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whiterose
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Messaggio da whiterose »

complimenti Ceci per il thread!!!!

Volevounnickpiùcorto ha scritto:Bernini e la Sua Estasi di S. Teresa d'Avila
mitica Vunpc!

piace moltissimo anche a me questa scultura del Bernini, mi piacerebbe molto esserne 'ipnotizzata' anche io dal vivo :D

...se parliamo di scultura..non posso non citare uno dei miei scultori preferiti, Antonio Canova

ho visto la gipsoteca, a Possagno (Treviso), moltissime volte, ogni volta con nuovo stupore; i gessi e le 'bozze' non daranno quella stessa emozione del marmo, ma ne hanno una tutta loro, forse tutta diversa. La mia preferita (mai vista dal vivo) è Amore e Psiche

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la dolcezza, l'intensità degli sguardi e il loro incontro, l'intreccio delle braccia, l'eterna sospensione dell'attimo immortalato nel marmo levigato

sarebbe bello poterci girare intorno a 360 gradi, per poter apprezzare tutti i particolari e la bellezza nella sua interezza...:(

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(per vedere l'ingrandimento basta cliccare sopra le immagini :wink:)

sempre paragonata, nei libri e come background, me lo ricordo bene, all'Apollo e Dafne, altra meraviglia del Bernini di cui sopra

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lì però ci sono un movimento e una tensione del tutto diversi, mica per niente Canova è considerato un neoclassico; ma non mi interessano qui le analisi, ma solo le emozioni che certe opere sanno darmi

Volevounnickpiùcorto ha scritto:E' tra le opere più discusse del maestro a causa della forte carica di sensualità che traspare dall'espressione
mi viene in mente una delle opere degli autori da me più incondizionatamente amati, Edvard Munch:
la prima versione della 'Madonna'

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(una versione successiva Immagine)

quasi non appartiene più ad una dimensione visivamente corporea, rapita in un estasi intensa, mistica e, appunto, ultraterrena; eppure torbida, l'estasi sembra quasi quella erotica e sensuale, e sessuale l'iconografia. Il bambino (....Gesù?) è un feto, e nella cornice Munch ha dipinto quelli che sembrano essere spermatozoi.
E quella che in un primo momento potrebbe sembrarmi estasi e vita, più la guardo, più in realtà mi sento soffocare, c'è qualcosa che mi porta a provare orrore, un senso ..quasi di morte; ed è tutto lì, eros, religione, estasi, morte, peccato.

Di Munch dovrei forse postare tutto, ma quello che mi ha sempre commosso di più è La bambina malata, questa la versione che preferisco in assoluto:

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non credo ci sia mai stato un altro dipinto che esprimesse più delicatezza e nel contempo dolore. la vita di una bambina che se ne va, nel suo sguardo, in un dolore silenzioso e immobile
Il colore del volto pallidissimo, unico centro bianco di luce, con il cuscino, nell'atmosfera sospesa di morte

la mano..la mano della bambina che non si distingue da quella della madre
il colore è 'colato', come attraverso una finestra rigata di pioggia, o come attraverso un pianto, un pioggia di lacrime silenziose, fatta di un colore freddo che sa di un dolore antico e incomprensibile

e l'espressione della bimba, triste ma al contempo ..non saprei come dirlo, quasi serena, come se avesse già visto un'altra luce, il suo volto pallido eppure illuminato, etereo; il suo sguardo delicato, quasi reso elegante dalla sofferenza, non terreno, non sofferente, non angustiato, come se stesse dando ancora, e di più, amore e dolcezza.



p.s. l'Amore e Psiche dello stesso Munch Immagine
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kjria
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Messaggio da kjria »

higherlove ha scritto:
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puro genio... :idea:
Durante il corso di Storia dell'Arte 2 all'uni, la mia prof chiese a noi studenti di tenere dei seminari su alcune tematiche in programma. Io scelsi il surrealismio e Magritte. In seguito al seminario che tenni e, in particolare in riferimento al mio commento critico di quest'opera, ottenni i plausi dei miei cholleghi di corso (una quindicina in tutto, forse) e le lodi della mia prof che chiosò: "Un giorno forse leggeremo dei manuali di storia dell'arte scritti da te!" 8)
Io c'ho provato a diventare una critica d'arte... ma la storia ha deciso diversamente per me. :(
Ah! Bei tempi quelli dell'uni. :roll:
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la ceci
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Messaggio da la ceci »

Foto mia 8)

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Ho fatto anche 20 minuti di filmino a quest'opera. Mi è molto difficile parlarne, perchè è la scultura più emozionante che abbia mai visto ( e toccato, lo ammetto...so che non si potrebbe...ma ero come fuori di me...)

...credo che sia ancora troppo presto per dire a parole ciò che ho provato.
Tutto era perfezione. Silenzio.
Tutto era equilibrio...ma c'era qualcosa di incommensurabilmente pietoso in quell'abbraccio...uniti ma divisi...amore e psiche che non possono essere un tutt'uno...

...ecco ho già i brividi...quindi smetto che è meglio...


OT: solo per fare due risate: guardate all' Orsay che strano turista incontrai...dio che ridere questo maglione, lui che scatta le foto con il cellulare è un opera d'arte!!! :lol:

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inspyred
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Messaggio da inspyred »

ma dove sono stato fin'ora?...
un piacevolissimo tour in vostra compagnia...cosa si può
pretendere di più? :D
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Wave
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Messaggio da Wave »

Scontato certamente,ma su un sito dedicato ai Dm non credo
possa mancare Bosch che,tra l'altro,per me ha un particolare significato
perche' me lo ha fatto conoscere,agli inizi degli anni 80,il mio primo
grande amore,uomo tenebroso e tormentato.

Bosch e le sue tentazioni,le fiere e i diavoli,gli strumenti musicali,gli
strani animali e i corpi nudi ,spesso quasi osceni: tutto colpi' moltis-
simo la mia fantasia di ventenne. Caso ha voluto che sia stato fonte di
ispirazione per Corbjin.
Posto varie cose ,dal Trittico delle delizie e dal Trittico delle tentazioni

[Immagine
Ultima modifica di Wave il dom mag 07, 2006 12:23 am, modificato 2 volte in totale.
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la ceci
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Messaggio da la ceci »

Magritte a Como fino al 16 luglio
A Villa Olmo la nuova grande rassegna organizzata dal Comune dopo quelle dedicate a Mirò e Picasso


Ovviamente, io ci sarò...

L'opera alla quale sono affezionata, per una stupida e irrazionale coincidenza di lettere...

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scusate le modifiche, oggi litigo con le dimensioni... :twisted:
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la ceci
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Messaggio da la ceci »

Sister of night79 ha scritto: PS: Madame Cecì, potremmo approfittare per prendere un tè al DM party... :lol: :lol:
sì, ma solo se ci mettiamo anche la grappa 8)
...quindi ci incontreremo???!!! daiii!!! :D


...mo abbeccatevi questa foto, sempre mia...

Lei, non ha bisogno di presentazione.

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Wave
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Messaggio da Wave »

Sister ofnight79 ha detto:Scultura Viva e palpitante, nonostante la freddezza del marmo...e nonostante la morte...
CRISTO VELATO - Giuseppe Sanmartino - Anno 1753
Museo Cappella San Severo - Napoli

Immagine
Immagine[/quote]

Fantastico;io ho fatto l'universita' a Napoli e la Cappella di San
Severo e' proprio vicinissima all'universita', nel cuore di Napoli.
Non so se tu l'abbia visitata, ma all'interno ci sono anche due corpi
la cui rete circolatoria il Principe riusci' ,grazie alle sue doti di
alchimista e ad un misterioso preparato di sua invenzione,a metalliz-
zare e conservare. Grande fascino,il luogo e le opere.
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la ceci
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Messaggio da la ceci »

Colgo l'occasione per consigiare vivamente di andare a vedere quast'opera...

1999, gita a Napoli...un caldo asfissiante e la mia classe che bramava di entrare nelle chiese solo per sentire un po' di sollievo.
Io, ero piuttosto scema e pensavo la stessa cosa, al fresco.

Poi, la vidi. La perfezione di quel velo. Mi chiesi quale abilità ci volesse per realizzare un simile capolavoro.
L'uomo, se vuole, può fare cose mirabolanti.
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Messaggio da Alya_DM »

la ceci ha scritto:Magritte a Como fino al 16 luglio
A Villa Olmo la nuova grande rassegna organizzata dal Comune dopo quelle dedicate a Mirò e Picasso


Ovviamente, io ci sarò...

L'opera alla quale sono affezionata, per una stupida e irrazionale coincidenza di lettere...

Immagine


scusate le modifiche, oggi litigo con le dimensioni... :twisted:
Ci farò di sicuro un salto in una delle mie prossime scorribande lombarde... :wink:
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Babylon
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Messaggio da Babylon »

AAAAAAAAAAATTTTTTTTTEEEEEEEEEEENZZZZZZZZZZIONEEEEEEEEEEE...

è arrivata la UAIT nel TOPIC......e ora...son azzi amari!!!!...l'avete già visto no!!!!?..il "tema illustrato" li soprA?!?!!?...era solo il prologooooo!!!!!!


:lol: :lol: :lol:
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orgyporgy
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Messaggio da orgyporgy »

visto che nessuno ha ancora postato un ritratto comincio io:

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Mademoiselle Lanthelme, uno dei tanti capolavori di Giovanni Boldini.

non voglio aggiungere commenti perchè sarebbero superflui, basta guardarlo !
Irene

Messaggio da Irene »

Tullio Crali - Dalla Carlinga
questo dipinto parla da solo.... è perfetto, come luce, colore e sopratutto sensazioni... è una caduta libera insieme al pittore.
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NOI FUTURISTI DICHIARIAMO CHE:

1. Le prospettive mutevoli del volo costituiscono una realta' assolutamente nuova e che nulla ha di comune con la realta' tradizionalmente costituita dalle prospettive terrestri;

2. Gli elementi di questa nuova realta' non hanno nessun punto fermo e sono costruiti dalla stessa mobilita' perenne;

3. Il pittore non puo' osservare e dipingere che partecipando allo loro stessa velocita' ;

4. Dipingere dall'alto questa nuova realta' impone un disprezzo profondo per il dettaglio e una necessita' di sintetizzare e trasfigurare tutto;

tutte le parti del paesaggio appaiono al pittore in volo:

a) schiacciate

b) artificiali

c) provvisorie

d) appena cadute dal cielo

6. Tutte le parti del paesaggio accentuano agli occhi del pittore in volo i loro caratteri di:

folto

sparso

elegante

grandioso

7. Ogni aeropittura contiene simultaneamente il doppio movimento dell'aeroplano e della mano del pittore che muove matita, pennello o diffusore;

8. Il quadro o complesso plastico di aeropittura deve essere policentrico;

9. Si giungera' presto a una nuova spiritualita' plastica extraterrestre.

Nelle velocita' terrestri (cavallo, automobile, treno) le piante, le case ecc., avventando contro di noi, girando rapidisime le vicine, meno rapide le lontane, formano una ruota dinamica nella cornice dell'orizzonte di montagne mare colline laghi, che si spostano anch'essa, ma cosi' lentamente da sembrare ferma. Oltre questa cornice immobile esiste per l'occhio nostro anche la continuita' orizzontale del piano su cui si corre.

Nelle velocita' aeree invece mancano questa continuita' e quella cornice panoramica. L'aeroplano, che plana si tuffa s'impenna ecc., crea un'ideale osservatorio ipersensibile appeso dovunque nell'infinito, dinamizzato inoltre dalla coscienza stessa del moto che muta il valore e il ritmo dei minuti e dei secondi di visione-sensazione. Il tempo e lo spazio vengono polverizzati dalla fulminea constatazione che la terra corre velocissima sotto l'aeroplano immobile.


Balla, Benedetta Cappa, Depero, Dottori, Fillia, Marinetti, Prampolini, Somenzi, Tato
whiterose
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Messaggio da whiterose »

Babylon ha scritto:AAAAAAAAAAATTTTTTTTTEEEEEEEEEEENZZZZZZZZZZIONEEEEEEEEEEE...

è arrivata la UAIT nel TOPIC......e ora...son azzi amari!!!!...l'avete già visto no!!!!?..il "tema illustrato" li soprA?!?!!?...era solo il prologooooo!!!!!!


:lol: :lol: :lol:

:lol:

vedo che insisti perchè io posti dell'altro Bab 8)

bene ti accontento

(Orgy, mi hai letto nel pensiero??)

Boldini, uno dei miei preferiti, artista le cui opere sono da vedere assolutamente dal vivo
i colori, i vestiti, le pennellate, sono qualcosa di straordinario

Immagine

la femme en rouge

sono d'accordo..non ha bisogno di commenti
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elisa78
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Messaggio da elisa78 »

Il mio quadro preferito in assoluto, per le forti emozioni che ha suscitato in me quando lo vidi al "Prado"

Immagine

Spiegazione

Il titolo del quadro, dalla parola portoghese «menina», significa «damigelle d’onore». In realtà è questo un ritratto collettivo della famiglia del re di Spagna, Filippo IV, e di alcune persone a loro più vicine, tra cui lo stesso Velazquez. I personaggi, in base alla identificazione accertata, sono i seguenti. Partendo da sinistra, in primo piano, abbiamo innanzitutto Velazquez, quindi l’infanta Margarita, figlia dei sovrani di Spagna, circondata da due damigelle d’onore: Maria Augustina a sinistra e Isabel de Velasco sulla destra. Seguono poi due nani, Mari-Barbola e Nicolasito Pertusato, con un cane accovacciato ai loro piedi. In secondo piano, sulla destra, sono ritratti donna Marcela de Ulloa, addetta al servizio delle dame di corte, e don Diego Ruiz de Azcona, funzionario addetto all’accompagnamento delle donne di corte. Nel vano della porta appare don José Nieto Velazquez, maresciallo di palazzo. Infine, nello specchio posto sulla parete si vedono i due sovrani di Spagna, Filippo IV e sua moglie Marianna d’Austria.

L’originalità del quadro è nel ribaltamento del punto di vista: nei ritratti ciò che in genere vediamo è l’immagine dal punto di vista di chi dipinge (il pittore), in questo caso ciò che vediamo è l’immagine vista da chi è dipinto (i sovrani in posa). È come se fossero loro a realizzare il quadro e non viceversa.

In pratica se ciò avviene è per la straordinaria capacità inventiva di Velazquez, che per rendere possibile questi ribaltamenti di punti di vista ricorre sapientemente all’uso degli specchi. Innanzitutto è facile immaginare che la parete alle spalle dei due sovrani (cioè quella alle nostre spalle se fossimo nel quadro anche noi spettatori) è occupata da un grande specchio, dove Velazquez vede riflessa appunto l’immagine che sta componendo sulla tela che ha dinanzi (e che noi vediamo parzialmente di spalle) e che corrisponde proprio al quadro che stiamo ora osservando. Sulla parete in fondo, un altro specchio, incorniciato da una pesante cornice nera, ci rimanda invece la figura dei due sovrani, Filippo IV e sua moglie Marianna d’Austria.

I due sovrani stanno in posa, anche se il quadro che Velazquez sta realizzando non è il loro ritratto ma l’immagine riflessa dallo specchio alle loro spalle. I due sovrani appaiono quindi solo nello specchio di fondo, e ciò ovviamente ci dà la sensazione che sono loro i reali spettatori dell’immagine, perché chi guarda non può vedere se stesso se non come riflesso in uno specchio. Quindi appare sicuramente plausibile l’illusione che siano i due sovrani a «fare» il quadro, perché quello che vediamo corrisponde esattamente a ciò che loro vedevano quando posavano per un ritratto.

Ovviamente in tutto questo vi è una profonda componente concettuale, che porta inevitabilmente a riflettere sul ruolo dell’arte in genere e della pittura in particolare. È come un guardare «dentro» al meccanismo della pittura, per svelarne alcuni segreti che i pittori conoscono, ma forse gli altri no. Innanzitutto vi è la componente dell’ordine compositivo che distingue la rappresentazione dalla realtà. Nei quadri il pittore organizza tutto nel miglior modo possibile: sceglie un motivo, sviluppa una composizione, distribuisce i pesi con certi equilibri, e così via. In questo senso il quadro è un’astrazione dalla realtà, proprio perché può organizzare l’immagine in tutta libertà. Invece la realtà non ha lo stesso principio di ordine compositivo che sovrintende la pittura: la realtà è informe e caotica, così come in un certo senso appare anche in questo quadro di Velazquez. Le persone che noi vediamo sanno di non essere in posa e così si distribuiscono senza un ordine preciso. Non fanno gruppo, ognuno si pone lì dove capita. Anche lo spazio che è alle loro spalle non sembra il più idoneo per un quadro: non è uno sfondo omogeneo e organizzato. Da notare anche il particolare dell’uomo che compare dalla porta aperta sullo sfondo, che crea un ulteriore spazio di profondità, oltre quello della stanza in cui sono collocate le persone, che sembra un ulteriore elemento di casualità.

In pratica, con questo quadro, Velazquez crea un’opera di mirabile realismo, non solo perché è una fedele rappresentazione della realtà, ma anche perché ci aiuta a capire tutta la differenza che c’è tra l’arte (in quanto rappresentazione della realtà) e la realtà stessa. La prima è un modo, praticamente sempre, di isolare dalla realtà solo alcuni aspetti che noi preferiamo, e di aggiustarli secondo le nostre preferenze di ordine estetico o concettuale. La realtà, invece, è un continuo, caotico e informe, dove i principi dell’arte sono solo una finzione.

Ovviamente si può obiettare che la casualità della scena è solo apparente, e che anche qui l’artista ha dovuto operare delle scelte di carattere compositivo. Le due damigelle, che sono di fianco alla piccola infanta Margarita, una è in piedi l’altra è in ginocchio: sono collocate in posizione tale che non ci impediscono di vedere lo specchio e la porta aperta sulla parete di fondo. Anche le due figure sulla destra, come il pittore sulla sinistra, sono collocati in modo da non ostacolare la visione in profondità, altrimenti il mirabile gioco inscenato da Velazquez sarebbe risultato compromesso. Ma tutto ciò non fa che accentuare la sensazione che dicevamo prima: in fondo anche questo è un quadro, cioè arte, anche se riesce a farci capire un po’ di più la distanza (o la vicinanza) che c’è tra realtà e finzione.
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