Record Store (old) Day (s)
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Record Store (old) Day (s)
Oggi, durante il lungo viaggio verso la dimora materna, ci siamo sollazzati con lo speciale di Radio Capital dedicato al Record Store Day. Tra un brano e l'altro, i due conduttori si lasciavano andare a dolci ricordi di gioventù, coinvolgendo nel loro amarcord anche ascoltatori e proprietari di negozi di dischi che intervenivano nel programma tramite telefonate, social ecc.
Ho rivissuto un pezzo di vita che mi manca molto. Una vera formazione, non solo musicale. Mi dispiace che le generazioni successive alla mia non abbiano avuto la stessa opportunità di frequentare assiduamente questi "rifugi". Credo che si siano persi qualcosa, che va oltre la sostanza del vinile.
Stasera, poi, ho trovato questo
http://www.slicingupeyeballs.com/2014/0 ... rd-stores/
E voi? Che ne pensate?
Ho rivissuto un pezzo di vita che mi manca molto. Una vera formazione, non solo musicale. Mi dispiace che le generazioni successive alla mia non abbiano avuto la stessa opportunità di frequentare assiduamente questi "rifugi". Credo che si siano persi qualcosa, che va oltre la sostanza del vinile.
Stasera, poi, ho trovato questo
http://www.slicingupeyeballs.com/2014/0 ... rd-stores/
E voi? Che ne pensate?
- NeverLetMeDownAgain
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Io cosa ne penso??
Che è una vera disdetta che le future generazioni non possano/potranno apprezzare quello che abbiamo vissuto noi, e non solo per quanto riguarda i dischi, vinili in primis, i CD dureranno ancora un po', ma ormai anche i negozi specializzati stanno scomparnendo ahimé
Io ci perdevo dei pomeriggi nei negozi di Musica, vinili prima e CD poi, e tuttora ancora quando/quanto possibile, sopratutto all'estero.
Purtroppo si sta andando sempre più verso la Musica cosiddetta "liquida"...
Vogliamo mettere con ->

Vabbé, io mi GODO la mia Collezione.
Che è una vera disdetta che le future generazioni non possano/potranno apprezzare quello che abbiamo vissuto noi, e non solo per quanto riguarda i dischi, vinili in primis, i CD dureranno ancora un po', ma ormai anche i negozi specializzati stanno scomparnendo ahimé
Io ci perdevo dei pomeriggi nei negozi di Musica, vinili prima e CD poi, e tuttora ancora quando/quanto possibile, sopratutto all'estero.
Purtroppo si sta andando sempre più verso la Musica cosiddetta "liquida"...
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- Miss Kaleid
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La cosa più triste è che ormai anche a Londra i negozi più forniti stanno chiudendo uno dietro l'altro. Il Record Exchange a Camden, e quello più grosso a Notting Hill Gate con solo dischi dance sono passati a miglior vita, quest'ultimo inglobato e rimpicciolito di conseguenza al piano superiore del negozio "fratello" a due passi.
HMV Piccadilly Circus e Oxford St. chiusi (come tutto il resto della catena d'altronde), rimangono, per fortuna i 2 Rough Trade, l'ottimo Phonica Records a Poland St. e i vari negozi a Berwick St. e nel Soho.
HMV Piccadilly Circus e Oxford St. chiusi (come tutto il resto della catena d'altronde), rimangono, per fortuna i 2 Rough Trade, l'ottimo Phonica Records a Poland St. e i vari negozi a Berwick St. e nel Soho.
- the_love_thief
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Una delle cose che avrei tanto voluto "fare da grande" sarebbe proprio stata quella di avere un negozio di dischi (come si chiamavano allora...ora forse non ha neanche tanto senso chiamarli così..).
Poi quando sono arrivato all'età +/- giusta tutti i negozi di dischi tranne uno della città dove vivevo (Vercelli) avevano chiuso e i download sul web stavano iniziando a diffondersi. Pochi anni dopo anche l'ultimo negozio di dischi sopravvissuto chiuse, io avevo ormai recepito il messaggio e abbandonato l'idea di avere un negozio di dischi.
Negli ultimi anni anche a Novara hanno chiuso quasi tutti i negozi di dischi, c'è solo quello storico che resiste credo + per passione che per altro ma penso che una volta che il tipo mollerà non ci sarà nessuno pronto a rilevarlo (anche se a volte mi vengono delle pazze idee che cerco di soffocare velocemente per il mio bene).
Detto ciò mi mancano molto quei negozietti dove passavo le ore a far passare tra le dita le copertine dei vinili negli scaffali, inoltre, almeno dalle mie parti, la maggior parte dei negozi di dischi vendevano anche strumenti musicali (con magari una piccola sala prove sul retro) ed il proprietario a sua volta suonava qualcosa...quindi diventavano anche dei punti di incontro e di discussione tra musicisti locali e amanti di musica in genere.....si, mi mancano proprio tanto, mi manca anche quell'odore che c'era solo lì.
Chi ama la musica e non ha potuto viverli sicuramente si è perso qualcosa.....
Poi quando sono arrivato all'età +/- giusta tutti i negozi di dischi tranne uno della città dove vivevo (Vercelli) avevano chiuso e i download sul web stavano iniziando a diffondersi. Pochi anni dopo anche l'ultimo negozio di dischi sopravvissuto chiuse, io avevo ormai recepito il messaggio e abbandonato l'idea di avere un negozio di dischi.
Negli ultimi anni anche a Novara hanno chiuso quasi tutti i negozi di dischi, c'è solo quello storico che resiste credo + per passione che per altro ma penso che una volta che il tipo mollerà non ci sarà nessuno pronto a rilevarlo (anche se a volte mi vengono delle pazze idee che cerco di soffocare velocemente per il mio bene).
Detto ciò mi mancano molto quei negozietti dove passavo le ore a far passare tra le dita le copertine dei vinili negli scaffali, inoltre, almeno dalle mie parti, la maggior parte dei negozi di dischi vendevano anche strumenti musicali (con magari una piccola sala prove sul retro) ed il proprietario a sua volta suonava qualcosa...quindi diventavano anche dei punti di incontro e di discussione tra musicisti locali e amanti di musica in genere.....si, mi mancano proprio tanto, mi manca anche quell'odore che c'era solo lì.
Chi ama la musica e non ha potuto viverli sicuramente si è perso qualcosa.....
era anche il mio di sogno, e sono stato molto vicino al realizzarlo: a diciotto anni, mentre facevo l'ultimo anno di liceo, i proprietari del negozio di fiducia dove andavo almeno una volta a settimana da quando avevo 11 anni mi chiesero se volevo dargli una mano nei weekends, ininziai a lavorare per loro e divenni commesso a tempo pieno dopo la maturità, dal 1988 al 1993. ero già un appassionato di musica, compravo tutte le settimane nme e musical express e mensilmente record collector e goldmine, oltre a riviste italiane come mucchio selvaggio e ciao2001, per tenermi informato. per lavorare in un negozio di dischi era di norma necessario avere un ottimo background musicale, perchè l'accesso alle informazioni era molto limitato ed i clienti si rivolgevano a noi per suggerimenti, consigli e aggiornamenti su tutto quanto accadeva nel panorama musicale. in un certo senso il nostro lavoro era anche quello di educatori, negli anni in cui ho lavorato lì ho aiutato molti giovani ad espandere ed approfondire le loro conoscenze musicali, cercando di indirizzarli su artisti che soddisfacessero a pieno i loro gusti musicali. se invece capitava di trovarsi di fronte un altro appassionato di musica bisognava tenergli testa e non farsi mai trovare impreparati, perchè giustamente un appassionato vuole confrontarsi con persone che di musica ne sappiano altrettanto o più di lui, nel qual caso diventa un cliente affezionato. mi piaceva moltissimo come lavoro, sopratutto il rapporto col pubblico, però quando dovetti decidere se quello era ciò che volevo fare per il resto della mia vita mi scontrai con la dura realtà. i margini di profitto sui dischi erano veramente ridotti (solo il 30% del prezzo di vendita), e prima ancora di internet furono i supermercati e le catene di negozi di elettronica a dare un duro colpo al settore, quando iniziarono a vendere musicassette, cd e videocassette. tenevano solo i titoli di punta è vero, ma sono proprio quelli che ci facevano stare a galla e ci permettevano di comprare dischi di artisti sconosciuti in italia e di cercare di venderli ai nostri clienti. periodicamente andavo anche a londra alle più importanti fiere per collezionisti, per trovare dischi per i miei clienti oltre che per la mia collezione personale. le case discografiche praticano sconti crescenti in base alle quantità ordinate, e nonostante il gruppo per il quale lavoravo avesse 4 negozi di dischi a firenze i prezzi che supermercati e catene di elettronica riuscivano a fare per il pubblico erano addirittura inferiori a quanto noi pagavamo alle case discografiche. quindi per noi per esempio i dischi di sanremo o le videocassette della disney, che vendevamo a vagonate, divennero da un giorno all'altro una rimessa. nel frattempo i miei genitori premevano perchè lasciassi quel lavoro ed entrassi nell'azienda di famiglia, cosa che ho poi fatto nel 1993 anche per problemi di salute di mio padre. però alla fine non rimpiango la scelta visto che comunque la passione per la musica ho continuato a coltivarla ed ho migliaia di dischi a casa, e il lavoro che faccio va bene mentre il negozio dove lavoravo ha chiuso da più di dieci anni, col colpo di grazia dato da internet. mi mancano le chiaccherate coi clienti collezionisti ed i viaggi alla ricerca di dischi, però in fondo la mia passione è rimasta immutata anche se ha cambiato forma. mi cadono però le braccia quando vado in un mediaworld e vedo nel reparto musica ragazzi che di musica non sanno assolutamente nulla...echoes ha scritto:Una delle cose che avrei tanto voluto "fare da grande" sarebbe proprio stata quella di avere un negozio di dischi
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Credo che aprire un negozio di dischi fosse davvero il sogno di ognuno di noi. Quando iniziai a seguire la musica seriamente, che poi in realtà coincide con quando ho iniziato a seguire i DM, qui nella mia piccola cittadina c'erano due negozi di dischi. All'epoca mi sembravano abbastanza forniti, entrambi... fu lì che comprai il mio primo disco (con i miei soldi)... Songs of faith and devotion. Era appena uscita Dream on, ma il singolo non mi interessava (ma lo aveva), in compenso dei DM aveva i due Sofad, e qualche vinile, che non presi. Nel giro due settimane presi entrambi i Sofad, e più o meno da lì iniziai a muovere i primi passi, dopo i vaghi accenni precedenti. Nell'altro negozio, un buco, dovetti letteralmente combattere con la commessa... aveva una sola copia di Exciter, e non me la voleva daredapaladi ha scritto:era anche il mio di sogno, e sono stato molto vicino al realizzarlo: a diciotto anni, mentre facevo l'ultimo anno di liceo, i proprietari del negozio di fiducia dove andavo almeno una volta a settimana da quando avevo 11 anni mi chiesero se volevo dargli una mano nei weekends, ininziai a lavorare per loro e divenni commesso a tempo pieno dopo la maturità, dal 1988 al 1993. ero già un appassionato di musica, compravo tutte le settimane nme e musical express e mensilmente record collector e goldmine, oltre a riviste italiane come mucchio selvaggio e ciao2001, per tenermi informato. per lavorare in un negozio di dischi era di norma necessario avere un ottimo background musicale, perchè l'accesso alle informazioni era molto limitato ed i clienti si rivolgevano a noi per suggerimenti, consigli e aggiornamenti su tutto quanto accadeva nel panorama musicale. in un certo senso il nostro lavoro era anche quello di educatori, negli anni in cui ho lavorato lì ho aiutato molti giovani ad espandere ed approfondire le loro conoscenze musicali, cercando di indirizzarli su artisti che soddisfacessero a pieno i loro gusti musicali. se invece capitava di trovarsi di fronte un altro appassionato di musica bisognava tenergli testa e non farsi mai trovare impreparati, perchè giustamente un appassionato vuole confrontarsi con persone che di musica ne sappiano altrettanto o più di lui, nel qual caso diventa un cliente affezionato. mi piaceva moltissimo come lavoro, sopratutto il rapporto col pubblico, però quando dovetti decidere se quello era ciò che volevo fare per il resto della mia vita mi scontrai con la dura realtà. i margini di profitto sui dischi erano veramente ridotti (solo il 30% del prezzo di vendita), e prima ancora di internet furono i supermercati e le catene di negozi di elettronica a dare un duro colpo al settore, quando iniziarono a vendere musicassette, cd e videocassette. tenevano solo i titoli di punta è vero, ma sono proprio quelli che ci facevano stare a galla e ci permettevano di comprare dischi di artisti sconosciuti in italia e di cercare di venderli ai nostri clienti. periodicamente andavo anche a londra alle più importanti fiere per collezionisti, per trovare dischi per i miei clienti oltre che per la mia collezione personale. le case discografiche praticano sconti crescenti in base alle quantità ordinate, e nonostante il gruppo per il quale lavoravo avesse 4 negozi di dischi a firenze i prezzi che supermercati e catene di elettronica riuscivano a fare per il pubblico erano addirittura inferiori a quanto noi pagavamo alle case discografiche. quindi per noi per esempio i dischi di sanremo o le videocassette della disney, che vendevamo a vagonate, divennero da un giorno all'altro una rimessa. nel frattempo i miei genitori premevano perchè lasciassi quel lavoro ed entrassi nell'azienda di famiglia, cosa che ho poi fatto nel 1993 anche per problemi di salute di mio padre. però alla fine non rimpiango la scelta visto che comunque la passione per la musica ho continuato a coltivarla ed ho migliaia di dischi a casa, e il lavoro che faccio va bene mentre il negozio dove lavoravo ha chiuso da più di dieci anni, col colpo di grazia dato da internet. mi mancano le chiaccherate coi clienti collezionisti ed i viaggi alla ricerca di dischi, però in fondo la mia passione è rimasta immutata anche se ha cambiato forma. mi cadono però le braccia quando vado in un mediaworld e vedo nel reparto musica ragazzi che di musica non sanno assolutamente nulla...
Quando posso cerco sempre di arrivare in negozio per questi genere di acquisti, per la bellezza dei dialoghi con sconosciuti e per le scoperte che si possono fare... ma è anche innegabile la comodità che si ha ad acquistare oggi da casa, specie ora che non ho più tempo come una volta di andare in giro curiosando per la città.

