Romina (Eva Mendes): Vuoi fargli mangiare il gelato?
Luke (Ryan Gosling): Sì, voglio fare con lui qualcosa che fa per la prima volta. Voglio guardarlo in faccia quando l'assaggia e tutte le volte che mangerà il gelato per tutta la sua vita vedrà la mia cazzo di faccia
"Ora capisco perchè piangete... ma io non potrei mai farlo" (Terminator 2 - Il Giorno Del Giudizio)
Avrò avuto una decina d'anni, forse anche qualcosa in meno, quando lo vidi per la prima volta. Fu la prima volta che piansi (e non poco ricordo ) per un film. Per un terminator!
"Come sai, io sono un grande appassionato di fumetti, soprattutto di quelli di supereroi.
Trovo che tutta la filosofia che circonda i supereroi sia affascinante.
Prendi il mio supereroe preferito, Superman. Non è un grandissimo fumetto, la sua grafica è mediocre.
Ma la filosofia non è soltanto eccelsa, è unica.
L’elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e il suo alter ego.
Batman è di fatto Bruce Wayne. L’uomo ragno è di fatto Peter Parker.
Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker. Deve mettersi il costume per diventare l’uomo ragno.
Ed è in questa caratteristica che fa di Superman l’unico nel suo genere.
Superman non diventa Superman. Superman è nato Superman.
Quando Superman si sveglia al mattino è Superman. Il suo alter ego è Clark Kent.
Quella tuta con la grande S rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono.
Sono quelli i suoi vestiti. Quello che indossa come Kent, gli occhiali, l’abito da lavoro, quello è il suo costume.
È il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede.
E quali sono le caratteristiche di Clark Kent? E’ debole, non crede in se stesso ed è un vigliacco.
Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana, più o meno come Beatrix Kiddo è la moglie di Tommy Plympton.
Tu avresti indossato il costume di Arlin Plympton, ma tu sei nata Beatrix Kiddo, e ogni mattina al tuo risveglio saresti stata Beatrix Kiddo…"
"Per esperienza dico: più una ragazza è carina più è pazza.
Il che fa di te una pazza.
Probabilmente sei completamente fuori di testa...
Mi piace come puoi complimentarti e insultare qualcuno allo stesso tempo"
Sean Connery: "Non vai a casa?"
Kevin Kostner: "Lo stavo facendo"
Sean Connery: "Bene, allora hai rispettato la prima regola per essere un buon poliziotto: assicurati, quando hai finito il turno, di tornare a casa vivo. [...] La seconda regola del buon poliziotto? Se vuoi mantenere un segreto, non dirlo al tuo capo."
Eddie: Guarda il suo grasso corpo, le sue grasse dita, ballano sul biliardo...
Eddie: Io sono il più forte che hai conosciuto, sono il più forte di tutti. Anche se mi batti resto il più forte.
Eddie: Qualunque cosa può essere bella, nessuna esclusa, spaccar pietre può essere bello, se è ben fatto, quando sai quelle che fai e perché, e viene come vuoi tu!
Eddie: Io la amavo... e lo barattata con una partita
Eddie: L'abbiamo ammazzata noi due vero Bert?
Bert: Aaaaah...
Eddie: E che brutta morte le abbiamo dato.
Bert: Se non fosse successo a Lousville sarebbe successo in qualche altro posto! Se non era ora sarebbe stato tra 6 mesi! Era nata per finire così!
Eddie: È inutile rigirarla, è cosa nostra. A te forse non è rimasto sulla coscienza perché lo hai sputato come sputi qualsiasi altra cosa. Ma è rimasto a me. Io l'amavo Bert e l'ho barattata con una partita. Certo, questo non significa niente per te. Perché di chi ti è mai importato? Basta vincere! Vincere dicevi, è la sola cosa che importa! Tu non sai che significa vincere, sei tu un battuto, perché sei morto dentro. Non puoi vivere se non uccidi tutto quello che ti sta attorno. È troppo alto Bert, il prezzo è troppo alto. Se accetto lei non è mai vissuta, non è mai morta. E noi sappiamo tutti e due che non è così, vero Bert? È vissuta ed è morta. Senti, è meglio... dì alla tua gente che è meglio che mi ammazzino. Sì fanno meglio a finirmi, perché se mi fracassano e basta io rimetto insieme tutti i miei pezzi e ti giuro su quell'anima che io ritorno qui e ti ammazzo!
Bert: No!
Bert: Va... solo... solo... non mettere più piede in una sala da biliardo qui.
Eddie: Fats... sei un magnifico giocatore...
Fats: Grazie, anche tu Eddie.
Film semplicemte mitico, con un altrettanto mitico Paul Newman.
Joi: Io vengo via con te, ma non così. Se vengono qui a cercarti, avranno accesso a tutti i miei ricordi. Devi cancellarmi dalla console. Il mio regalo (l'emanatore), mettimi lì.
K/Joe: Non posso farlo. Riflettici: se gli succede qualcosa, è finita. Sei morta.
Joi: Sì.. come una ragazza reale. Ti prego.. Joe, ti prego! Sono io che lo voglio, ma da sola non posso farlo.
Le Cercle Rouge (I Senza Nome). Alain Delon, Yves Montand, il regista Jean-Pierre Merville al centro, Bourvil e François Périer (nella foto è assente Gian Maria Volontè, uno dei tre "senza nome" insieme a Delon e Montand).
Incipit del film: “Buddha prese un pezzo di gesso rosso, tracciò un cerchio e disse: Se è scritto che due uomini, anche se non si conoscono, debbono un giorno incontrarsi, può accadere qualsiasi cosa e possono seguire strade diverse. Ma il giorno stabilito, ineluttabilmente, si ritroveranno in questo… cerchio rosso”
L' Ispettore capo Mattei (Bourvil): “Tutti gli uomini sono colpevoli”