JOHN FOXX 14-04 Transilvania Milano

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Lettera 22
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JOHN FOXX 14-04 Transilvania Milano

Messaggio da Lettera 22 »

dai, lo apro io.....

concerto da paura....non ci credevo molto, pensavo a una carrellata di brani nuovi e poche emozioni.
E invece Giovanni Volpe, "inventore" degli Ultravox e massimo guru della wave elettronica, ha stupito tutti con una performance da paura...
forse voleva farsi perdonare il disguido di dicembre, fatto sta che il signorino very english in 95 minuti filati di concerto ha spolverato roba da cineteca.
Non ha risparmiato (quasi) nessuno dei suoi pezzi migliori: il meglio dei primi Ultravox (una My sex incredibile nel nuovo arrangiamento live, rispetto ai solchi del disco), ben 6, leggasi 6, brani dall'opera omnia della musica elettronica, autentico capolavoro che è Metamatic, e le cose migliori dei dischi più recenti con Luis Gordon.
Poi sul lato tecnico interverrà meglio il Numanoide, cmq l'acustica era fantastica, e lui ha un carisma che oggi in pochi possono permettersi.

tra le songs:

My sex
Hiroshima mon amour
The man who dies everyday
Slow motion

tutte degli Ultravox

poi

20° century
Metal beat
No one driving
Underpass
Plaza
Liquid

tratte da questo gioiello:

Immagine

e ancora Endlessy, Crash and burn, From Trash e qlc altra che mò mi sfugge...

Rosa, ti saresti emossionata :wink:

aftershow, sale in cattedra il trio Numanoide-Dep-Lettera, dopo che il Fra abbandona per stanchezza, seguito poi a ruota da Intenso, Elisa, Free e friend che vanno via....prima cerchiamo di intrufolarci nel camerino, dove però solo Garbo ha accesso, poi dopo aver rubato una quarantina di manifestoni del concerto aspettiamo davanti al bar e finalmente dopo un pò esce l'inglese.
Foto, autografi su dischi e poster, chiacchierate su Gareth Jones, The Garden e CTA dei dm....

il tutto immortalato dalla macchina digitale del Numanoide, che a un certo punto era in pieno orgasmo, in brodo di giuggiole.

a breve le foto.

serata splendida, chi non è venuto si è perso moltissimo.
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Messaggio da halo in reverse »

Allora fuori tutto. AVANTI!! :lol:

Chissà che un giorno... io può... :wink:
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Lettera 22
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Messaggio da Lettera 22 »

un paio di video tratti dallo stesso "From trash tour" (questo show è a Brick Lane, Londra, qlc mese fa)

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plaza


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the man who dies everyday (ultravox)
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francesco
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Messaggio da francesco »

Davvero "Strabiliante".......

Chiudi gli Occhi ....e sei proiettato a Londra nel 78....

Capisci tutto in un attimo...chi ha tracciato la strada e chi ha raccolto il Testimone ( Leggi DM 80-82 ).....

Insisto con il termine "riserva indiana"....circa 250 spettatori ...moltissimi Over 40...niente MTV...video e singoli in evirotascion..nessun appuntamento che fa tendenza.....solo tanta riconoscenza e consapevolezza che quella "Volpe" è sicuramente il padre di tutto...e che Metamatic è una Pietra Miliare..

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Bene, Bravo, Biss...

Francesco.
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katullo
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Re: JOHN FOXX 14-04 Transilvania Milano

Messaggio da katullo »

Lettera 22 ha scritto: e ancora Endlessy... chi non è venuto si è perso moltissimo
a me, già solo quella, sa di moltissimo.

ecco un kat-rimpianto.

best :(
sergej
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Messaggio da sergej »

Davvero interessanti le rivisitazioni del canto con doppiaggio continuo di vocoder, molto AIR.. Mr xx un sessantenne in gran forma
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Tufkad
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Messaggio da Tufkad »

Spettacolare, Slow Motion

Davvero bella serata, e un vivo grazie a Lettera e al Numanoide che mi hanno "cooptato" benché non vantassi una conoscenza altissima di Mr. Volpee.

Oltre tre ore di musica live, 3 gruppi, validi anche i Rubicks, duo inglese con una biondina tarantolata e assai carina...

Poi, Mr. Foxx: gran classe, carisma da vendere e spettacolo nell'armeggiare sul sintetizzatore (anche se mi piacerebbe capire cosa era, esattamente, il suo "equipment").

L'intero concerto scorre via con coerenza e linearità, mischiando vecchio e nuovo senza mai cadere nella ripetitività, e anzi mostrando una curiosa maggiore "acidità" dei brani più recenti rispetto alle prime, malgrado l'età del Nostro che, di solito, induce ad atmosfere più intime e calme.

A fine concerto, la pazienza di Lettera (eccitato come un gatto in calore :wink: ) viene premiata da un Foxx che dimostra oltremodo una estrema cortesia. Nel firmare autografi e nel conversare con i fans.

Chiacchiere lunghe, informali, non di circostanza. Risposte cortesi, come quando uno gli chiede "Gli Ultravox le hanno mai chiesto di tornare nella band", lui risponde "Everyday...", l'altro insiste "E cosa rispondeva?" E lui con un sorriso: "No".

Un altro si fa avanti con una domanda un pochino scolastica "Pensa di aver fatto parte di quel movimento, di inizio anni 80, chiamato New Wave?". Un altro ancora gli chiede delle sue preferenze in certi ambiti musicali, e lui cita Iggy Pop e Clash.

Quando tocca a noi, gli chiediamo: "Si sente ancora con Gareth Jones?" E lui: "Gareth? Ma certo!". Noi, professando la nostra fede per i DM, esterniamo gratitudine per quanto avvenne al Garden nel 1983, e lui chiosa con un sorriso: "Quelli erano anni straordinari".

Thank you for this brilliant show, Mr. Foxx!
halo in reverse
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Messaggio da halo in reverse »

:wink:

Nulla da The Garden?

PS-Slow Motion ha un inizio... epico. Vi chiedo una curiosità: è stato usato come sigla televisiva? Al primo ascolto, ho avuto una forte sensazione di "già sentito", l'impressione di conoscere quel frammento da una 20ina d'anni o giù di lì... forse è stato un caso Peroni style...
Leaveinsilence
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Messaggio da Leaveinsilence »

Professore accademico di musica elettronica: con questa immagine si potrebbe sinteticamente rappresentare la figura di John Foxx, personaggio le cui intuizioni hanno saputo plasmare sin dalle fondamenta la musica elettronica contemporanea, e non solo.
Un'immagine che, come vedremo, emergerà prepotentemente anche sul piano visivo, nel corso del suo concerto milanese al Transilvania, un appuntamento che i fans italiani attendevano da qualcosa come un quarto di secolo.

Lo show di Foxx è preceduto dall'esibizione di ben due band di supporto. Pollice verso per gli Act Noir, ennesima, anonima, formazione tecnologica, che si fa notare più per le sembianze del chitarrista, così simile al giovane John Foxx da far sospettare un improbabile legame filiale, che per le sue canzoni, complessivamente prive di smalto ed energia, e per di più interpretate dallo stralunato cantante con il tipico tono rigido, spento che tanto ricorda molte famigerate band di matrice teutonica.
Va decisamente meglio con i Rubicks, che ormai sono divenuti una band familiare, visto che è la terza volta che mi capita di incrociarli (nelle altre due circostanze aprirono dei concerti di Numan).
Difficile dimenticare la cantante, grintosa e sensuale al tempo stesso, protagonista di un rock energico e senza fronzoli, arricchito da qualche misurato innesto elettronico.

L'avvio dello show di Foxx richiama da vicino quello degli spettacoli di Gary Numan, con oscure luci fisse combinate a minacciosi tappeti sonori sintetici, a precedere l'ingresso del cantante.
Quando quest'ultimo ed il suo fedele collaboratore Louis Gordon emergono dalle ombre e si impossessano delle loro postazioni, l'inquietante intro strumentale assume gradatamente le forme di una tiratissima 20th Century che, benché nella concitazione del momento ce lo fossimo scordati, è in effetti il pezzo con cui da anni Foxx è solito aprire i suoi concerti. In tutta onestà, la versione presentata riesce solo in parte ad avvicinare l’agghiacciante, ineffabile bellezza dell'originale.

Diverso è il discorso per altri brani storici del repertorio dell’artista britannico, a partire da quelli tratti dal suo capolavoro, nonché prima opera da solista, Metamatic (1980).
Riproposti in una sequenza mozzafiato, He's A Liquid, Metal Beat, Plaza, Underpass, non solo riescono ad integrarsi efficacemente con la produzione più recente, ma acquistano nuova linfa grazie ad arrangiamenti moderni e sofisticati.
Menzione speciale per le devastanti linee di basso che caratterizzano Metal Beat e per la coda prolungata, ipnotica di Underpass, che vede il collaboratore di Foxx più scatenato che mai dietro alle sue tastiere.

Louis Gordon, in effetti, si immerge letteralmente anima e corpo nei pezzi, rendendosi protagonista di movimenti schizofrenici ed atteggiamenti plateali e ripetuti fino ai limiti dell'eccesso, come in preda alla tarantola, ad un intenso stato di euforia forse indotta da qualche bicchiere (o da qualche stupefacente) di troppo.
Per converso, John Foxx si distingue per la sua aria costantemente sobria e contenuta, e tuttavia mai altera o distante, mentre interpreta le sue canzoni dietro ad una sorta di leggìo, similmente ad un eminente professore intento a tenere una lectio magistralis in una prestigiosa università.
L'affiatamento di questa strana coppia emerge sul palco in modo evidente, come del resto dimostra un proficuo rapporto di durata ormai decennale, che ha contribuito a rilanciare la carriera di Foxx in chiave elettronica.

Il ritmo martellante, l'energia propulsiva e l'autentica potenza di fuoco che animano la gran parte dei pezzi proposti concedono un momento di salutare pausa con il ripescaggio strategico di un paio di favolose ballate, da assaporare in religioso silenzio: Hiroshima Mon Amour e Just For A Moment, brillanti gemme risalenti alla parte iniziale della carriera artistica di Foxx, quando il cantante era il leader indiscusso degli Ultravox!

Si ricorderà che Foxx avrebbe dovuto esibirsi già il 1° dicembre scorso a Milano, ma la data saltò a causa delle rimostranze del cantante e del suo management per la sciagurata promozione che accompagnò l'evento, in cui, al fine di accrescere furbescamente l'appeal della serata, l'artista inglese veniva arbitrariamente associato agli Ultravox, nella veste che la band avrebbe però assunto solo dopo la sua dipartita, quando cioè l'avvento di Midge Ure conferì al gruppo un'impostazione sensibilmente più convenzionale, che la trascinò ai vertici delle classifiche mondiali, a partire dall'album Vienna, del 1980.

Dei primi Ultravox! rimangono tre album memorabili, il cui unico "difetto", se così si può definire, è stato quello di avere radicalmente precorso i tempi, il che ne ha minato le possibilità di un più ampio successo. Il funambolismo stilistico, le premonizioni punk miscelate a scintille electro, i testi introspettivi e le atmosfere algide e talora alienanti suonavano ancora indigeste al grande pubblico intorno alla metà degli anni '70, quando la band iniziò a muovere i primi passi, mentre cominciarono ad imporsi, quasi per uno scherzo del destino, solo quando Foxx decise di andarsene, alla fine del 1978, proiettato verso nuovi ed ancor più affascinanti orizzonti.
In effetti, questa caratteristica di anticipare le tendenze avrebbe continuato ad accompagnare il cantante anche durante tutto il suo percorso solista.

Oltre alle due canzoni sopra citate, a Milano Foxx ha proposto altri pezzi tratti dal repertorio degli Ultravox!: la superba, misteriosa The Man Who Dies Everyday, la delicata My Sex, la cui versione originale termina in un nuovo arrangiamento, caratterizzato da un’ossessiva struttura ritmica, e infine l'immensa Slow Motion che, avviati i motori, lancia la sua epica corsa in un mirabolante tripudio di maestose sonorità spaziali.
Minori del previsto sono invece le incursioni nella produzione più recente dell'artista, comunque ben assestate e capaci di rivelare un'evoluzione che, a dispetto dell'inesorabile trascorrere degli anni, acquista risvolti sempre più estremi: in particolare, sorprendono per l'incedere particolarmente aggressivo, quasi terrorizzante, Crash And Burn e la stessa From Trash.

Pur nel persistente rigore elettronico, le canzoni non tendono affatto a generare quella specie di impasto informe e ripetitivo che, ahimè, alla lunga finisce per caratterizzare molta musica tecnologica, soprattutto negli spettacoli dal vivo.
Al contrario, l'ispirazione cristallina dei pezzi (John Foxx è autore apprezzato e musicista completo), gli arrangiamenti elaborati, l'esaltante prolungamento di alcune canzoni e la sequenza strategica dei brani, evidentemente studiata, riescono a calamitare l'attenzione del pubblico per tutta l'ora e mezza dello show.

Insomma, uno spettacolo di gran classe, quella stessa che il buon John dimostrerà intrattenendosi coi fan che lo hanno atteso impazienti all’esterno del locale, al termine dello show. Dopo la lezione, il "professore" si mette così a disposizione dei suoi studenti, ansiosi di ricevere lumi sulla sua opera e sulle fonti che l'hanno ispirata. Foxx, con umanità e simpatia tangibili, si concede al rito degli autografi e delle foto e spende parole cordiali per tutti, compresi i DM e l'immancabile Numan (il cui spettro viene rievocato dal Numanoide), il quale del resto ha sempre riconosciuto il suo debito nei confronti degli Ultravox!.

Grazie alle sue intuizioni geniali e all'eclettismo di una carriera artistica vissuta sempre all'avanguardia, l'esimio Professore è ormai pronto per essere insignito di una laurea honoris causa.
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Messaggio da Leaveinsilence »

Per chi volesse acquisire altre informazioni su vita e opere di John Foxx, consiglio di visitare la rubrica presente all'interno di questo sito, in particolare al seguente link:

http://www.depeche-mode.it/taintedlove/taintedlove3.htm

Mi risulta che il pezzo sia stato redatto da un tipo piuttosto ferrato in materia... 8) :wink:
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Messaggio da Lettera 22 »

halo in reverse ha scritto::wink: Nulla da The Garden?
nisba.....avrei pagato per ascoltare Europe after the rain, però il concerto aveva un filo conduttore molto electro-wave glaciale, unendo 30 anni dagli Ultravox passando per metamatic e sino al Foxx/Gordon di oggi, e oggettivamente le song di The Garden, più "suonate", mitteleuropee, avrebbero legato male col resto della scaletta. Imho

numanoide, vedi di non dimenticarti le foto eh? :P
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Messaggio da Loop »

A malincuore non c'ero, davvero a malincuore. Foxx è da sempre uno serio e coerente (a differenza dei suoi ex collaboratori).

Poi mi fa piacere vedere un thread che unisce anzichè dividere.
La classe resta sempre classe.
W John Foxx

Le vostre parole mi hanno messo i brividi addosso. Bel colpo ragazzi...
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Messaggio da Lettera 22 »

Immagine
lettera, la volpee e il gobbo :lol:


Immagine
col numanoide


Immagine
con louis gordon



daje numanoide, datti una mossa con le photograph del concerto :P
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Messaggio da Studio54 »

ma quanti lifting si è fatto john foxx!? :lol: mazza quanto è tirato!
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Tufkad
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Messaggio da Tufkad »

Studio54 ha scritto:ma quanti lifting si è fatto john foxx!? :lol: mazza quanto è tirato!
Non so... è che è magro come un chiodo.

Beato lui!
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