Come mai i Tears for Fears...
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
<iframe width="400" height="225" src="https://www.youtube.com/embed/5dS4-fICYSs" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture"></iframe>
e son tre. Finora non è che l'entusiasmo sia a mille eh...
best tearsforperhaps
e son tre. Finora non è che l'entusiasmo sia a mille eh...
best tearsforperhaps

Il discorso è sempre lo stesso.
Quando i cigni iniziano a cantare (e a suonare) difficilmente lo fanno con etimologica felicità, anche se la popolare credenza del detto vorrebbe dimostrare il contrario.
Classe a iosa, eleganza endogena ma soprattutto tanto dolore riversato con una disillusione sconcertante, che per carità riconosco tutta.
Orzabal al capezzale della compagna le dedica "Please be happy" nel più classico e struggente degli addii e basterebbe questo passo per esprimere il pesantissimo carico intimista di un disco atteso diciassette anni ma che adesso, alla luce del suo travagliato parto, ammette di non essere quel disco che gli adoratori di "Shout" aspettavano con trepidazione e, come al solito, in nome del marchio e dell'inevitabile musically correct dobbiamo rispettarli e dargli ragione, ai Tears for Fears.
Tra l'apertura folk e qualche furbata alla "My Demons" o alla "End of Night" facciamo piacevolmente finta di essere completamente contenti accartocciando la nostalgia, facendone una palla da prendere a calci e spingere oltre la finestra del rimpianto e del gusto (che fu).
Per introspettivi sfegatati, comunque.
best trippingpoints
- maxbottax
- Ultra member

- Messaggi: 663
- Iscritto il: mar feb 21, 2006 9:22 am
- Località: SAN REMO
- Contatta:
Ho messo foto presa alla veloce al primo ascolto ed una recensione per i siti nei quali scrivo a Sanremo.... Fra le righe il mio parere:

Quando un duo come i TFF che ha scritto delle pagine importanti della musica pop, torna a pubblicare un lavoro di inediti dopo tanto tempo, 18 anni per l'esattezza, c'è sempre la legittima preoccupazione di sentire canzoni non all'altezza della gloriosa storia: ricordiamoci due dei loro album "Songs from the big chair" & "Sowing the seeds of love" dove difficile è trovarne una scarsa. Il nuovo LP conferma ed attualizza le grandi doti compositive di Orzabal/Smith, che optano per una produzione sincera e lineare su canzoni che non strizzano l'occhio all'easy listening radiofonico, ma che dopo anni di sofferenze personali tracciano nelle liriche e nei suoni, brani intricati ed oscuri che producono un pop raffinato che spazia dal folk-rock, al synth.pop all'art.rock... Chitarre acustiche e fisarmoniche si fondono con sintetizzatori e drum machine con estrema naturalezza dando a questo "The Tipping point" un'amalgama new-wave che suona moderna e familiare al tempo stesso. La produzione affidata Charlton Pettus ed agli stessi Tears for Fears denota la tranquillità nelle scelte musicali senza ricercare inutili featuring con l'artista del momento, ma trovando in Carina Round, che ha sostituito Oleta Adams ("Woman in Chains"), una validissima background vocalist e non solo.
Un album pertanto godibilissimo, che non richiede fra un lato e l'altro doversi alzare per skippare questo o quel brano riempitivo, ma che si lascia ascoltare come spesso non accade per i suoi 42 minuti complessivi. Certa stampa l'ha definito il miglior di questi due mesi del 2022 ed addirittura "capolavoro",sgombrati i dubbi da marketing commerciale, i TFF all'interno del loro nuovo lavoro che li porterà in tour (covid-19 permettendo), non hanno scritto canzoni che muteranno la classifica del loro "Greatest hits", ma al tempo stesso hanno confezionato un ottimo album, di gran classe e di 'sti tempi è veramente tanta roba.

Quando un duo come i TFF che ha scritto delle pagine importanti della musica pop, torna a pubblicare un lavoro di inediti dopo tanto tempo, 18 anni per l'esattezza, c'è sempre la legittima preoccupazione di sentire canzoni non all'altezza della gloriosa storia: ricordiamoci due dei loro album "Songs from the big chair" & "Sowing the seeds of love" dove difficile è trovarne una scarsa. Il nuovo LP conferma ed attualizza le grandi doti compositive di Orzabal/Smith, che optano per una produzione sincera e lineare su canzoni che non strizzano l'occhio all'easy listening radiofonico, ma che dopo anni di sofferenze personali tracciano nelle liriche e nei suoni, brani intricati ed oscuri che producono un pop raffinato che spazia dal folk-rock, al synth.pop all'art.rock... Chitarre acustiche e fisarmoniche si fondono con sintetizzatori e drum machine con estrema naturalezza dando a questo "The Tipping point" un'amalgama new-wave che suona moderna e familiare al tempo stesso. La produzione affidata Charlton Pettus ed agli stessi Tears for Fears denota la tranquillità nelle scelte musicali senza ricercare inutili featuring con l'artista del momento, ma trovando in Carina Round, che ha sostituito Oleta Adams ("Woman in Chains"), una validissima background vocalist e non solo.
Un album pertanto godibilissimo, che non richiede fra un lato e l'altro doversi alzare per skippare questo o quel brano riempitivo, ma che si lascia ascoltare come spesso non accade per i suoi 42 minuti complessivi. Certa stampa l'ha definito il miglior di questi due mesi del 2022 ed addirittura "capolavoro",sgombrati i dubbi da marketing commerciale, i TFF all'interno del loro nuovo lavoro che li porterà in tour (covid-19 permettendo), non hanno scritto canzoni che muteranno la classifica del loro "Greatest hits", ma al tempo stesso hanno confezionato un ottimo album, di gran classe e di 'sti tempi è veramente tanta roba.
- Depeche Boy
- Ultra member

- Messaggi: 920
- Iscritto il: lun nov 01, 2010 1:42 pm
Avrei gradito che il sound di questo disco fosse più elettronico, come ci avevano fatto pregustare con l'EP del 2014 che hanno poi ripudiato. Ad ogni modo è un gioiellino pop. Lo trovo molto easy listening. Molto leggero e non è un difetto in questo caso.
Unico neo è la riproposizione di Stay che avrei tenuto fuori in quanto già edita in precedenza, l'avrei sostituita con un altro brano inedito, magari la scartata Up Above the World benché non si sappia come sia oppure la bellissima Let It All Evolve che è stata ingiustamente relegata a bonus track e avrei messo come traccia di apertura la title track e come traccia di chiusura magari End of the Night.
Unico neo è la riproposizione di Stay che avrei tenuto fuori in quanto già edita in precedenza, l'avrei sostituita con un altro brano inedito, magari la scartata Up Above the World benché non si sappia come sia oppure la bellissima Let It All Evolve che è stata ingiustamente relegata a bonus track e avrei messo come traccia di apertura la title track e come traccia di chiusura magari End of the Night.
- Lettera 22
- Ghost Of Modern Times

- Messaggi: 12168
- Iscritto il: sab ago 24, 2002 10:57 am
- Località: ...in questo angolo di mondo strano
- Contatta:
Il nuovo TFF l'ho ascoltato parecchie volte perchè ho scritto al recensione per Ondarock, ma sinceramente tutto questo entusiasmo, addirittura in rete nelle recensioni si gridava al capolavoro......., io non l'ho avuto.
disco onesto da 6, a voler essere larghi perchè cmq gli si vuole bene a Gandalf e al Duca, altrimenti era anche un 5/5.5
sto ascoltando questi giorni anche il nuovo soft cell (anche qui per futura recensione), e boh, anche qui nonostante critiche positivissime, non ho sentito finora nulla di particolare.....
e pure il progetto XPropaganda, con le ragazze e il mitico Lipson, si carino il singolo, però carinino e stop.....
disco onesto da 6, a voler essere larghi perchè cmq gli si vuole bene a Gandalf e al Duca, altrimenti era anche un 5/5.5
sto ascoltando questi giorni anche il nuovo soft cell (anche qui per futura recensione), e boh, anche qui nonostante critiche positivissime, non ho sentito finora nulla di particolare.....
e pure il progetto XPropaganda, con le ragazze e il mitico Lipson, si carino il singolo, però carinino e stop.....
- Lettera 22
- Ghost Of Modern Times

- Messaggi: 12168
- Iscritto il: sab ago 24, 2002 10:57 am
- Località: ...in questo angolo di mondo strano
- Contatta:
- Lettera 22
- Ghost Of Modern Times

- Messaggi: 12168
- Iscritto il: sab ago 24, 2002 10:57 am
- Località: ...in questo angolo di mondo strano
- Contatta:
- Lettera 22
- Ghost Of Modern Times

- Messaggi: 12168
- Iscritto il: sab ago 24, 2002 10:57 am
- Località: ...in questo angolo di mondo strano
- Contatta:
Ma tu pensa...
Lettera TwentyTwo is back!
Ma ciao a te!
D'accordo su tutta la linea anche se sulla Brucken&C aspetterei giusto un attimo il 22 maggio (salvo, ehm, anticipazioni), le premesse (Beauty is Truth compresa) non mi sembrano così modeste, certo a quei livelli ci si aspetta di più. E poi lo storico albo a otto tracce è di per se foriero di antiche qualità
best xreturns
Lettera TwentyTwo is back!
Ma ciao a te!
D'accordo su tutta la linea anche se sulla Brucken&C aspetterei giusto un attimo il 22 maggio (salvo, ehm, anticipazioni), le premesse (Beauty is Truth compresa) non mi sembrano così modeste, certo a quei livelli ci si aspetta di più. E poi lo storico albo a otto tracce è di per se foriero di antiche qualità
best xreturns
- saturnz70
- Monument

- Messaggi: 8418
- Iscritto il: dom lug 28, 2002 7:11 am
- Località: Le "HighLands" lodigiane

Prima di esprimere un parere compiuto, ho fatto decantare un bel po' il disco, giacchè, ad una prima impressione, mi ha proprio esaltato, ma, spesso, quando mi succede così, prendo delle cantonate.
Di primo acchito stavo gridando al capolavoro, anche solo perchè, dopo ben 17 anni dal loro ultimo lavoro, Everybody loves A Happy Ending, sono finalmente riusciti a concretizzare i loro sforzi.
Da quello che ci hanno raccontato, infatti, erano diversi anni che i Nostri stavano cercando di mettere insieme una collezione di pezzi per pubblicare un album.
Problemi personali, problemi con case discografiche, management, e gli immancabili problemi artistici e di rapporti tra loro, hanno reso il processo un vero calvario.
A mio parere, alla fine, ne è comunque valsa la pena, perchè il risultato finale è notevole.
Roland e Curt avevano inizialmente lavorato con alcuni produttori consigliati dalla casa discografica, che li stavano portando su una strada più moderna e commerciale, alla ricerca della hit, che tanto piace al mercato.
Dopo alcuni anni girando a vuoto però, si sono accorti che quella strada non li portava da nessuna parte, e non si sentivano in sintonia con quello che avevano prodotto sino ad allora.
La leggenda narra che, un bel giorno, si sono ritrovati solo loro due, a tu per tu, con le chitarre acustiche, buttando giù quello che poi è diventato il brano di apertura dell'album: No Small Thing.
Da lì è stata la svolta, il "tipping point" appunto, che ha dato finalmente una direzione al progetto, che è stato poi ultimato, richiamando i loro collaboratori più fidati, rifacendo quasi tutte le canzoni prodotte fino a quel punto, scartandone altre, ed aggiungendone di nuove.
A mio parere questo si sente nel disco. Si sente molto l'onestà e la semplicità, l'urgenza di comunicare, la vena ritrovata di due grandi Artisti e Musicisti, con le iniziali maiuscole.
La qualità dei pezzi è molto alta, e abbastanza costante per tutte le 10 tracce.
Per me i picchi sono: il singolo di lancio, dal nome omonimo, la traccia di apertura (la già citata No Small Thing), Rivers of Mercy e la piccola gemma pop radiofonica Break the Man.
Alla fine, proprio quando non cercavano più di creare una hit, ne hanno trovate diverse.
Rispetto al precedente disco, complessivamente bello, ma forse troppo pretenziosamente ancorato ad un pop forzatamente beatlesiano, hanno recuperato anche freschezza ed identità.
La produzione incorpora strumentazione elettronica ed acustica con un certo gusto ed ottimale bilanciamento.
Qua e là si scorgono autocitazioni, che però non sconfinano mai nell'autoplagio.
Insomma, The Tipping Point non sarà un caplavoro, non arriverà ai livelli del trittico inziale Hurting/Chair/Seeds, ma di certo non stona nella loro discografia, aggiungendo un ulteriore pietra preziosa ad una collana che conta solo 7 allbum in oltre 40 anni di attività, per un gruppo che non è mai stato banale, soprattutto nei testi, centellinando le produzioni nell'arco della loro carriera, mai rincorrendo le classifiche ad ogni costo, ma facendo della loro libertà espressiva una bandiera.
Perchè, soprattutto in questi tempi bui, "freedom is no small thing",..
- Lettera 22
- Ghost Of Modern Times

- Messaggi: 12168
- Iscritto il: sab ago 24, 2002 10:57 am
- Località: ...in questo angolo di mondo strano
- Contatta:
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/_0ebeVF6UMQ" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share"></iframe>
questo per me è un pezzone che anche se proviene dal solo Gandalf, lo trovo superiore a qualsiasi cosa abbiano fatto dopo la reunion del 2004
questo per me è un pezzone che anche se proviene dal solo Gandalf, lo trovo superiore a qualsiasi cosa abbiano fatto dopo la reunion del 2004
- Alessandro The Revelator
- Angel

- Messaggi: 5651
- Iscritto il: ven ott 14, 2005 9:16 pm
- Località: deep space
Gran bel brano e sono sostanzialmente d'accordo.Lettera 22 ha scritto:https://www.youtube.com/embed/_0ebeVF6UMQ
questo per me è un pezzone che anche se proviene dal solo Gandalf, lo trovo superiore a qualsiasi cosa abbiano fatto dopo la reunion del 2004
Per me il "capolavoro" dei TFF (senza Curtis) è questo pezzo qui:
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/0nowBbG-cm8" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share"></iframe>
- Development
- Devoted

- Messaggi: 147
- Iscritto il: sab feb 11, 2023 7:40 pm
quoto sia il Letterato che il Rivelatore.
Di tante altre cose riuscitissime si potrebbe digitare, tra l'altro dell'albo spagnolo resto incatenato a "Sketches of Pain", mentre lo Smith di Soul on Board è custodito a mo' di reliquia, ma lì si accendono anche kat-ricordi pressoché indelebili. "Beautiful to Me" ad esempio, bah meglio lasciar stare.
Leggende, cmq.
best sketchesofmemory
Di tante altre cose riuscitissime si potrebbe digitare, tra l'altro dell'albo spagnolo resto incatenato a "Sketches of Pain", mentre lo Smith di Soul on Board è custodito a mo' di reliquia, ma lì si accendono anche kat-ricordi pressoché indelebili. "Beautiful to Me" ad esempio, bah meglio lasciar stare.
Leggende, cmq.
best sketchesofmemory

