Prodotto da Don Luca Urbani (e già questo è una garanzia), ha all'attivo un ep di 7 pezzi pubblicato nel 2021 e un album uscito qualche settimane fa.
Il primo suo singolo in assoluto è 1984, grandissimo pezzo con partecipazione di Garbo
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/0WP-EhrRopY" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share"></iframe>
Lui è Castelli. Scampoli di notorietà nell'hinterland milanese come leader e cantante dei Clone Culture - ci muoviamo all'epoca in ambiti post-punk - per poi reincarnarsi come un'araba fenice, folgorato sulla via di Damasco dai sintetizzatori e da tutto ciò che ne consegue.
Ma per uno nato nel 1984 che voleva fare musica forse non poteva andare diversamente. Un cantante/autore/poeta (mettetela come vi pare) attuale, Francesco Bianconi dei Baustelle, ha più volte ammesso come il festival di Sanremo '84 con la mitica esibizione di Garbo sulla scalinata dell'Ariston (lancio simulato della radio d'epoca incluso) siano stati la sua iniziazione musicale.
Castelli, a distanza di quasi quarant'anni, a suo modo arriva a chiudere il cerchio, presentandosi con un Ep trainato da un brano, "1984" appunto, dove si omaggia quel Sanremo. E lo fa in compagnia vocale proprio di Garbo, col tempo assurto a icona della new wave italiana.
Descrizione in fotogrammi sintetici e citazioni colte di quello che poi è anche il suo anno di nascita:
Il primo Mac/ Il libro di Orwell/ Sanremo in playback/ La fine del punk
Sono nato qua/ L'era della vanità/ vera
L'ho respirato però/ Di quel passato vivrò
L'Italo disco/ Raf con Self Control/ Nena a Berlino coi suoi Luftballons
Versi che scorrono come un piano sequenza cinematografico, supportati da un incedere musicale severo, quasi marziale nella religiosità del momento. Flashback ripresi anche dal relativo videoclip, dove insieme alla già citata esibizione sanremese di Garbo è possibile intravedere uno Steve Jobs ancora giovanissimo e coi capelli lunghi che presenta in anteprima assoluta mondiale il primo Mac.



