ziodave ha scritto:questo lo dici tu e solo tu...io sono ben lungi da dare dell'ignorante a qualcuno...sebbene si stia su lunghezze d'onda politiche ed umane diametralmente opposte
non è vittimismo questo che scrivi forse?e dico forse eh...
dici che queste discussioni sono tristi ed abbassano il livello culturale di 013???
questo pero' solo in base alle tue idee...soggettivamente parlando...
diciamoci la verità... che la tanto sbandierata tolleranza di cui vai fiera nei confronti di questo e quest'altro svanisce come una bolla di sapone se qualcuno osa mettere in dubbio i tuoi "ipse dixit" ed i tuoi paradigmi esistenziali...
io trovo invece il contraddittorio tra le due "fazioni" molto interessante ed esplicativo,sempre che rimanga nell'ottica della civiltà e del rispetto...e purtroppo vedo che siamo su un The edge abbastanza preoccupante...ma tant'è...conosco personalmente quasi tutti gli utenti di questo forum...e so per certo che al di fuori di queste pagine nere,magari ad un raduno o ad un concerto...se mi capita di incontrare il rosso Free ci rido e ci scherzo assieme...a prescindere dalle discussioni che si creano qui...
tu no invece...tu rimugini...te le leghi al dito...ci fai i ricamini...la metti troppo sul personale...
senza offesa eh...
ci mancherebbe...
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Addio Aldo Sassi, il sogno di un ciclismo pulito
“Ho un’aspettativa di vita che arriva a luglio. Sei la mia ultima scommessa”. Con queste parole Aldo Sassi aveva accolto Riccardo Riccò, il “Valentino Rossi del ciclismo” come lui stesso ha dichiarato. Aldo però non ce l’ha fatta, dopo tante battaglie vinte ha dovuto arrendersi ad un cancro tremendo, un tumore maligno al cervello.
Aldo lascia un’eredità importante nel mondo del ciclismo, ma il sentiero da lui tracciato non dev’essere oscurato dai medicinali. “Si può vincere anche senza doping”, questa era la sua filosofia e per ciò aveva fondato il Centro Mapei Sport. Utopista si, ma le sue battaglie, in un mondo pregno di falsità, Aldo le ha vinte. Le lacrime di Cadel Evans sul gradino più alto del podio a Mendrisio 2009 dicono più di mille parole, un campione del mondo pulito, sincero, può esistere, e questo anche grazie a persone come Aldo.
La soddisfazione più alta per Sassi però fu sicuramente un’altra, aver riportato sul tetto d’Italia un ciclista fenomenale ma implicato nel terribile scandalo dell’Operacion Puerto e voglioso di ritornare ad essere credibile e competitivo.
Ivan Basso ed Aldo Sassi, il connubio è stato immediatamente vincente e, dopo non poche difficoltà, il corridore varesino è riuscito a vincere nuovamente il Giro d’Italia, in modo limpido, pulito, lottando contro le paure e gli scetticismi.
Aldo lascia con un sogno, e quel sogno si chiama Riccardo Riccò, forse l’unico ciclista dai tempi di Pantani capace di infiammare le folle e creare emozioni sincere, un ciclista vero, temerario, sbruffone al punto giusto, ma al contempo anche un uomo con l’etichetta del traditore, del falso, del dopato.
Il Centro Mapei l’ha voluto, Aldo Sassi l’ha desiderato, ora sta a Riccardo ripagare la fiducia, correndo al massimo delle sue possibilità, facendo emozionare, anche perdendo ma l’importante è che, almeno ora, nel ricordo di Aldo, non ricada nei soliti sbagli, e questi sbagli si chiamano doping.
Aldo Sassi lascia la moglie Marina e tre figli, ai quali vanno le nostre condoglianze in un momento di dolore profondo.
I funerali saranno celebrati domani pomeriggio alle 14.30, nella Chiesa Parrocchiale di Valmorea, in provincia di Como, dove “il professore” ha sempre vissuto.
“Si può vincere senza doping”, il ciclismo deve ripartire da qui, onorando un uomo coraggioso, onorando il nome di Aldo Sassi.
di Antonio Massariolo
http://www.italnews.info/2010/12/13/add ... mo-pulito/
“Ho un’aspettativa di vita che arriva a luglio. Sei la mia ultima scommessa”. Con queste parole Aldo Sassi aveva accolto Riccardo Riccò, il “Valentino Rossi del ciclismo” come lui stesso ha dichiarato. Aldo però non ce l’ha fatta, dopo tante battaglie vinte ha dovuto arrendersi ad un cancro tremendo, un tumore maligno al cervello.
Aldo lascia un’eredità importante nel mondo del ciclismo, ma il sentiero da lui tracciato non dev’essere oscurato dai medicinali. “Si può vincere anche senza doping”, questa era la sua filosofia e per ciò aveva fondato il Centro Mapei Sport. Utopista si, ma le sue battaglie, in un mondo pregno di falsità, Aldo le ha vinte. Le lacrime di Cadel Evans sul gradino più alto del podio a Mendrisio 2009 dicono più di mille parole, un campione del mondo pulito, sincero, può esistere, e questo anche grazie a persone come Aldo.
La soddisfazione più alta per Sassi però fu sicuramente un’altra, aver riportato sul tetto d’Italia un ciclista fenomenale ma implicato nel terribile scandalo dell’Operacion Puerto e voglioso di ritornare ad essere credibile e competitivo.
Ivan Basso ed Aldo Sassi, il connubio è stato immediatamente vincente e, dopo non poche difficoltà, il corridore varesino è riuscito a vincere nuovamente il Giro d’Italia, in modo limpido, pulito, lottando contro le paure e gli scetticismi.
Aldo lascia con un sogno, e quel sogno si chiama Riccardo Riccò, forse l’unico ciclista dai tempi di Pantani capace di infiammare le folle e creare emozioni sincere, un ciclista vero, temerario, sbruffone al punto giusto, ma al contempo anche un uomo con l’etichetta del traditore, del falso, del dopato.
Il Centro Mapei l’ha voluto, Aldo Sassi l’ha desiderato, ora sta a Riccardo ripagare la fiducia, correndo al massimo delle sue possibilità, facendo emozionare, anche perdendo ma l’importante è che, almeno ora, nel ricordo di Aldo, non ricada nei soliti sbagli, e questi sbagli si chiamano doping.
Aldo Sassi lascia la moglie Marina e tre figli, ai quali vanno le nostre condoglianze in un momento di dolore profondo.
I funerali saranno celebrati domani pomeriggio alle 14.30, nella Chiesa Parrocchiale di Valmorea, in provincia di Como, dove “il professore” ha sempre vissuto.
“Si può vincere senza doping”, il ciclismo deve ripartire da qui, onorando un uomo coraggioso, onorando il nome di Aldo Sassi.
di Antonio Massariolo
http://www.italnews.info/2010/12/13/add ... mo-pulito/
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2011, il pendolare resta a terra
Meno treni e pochi fondi, è allarme
Il rapporto Legambiente: per il prossimo anno mancherà la metà delle risorse. In Italia ogni giorno 2 milioni 700 mila viaggiatori si spostano in treno. L'annuncio delle Ferrovie: 154 convogli a lunga percorrenza sono in perdita e verranno eliminati
di GIOVANNI VALENTINI
MENTRE le nostre Ferrovie dello Stato sbarcano in Germania, acquisendo il 5% della società che gestisce le linee dei pendolari tedeschi, il 2011 rischia di diventare l'anno nero per i pendolari italiani e per il trasporto ferroviario nel nostro Paese. Sono 2 milioni e 700 mila in Italia i viaggiatori che ogni giorno prendono il treno per motivi di lavoro o di studio e negli ultimi due anni sono aumentati dell'11,5%, circa 300 mila persone in più. Ma, in base al Rapporto Pendolari 2010 compilato da Legambiente che la Repubblica è in grado di anticipare, la riduzione delle risorse disponibili e quindi il taglio dei collegamenti minacciano di provocare nel prossimo anno un salto nel buio nel trasporto nazionale su rotaia.
I vertici delle Ferrovie hanno annunciato nei giorni scorsi che verranno eliminati 154 treni a lunga percorrenza su 600, perché risultano in perdita. Per quanto riguarda le linee dei pendolari, mancano 800 milioni di euro rispetto al 2010, vale a dire il 45% delle risorse che garantivano un servizio già spesso carente, con treni perennemente in ritardo, scomodi e sporchi. L'associazione guidata da Vittorio Cogliati Dezza prevede un taglio drastico a danno di quei cittadini - operai, impiegati, studenti - che abitano nelle periferie urbane e utilizzano quotidianamente il mezzo di trasporto più sostenibile: da qui, l'allarme degli ambientalisti contro l'aumento del traffico privato e dell'inquinamento.
Per ora, i tagli non compaiono nel nuovo orario ferroviario in vigore dal 13 dicembre. E le stesse Regioni, responsabili dei contratti di servizio, non sanno al momento quali collegamenti sopprimere o di quanto aumentare i biglietti. Nel silenzio generale, il ministro dei Trasporti Altero Matteoli è riuscito a ottenere anche in questa Finanziaria 400 milioni di euro per l'autotrasporto e altri 1.200 milioni per nuove strade e autostrade, tra i fondi della cosiddetta Legge Obiettivo e quelli per l'Expo di Milano. In mancanza di interventi efficaci, è un disastro ferroviario annunciato quello che - secondo Legambiente - si prepara per il nuovo anno. Dice il presidente Cogliati Dezza: "Occorre impedire una prospettiva di abbandono del trasporto ferroviario, vivendo in città sempre più inquinate, con il trasporto su gomma responsabile di oltre il 20% delle emissioni di CO2 sul nostro territorio e una tendenza in costante crescita".
All'origine di questa situazione, ci sono le manovre economiche adottate dal governo a luglio e a dicembre. In pratica, risultano cancellati i trasferimenti alle Regioni per il fondo del servizio ferroviario locale pari a 1.215 milioni di euro. La beffa è che, per placare le proteste degli assessori regionali, sono stati individuati 425 milioni di euro che però corrispondono alle risorse già stanziate l'anno scorso per l'acquisto di treni pendolari e mai impegnate: ora verranno utilizzati dalle Regioni per "salvare" la circolazione di quelli esistenti. Ma il rischio ulteriore per i pendolari è che gli stanziamenti previsti da Trenitalia per l'acquisto di nuovi treni e l'ammodernamento delle carrozze, legati ai contratti di servizio con le Regioni si possano bloccare per mancanza di risorse.
È proprio nei confronti delle amministrazioni regionali, perciò, che Legambiente lancia un appello alla responsabilità, contestando "l'inadeguata reazione che hanno opposto a un taglio che non ha paragoni rispetto ad altre voci di spesa statale". Al momento, le Regioni più sensibili alle esigenze dei pendolari sono state l'Emilia Romagna, la Toscana e la Lombardia, che hanno approvato assestamenti di bilancio per limitare il taglio dei treni nell'ordine del 5-10% a fronte di un aumento delle tariffe tra il 10 e il 20%. Nella maggior parte delle altre si teme un rincaro dei biglietti fino al 30%.
Da Roma alla periferia, la tendenza generale continua a essere quella di privilegiare la strada a danno della rotaia. E la questione appare tanto più delicata, alla vigilia della liberalizzazione del servizio ferroviario previsto dalle Direttive europee. È in gioco la stessa sopravvivenza del servizio ferroviario universale nel nostro Paese: quello cioè che assicura i collegamenti con centri urbani e direttrici fondamentali a minor traffico, come l'asse adriatico e quello tirrenico, o i collegamenti trasversali da un versante all'altro della Penisola. "Sono città e cittadini che proprio nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia - conclude il Rapporto di Legambiente - rischiano di ritrovarsi meno collegati e più lontani rispetto al resto del Paese".
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/1 ... ef=HREC1-2
Sono una pendolare: non saprei chi cominciare a menare per primo...
Meno treni e pochi fondi, è allarme
Il rapporto Legambiente: per il prossimo anno mancherà la metà delle risorse. In Italia ogni giorno 2 milioni 700 mila viaggiatori si spostano in treno. L'annuncio delle Ferrovie: 154 convogli a lunga percorrenza sono in perdita e verranno eliminati
di GIOVANNI VALENTINI
MENTRE le nostre Ferrovie dello Stato sbarcano in Germania, acquisendo il 5% della società che gestisce le linee dei pendolari tedeschi, il 2011 rischia di diventare l'anno nero per i pendolari italiani e per il trasporto ferroviario nel nostro Paese. Sono 2 milioni e 700 mila in Italia i viaggiatori che ogni giorno prendono il treno per motivi di lavoro o di studio e negli ultimi due anni sono aumentati dell'11,5%, circa 300 mila persone in più. Ma, in base al Rapporto Pendolari 2010 compilato da Legambiente che la Repubblica è in grado di anticipare, la riduzione delle risorse disponibili e quindi il taglio dei collegamenti minacciano di provocare nel prossimo anno un salto nel buio nel trasporto nazionale su rotaia.
I vertici delle Ferrovie hanno annunciato nei giorni scorsi che verranno eliminati 154 treni a lunga percorrenza su 600, perché risultano in perdita. Per quanto riguarda le linee dei pendolari, mancano 800 milioni di euro rispetto al 2010, vale a dire il 45% delle risorse che garantivano un servizio già spesso carente, con treni perennemente in ritardo, scomodi e sporchi. L'associazione guidata da Vittorio Cogliati Dezza prevede un taglio drastico a danno di quei cittadini - operai, impiegati, studenti - che abitano nelle periferie urbane e utilizzano quotidianamente il mezzo di trasporto più sostenibile: da qui, l'allarme degli ambientalisti contro l'aumento del traffico privato e dell'inquinamento.
Per ora, i tagli non compaiono nel nuovo orario ferroviario in vigore dal 13 dicembre. E le stesse Regioni, responsabili dei contratti di servizio, non sanno al momento quali collegamenti sopprimere o di quanto aumentare i biglietti. Nel silenzio generale, il ministro dei Trasporti Altero Matteoli è riuscito a ottenere anche in questa Finanziaria 400 milioni di euro per l'autotrasporto e altri 1.200 milioni per nuove strade e autostrade, tra i fondi della cosiddetta Legge Obiettivo e quelli per l'Expo di Milano. In mancanza di interventi efficaci, è un disastro ferroviario annunciato quello che - secondo Legambiente - si prepara per il nuovo anno. Dice il presidente Cogliati Dezza: "Occorre impedire una prospettiva di abbandono del trasporto ferroviario, vivendo in città sempre più inquinate, con il trasporto su gomma responsabile di oltre il 20% delle emissioni di CO2 sul nostro territorio e una tendenza in costante crescita".
All'origine di questa situazione, ci sono le manovre economiche adottate dal governo a luglio e a dicembre. In pratica, risultano cancellati i trasferimenti alle Regioni per il fondo del servizio ferroviario locale pari a 1.215 milioni di euro. La beffa è che, per placare le proteste degli assessori regionali, sono stati individuati 425 milioni di euro che però corrispondono alle risorse già stanziate l'anno scorso per l'acquisto di treni pendolari e mai impegnate: ora verranno utilizzati dalle Regioni per "salvare" la circolazione di quelli esistenti. Ma il rischio ulteriore per i pendolari è che gli stanziamenti previsti da Trenitalia per l'acquisto di nuovi treni e l'ammodernamento delle carrozze, legati ai contratti di servizio con le Regioni si possano bloccare per mancanza di risorse.
È proprio nei confronti delle amministrazioni regionali, perciò, che Legambiente lancia un appello alla responsabilità, contestando "l'inadeguata reazione che hanno opposto a un taglio che non ha paragoni rispetto ad altre voci di spesa statale". Al momento, le Regioni più sensibili alle esigenze dei pendolari sono state l'Emilia Romagna, la Toscana e la Lombardia, che hanno approvato assestamenti di bilancio per limitare il taglio dei treni nell'ordine del 5-10% a fronte di un aumento delle tariffe tra il 10 e il 20%. Nella maggior parte delle altre si teme un rincaro dei biglietti fino al 30%.
Da Roma alla periferia, la tendenza generale continua a essere quella di privilegiare la strada a danno della rotaia. E la questione appare tanto più delicata, alla vigilia della liberalizzazione del servizio ferroviario previsto dalle Direttive europee. È in gioco la stessa sopravvivenza del servizio ferroviario universale nel nostro Paese: quello cioè che assicura i collegamenti con centri urbani e direttrici fondamentali a minor traffico, come l'asse adriatico e quello tirrenico, o i collegamenti trasversali da un versante all'altro della Penisola. "Sono città e cittadini che proprio nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia - conclude il Rapporto di Legambiente - rischiano di ritrovarsi meno collegati e più lontani rispetto al resto del Paese".
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L'Italia è un regime democratico (!!??!!) fondato sulla corruzione.
Sto ascoltando Sky TG 24, nel quale si raccontano un po' di retroscena.
Al di là del credo politico di ognuno, mi pare evidente che questa volta, più che mai, i parlamentari hanno perseguiti loro specifici interessi e in nulla hanno rappresentato il Paese.
Inciso: Black Bloc teppaglia bastarda. Manifestare sì, ma MAI VIOLENZA.
Sto ascoltando Sky TG 24, nel quale si raccontano un po' di retroscena.
Al di là del credo politico di ognuno, mi pare evidente che questa volta, più che mai, i parlamentari hanno perseguiti loro specifici interessi e in nulla hanno rappresentato il Paese.
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Tuf, personalmente io credo che se anche fosse caduto sarebbe cambiato pressochè nulla. Avrebbe avuto forse un reincarico, ma poi?Tufkad ha scritto:L'Italia è un regime democratico (!!??!!) fondato sulla corruzione.
Sto ascoltando Sky TG 24, nel quale si raccontano un po' di retroscena.
Al di là del credo politico di ognuno, mi pare evidente che questa volta, più che mai, i parlamentari hanno perseguiti loro specifici interessi e in nulla hanno rappresentato il Paese.
Inciso: Black Bloc teppaglia bastarda. Manifestare sì, ma MAI VIOLENZA.
cioè, a parte la Lega che persegue gli interessi di chi li vota, ma c'è qualcuno che si possa votare, da una parte e dall'altra, specie al Sud?
Mi verrebbe in mente Vendola, dalla mia parte. Ma, ammesso che sia clean come mi appare, Vendola da solo può fare qualcosa? la risposta è no.
Quanto agli scontri, io credo che purtroppo sia solo l'inizio.
Ma a breve non cade nulla,neanche era quotato.Cadrà molto più avanti.
Il progetto fli è un non-progetto.Era scritto nel cielo a caratteri fiammeggianti placcati d'oro e tempestati di pietre che qualcuno dei filini(
) ci avrebbe ripensato per evitare l'alto rischio di rimanere a spasso in caso di disastro elettorale...il flop che farà fini non dico che sarà come quello di storace ma la doppia cifra se la sogna...per una campagna elettorale servono soldi,sedi,militanti,tv,giornali...lui non ha tutte queste risorse.Poi ho visto i nomi di quelli che lo hanno seguito e sono vampiri-voltagabbana come pochi,altro che fedelissimi;ai primi segnali negativi abbandoneranno la nave già in campagna elettorale o nella migliore delle ipotesi in caso di fallimento dichiarato post-elettorale.Senza contare che berlusconi invierà scajola,verdini e i suoi a prendersi qualche dirigente del fli.Insomma,si ripeterà uno storace2,il dna dei soggetti è quello,il film è un film già visto.
Il terzo polo(come se fosse gente nuova) non regge,rutelli,casini(se ne farà parte) e quell'altro sono primedonne che si accapiglieranno per la leadership.Giusto l'entrata in scena di un montezemolo può salvarli.
Il progetto fli è un non-progetto.Era scritto nel cielo a caratteri fiammeggianti placcati d'oro e tempestati di pietre che qualcuno dei filini(
Il terzo polo(come se fosse gente nuova) non regge,rutelli,casini(se ne farà parte) e quell'altro sono primedonne che si accapiglieranno per la leadership.Giusto l'entrata in scena di un montezemolo può salvarli.
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condivido tutto meno che il pezzo in grassetto.lucaDM82 ha scritto:Ma a breve non cade nulla,neanche era quotato.Cadrà molto più avanti.
Il progetto fli è un non-progetto.Era scritto nel cielo a caratteri fiammeggianti placcati d'oro e tempestati di pietre che qualcuno dei filini() ci avrebbe ripensato per evitare l'alto rischio di rimanere a spasso in caso di disastro elettorale...il flop che farà fini non dico che sarà come quello di storace ma la doppia cifra se la sogna...per una campagna elettorale servono soldi,sedi,militanti,tv,giornali...lui non ha tutte queste risorse.Poi ho visto i nomi di quelli che lo hanno seguito e sono vampiri-voltagabbana come pochi,altro che fedelissimi;ai primi segnali negativi abbandoneranno la nave già in campagna elettorale o nella migliore delle ipotesi in caso di fallimento dichiarato post-elettorale.Senza contare che berlusconi invierà scajola,verdini e i suoi a prendersi qualche dirigente del fli.Insomma,si ripeterà uno storace2,il dna dei soggetti è quello,il film è un film già visto.
Il terzo polo(come se fosse gente nuova) non regge,rutelli,casini(se ne farà parte) e quell'altro sono primedonne che si accapiglieranno per la leadership.Giusto l'entrata in scena di un montezemolo può salvarli.
Montezemolo non basterà
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