mmm...però...un idea me l'hai fatta venire..chissà come suonano tutti e 3 assiemeFreestate ha scritto:hey Ultra!!! Che hai un mulitplayer? A me più di un cd a botta nel lettore non c'entra!!!![]()
Il disco che gira nel tuo lettore....
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
Per me è semplicemente un disco preziosoFreestate ha scritto:quello di dougan me lo stavo per prendere.. com'è?
mi piace come tratta i rmx.
Rob Dougan - Furious Angels
Tamara Salidu
Rob Dougan è un nome sicuramente sconosciuto ai più, in realtà ben noto fra gli esperti. Per le sue ottime doti di remixer, Dougan ha infatti collaborato con gli U2, Moby e i Pet Shop Boys; ha remixato la Kylie Minogue dei primi tempi, quella che duettava con Nick Cave, tanto per intenderci, e ha messo mano anche ad un celebre pezzo di Sting, "I was brought to my senses", dandogli una veste completamente nuova che in realtà l'artista non ha particolarmente gradito. Ora, finalmente, esce con un disco in proprio. Pronto al riconoscimento, insomma.
Rob Dougan è un genio e un perfezionista: la sua voglia di stupire in "Furious Angels" è evidente. Produrre qualcosa di nuovo, scuotere gli animi adagiati in sonorità ben note, in una sorta di "just seen" musicale in cui non si vede nulla di nuovo e va bene così. Dougan vuole proporre un pop diverso, che è un po' classico, un po' rock, un po' elettronica; insomma il gusto di fondere diverse sonorità per arrivare a qualcosa di elaborato, complicato, superbo.
Tre tracce, "Will you follow me?", "Speed me towards death", e "One and the same" usano l'orchestra e un coro di 122 elementi! I primi due singoli estratti dall'album "Clubbed to death" e "Furious Angels" traggono ispirazione dalla musica dell'era romantica, fusa con ritmi forti e hip hop, e sono due pezzi strepitosi. "Clubbed to death" in particolar modo è un pezzo amatissimo, utilizzato in molte pubblicità, sigle tv e nella ormai cult colonna sonora del film "The Matrix".
Ad un primo ascolto si rimane frastornati da questo lavoro, poliedrico e complesso com'è, ma basta fermarsi un attimo e la musica, l'armonia iniziano a farsi strada, a rimbombare, a risuonare e a dare quindi un senso a tutte quelle vibrazioni. L'album è denso, sorprendente, come il pezzo "Drinking Song", dove all'improvviso appare un walzer e la cosa non disturba affatto, anzi.
Rob Dougan ci ha messo sei anni a far nascere questo lavoro. Voleva che fosse come diceva lui, qualcosa di diverso, che non si uniformasse alla mischia. Ed era scontato che dovesse andare così visto che Bob ha fatto dell'eclettismo il suo marchio: intellettuale, autore, artista, romantico e attore.
Profondo e sensibile, Dougan ha evitato qualsiasi compromesso. Per il secondo singolo, "Furious Angels", la Mo Wax gli aveva chiesto di rispettare il budget e un'orchestra di 60 elementi non l'avrebbe certo permesso. Ecco allora la svolta: Rob accetta la sfida, si rimbocca le maniche e l'orchestra se la paga di tasca sua. Mai imporre limiti a un artista.
Il disco è di ottima qualità in ogni suo aspetto. Anche la veste grafica è d'eccezione, curata com'è da Mert Alas e Marcus Piggott e dai designers d'avanguardia Blue Source. L'intento era creare una connessione con il contenuto, ma anche di dargli una certa indipendenza. Che altro ci si poteva aspettare da un artista indipendente capace di aspettare tranquillamente il suo turno?
best reviews
- saturnz70
- Monument

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Continua a tornare nel mio lettore CD ogni tanto ed io continuo ad apprezzarlo ogni volta di piu'... ma come fa qualcuno a dire che e' una mezza cagata... boh... non c'e' nulla di piu' soggettivo come le emozioni a questo mondo... soprattutto se sono legate alla Musica!
Ultima modifica di saturnz70 il ven ago 06, 2004 10:49 am, modificato 1 volta in totale.















