che, anche in questo caso, non è però definitivo: il fenomeno delle reunion non risparmia nemmeno Midge Ure e soci, e quindi rieccoli tornare sulle scene nel 2009, decisamente invecchiati e imbolsiti, rispetto a come ce li ricordavamo, ma ancora capaci di fare il loro mestiere. E anche bene.
Sin dal primo impatto del loro live modenese, scandito dalle ruvide note di New Europeans, la band appare più energica di quanto non risulti in studio, con un elegante Midge Ure che imperversa con la sua chitarra, comunque mai invadente.
Anzi, pur entro questi tratti rock, il gruppo denota sempre quell'impareggiabile armonia, quell'intrigante equilibrio nelle sue variegate componenti strumentali (chitarra, basso, batteria, tastiere, piano, basi ed effetti elettronici, persino viola) che ne è stato fin dagli esordi con John Foxx uno dei tratti distintivi.
Certamente, la parte migliore dello show è la prima, dominata dai brani tratti da Vienna e da Rage In Eden, il secondo Lp da cui deriva l'appellativo di questo reunion tour, Return To Eden.
Nel quale, inevitabilmente la componente nostalgia è presente, ma non è certo predominante (vedi Spandau Ballet): anzi, anticipatore di tendenze spesso ancora in auge, il suono del gruppo risulta in buona parte attualissimo, ed eccelle nelle inquietanti atmosfere tecnologiche di Mr. X, nel pop incalzante di Passing Strangers, nei ritmi electro-funk di The Thin Wall, nelle malinconiche trame decadenti di Lament, nell'armonica coralità di Astradyne, sorretto dalla professionalità dei musicisti (stupendo vedere Billy Currie più volte accarezzare la sua viola, laddove altri preferiscono sopperire a quel tipo di sonorità con il classico campionatore) e dalla voce, ancora sorprendentemente calorosa e suadente, di Midge Ure.
Molto meno interessante la parte finale (escludendo i bis) dello show, dove prendono il sopravvento i pezzi più convenzionali, ma anche più famosi del gruppo, l'inevitabile pegno da pagare alla nostalgia e ad un pubblico che, comunque, in generale risponde molto meglio del previsto, non solo come numeri (il pur non enorme Vox appare colmo), ma anche nel livello di coinvolgimento.
La band recupera terreno nei bis, con Sleepwalk e soprattutto con The Voice, che nella parte conclusiva vede Midge Ure, Chriss Cross e Billy Currie picchiare ossessivamente su dei tamburi appositamente portati in scena, mentre dietro di loro un imperterrito Warren Cann guida le danze. L'effetto è più coreografico che sostanziale, se vogliamo, ma comunque efficace e piacevole.
Insomma, lo spettacolo complessivamente non lascia rimpianti, se non quello di essersi fatto attendere un po' troppo: è un peccato che una band che si dimostra ancora così in forma nei suoi componenti, sia rimasta inattiva per così a lungo: non resta che augurarsi che il gruppo possa godere di una seconda giovinezza e continuare a calcare le scene ancora per un po'.
La scaletta:
1.New Europeans
2. Passing Strangers
3. We Stand Alone
4. Mr. X
5. Visions In Blue
6. The Thin Wall
7. I Remember (Death In The Afternoon)
8. Astradyne
9. Rage In Eden
10. Hymn
11. Lament
12. One Small Day
13. All Stood Still
14. White China
15. Vienna
16. Reap The Wild Wind
17. Dancing With Tears In My Eyes
18. Love's Great Adventure
Encore:
20. Sleepwalk
21. The Voice
Un saluto,
Leave - The Numanoid
Nondimeno, i semi piantati sarebbero letteralmente germogliati subito dopo l'abbandono di Foxx e con l'avvento di Midge Ure, latore di sonorità e di melodie più morbide, accattivanti, pop, sia pure sempre molto raffinate (i detrattori direbbero patinate) e di liriche decisamente più commestibili.
Ciò, unito al cambio delle mode imperanti, ha notevolmente facilitato l'ascesa al successo del gruppo, segnata dall'album Vienna, con l'indimenticabile title track che riesce esattamente laddove la sua diretta progenitrice Just For a Moment aveva fallito. A seguire, altri dischi avrebbero consolidato la fama della band, anche a livello internazionale, accompagnandosi però ad un progressivo scadimento della sua proposta, sempre meno sofisticata e sempre più convenzionale, fino al tonfo finale di U-Vox e al naturale scioglimento.
Che, anche in questo caso, non è però definitivo: il fenomeno delle reunion non risparmia nemmeno Midge Ure e soci, e quindi rieccoli tornare sulle scene nel 2009, decisamente invecchiati e imbolsiti, rispetto a come ce li ricordavamo, ma ancora capaci di fare il loro mestiere. E anche bene.
Sin dal primo impatto del loro live modenese, scandito dalle ruvide note di New Europeans, la band appare più energica di quanto non risulti in studio, con un elegante Midge Ure che imperversa con la sua chitarra, comunque mai invadente.
Anzi, pur entro questi tratti rock, il gruppo denota sempre quell'impareggiabile armonia, quell'intrigante equilibrio nelle sue variegate componenti strumentali (chitarra, basso, batteria, tastiere, piano, basi ed effetti elettronici, persino viola) che ne è stato fin dagli esordi con John Foxx uno dei tratti distintivi.
Certamente, la parte migliore dello show è la prima, dominata dai brani tratti da Vienna e da Rage In Eden, il secondo Lp da cui deriva l'appellativo di questo reunion tour, Return To Eden.
Nel quale, inevitabilmente la componente nostalgia è presente, ma non è certo predominante (vedi Spandau Ballet): anzi, anticipatore di tendenze spesso ancora in auge, il suono del gruppo risulta in buona parte attualissimo, ed eccelle nelle inquietanti atmosfere tecnologiche di Mr. X, nel pop incalzante di Passing Strangers, nei ritmi electro-funk di The Thin Wall, nelle malinconiche trame decadenti di Lament, nell'armonica coralità di Astradyne, sorretto dalla professionalità dei musicisti (stupendo vedere Billy Currie più volte accarezzare la sua viola, laddove altri preferiscono sopperire a quel tipo di sonorità con il classico campionatore) e dalla voce, ancora sorprendentemente calorosa e suadente, di Midge Ure.
Molto meno interessante la parte finale (escludendo i bis) dello show, dove prendono il sopravvento i pezzi più convenzionali, ma anche più famosi del gruppo, l'inevitabile pegno da pagare alla nostalgia e ad un pubblico che, comunque, in generale risponde molto meglio del previsto, non solo come numeri (il pur non enorme Vox appare colmo), ma anche nel livello di coinvolgimento.
La band recupera terreno nei bis, con Sleepwalk e soprattutto con The Voice, che nella parte conclusiva vede Midge Ure, Chriss Cross e Billy Currie picchiare ossessivamente su dei tamburi appositamente portati in scena, mentre dietro di loro un imperterrito Warren Cann guida le danze. L'effetto è più coreografico che sostanziale, se vogliamo, ma comunque efficace e piacevole.
Insomma, lo spettacolo complessivamente non lascia rimpianti, se non quello di essersi fatto attendere un po' troppo: è un peccato che una band che si dimostra ancora così in forma nei suoi componenti, sia rimasta inattiva per così a lungo: non resta che augurarsi che il gruppo possa godere di una seconda giovinezza e continuare a calcare le scene ancora per un po'.
La scaletta:
1.New Europeans
2. Passing Strangers
3. We Stand Alone
4. Mr. X
5. Visions In Blue
6. The Thin Wall
7. I Remember (Death In The Afternoon)
8. Astradyne
9. Rage In Eden
10. Hymn
11. Lament
12. One Small Day
13. All Stood Still
14. White China
15. Vienna
16. Reap The Wild Wind
17. Dancing With Tears In My Eyes
18. Love's Great Adventure
Encore:
20. Sleepwalk
21. The Voice
Un saluto,
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- Ghost Of Modern Times

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- Località: ...in questo angolo di mondo strano
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Spettacolo e cornice di pubblico sopra le (mie) aspettative, anche se come piccioni ci siamo persi l'inizio prendendocela troppo comoda
saranno anche invecchiati, ovvio, però si vedeva da subito che sul palco erano scafati, ovvero professionisti ancora in grado di far parecchio bene e di tenere alla grande lo stage, e non una reunion nostalgica di vecchie reclute.
Molto buono l'equilibrio tra le parti suonate e programmate, tra synth e le chitarre/basso/batteria, ottime alcune percussioni electro che Chris Cross suonava live sul suo synth (mi ha ricordato molto certa roba DM periodo mid-eightees).
Nel complesso buona anche la voce di Midge, che curiosamente su alcuni brani, nemmeno facili, era al top, in altri emergeva a fatica, ma penso fosse più un problema di mixer.
Non pensavo a un Vox di Nonantola così pieno e soprattutto così entusiasta, evidentmente gli Ultravox qui da noi, stranamente, godono di largo seguito.
E il pubblico non era nemmeno di età così avanzata, c'erano infatti parecchi sulla trentina.
ps. E' uscito un bel cofanetto, Return to Eden, contenente l'intero set in doppio CD e tutto il filmato in DVD del concerto del 2009 alla Roundhouse di Londra. Consigliato
2ps. Respect totale per Moro, che seppure in spesso viaggi in solitudine si sbatte come pochi in occasioni simili, ed è sempre presente nelle prime file.
20 anni e non sentirli
saranno anche invecchiati, ovvio, però si vedeva da subito che sul palco erano scafati, ovvero professionisti ancora in grado di far parecchio bene e di tenere alla grande lo stage, e non una reunion nostalgica di vecchie reclute.
Molto buono l'equilibrio tra le parti suonate e programmate, tra synth e le chitarre/basso/batteria, ottime alcune percussioni electro che Chris Cross suonava live sul suo synth (mi ha ricordato molto certa roba DM periodo mid-eightees).
Nel complesso buona anche la voce di Midge, che curiosamente su alcuni brani, nemmeno facili, era al top, in altri emergeva a fatica, ma penso fosse più un problema di mixer.
Non pensavo a un Vox di Nonantola così pieno e soprattutto così entusiasta, evidentmente gli Ultravox qui da noi, stranamente, godono di largo seguito.
E il pubblico non era nemmeno di età così avanzata, c'erano infatti parecchi sulla trentina.
ps. E' uscito un bel cofanetto, Return to Eden, contenente l'intero set in doppio CD e tutto il filmato in DVD del concerto del 2009 alla Roundhouse di Londra. Consigliato
2ps. Respect totale per Moro, che seppure in spesso viaggi in solitudine si sbatte come pochi in occasioni simili, ed è sempre presente nelle prime file.
20 anni e non sentirli
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Il 24 febbraio uscirà Moments From Eden, live ep di quattro tracce.
New Europeans
White China
Love’s Great Adventure
Herr-X
E stanno lavorando anche a un nuovo album che vedrà la luce a breve:
http://www.ultravox.org.uk/index.shtml
New Europeans
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